Notizie sul vino: Una nuova DOP in arrivo dalla Danimarca: sarà la più a Nord d’Europa
Le principali notizie sul vino dell’ultima settimana (24 ottobre - 30 ottobre 2026). Riguardano il vino italiano e non solo. Sono quelle più interessanti, più dibattute, più curiose e più riprese dai migliori Blog e siti sul vino.
Leggi quanto segue per restare informato. Buona lettura.
Le ultime notizie sul vino
Il riepilogo settimanale di Wineshop.it sulle principali notizie dal mondo del vino si apre con il riconoscimento, ormai prossimo, di quella che potrebbe essere la DOP più a Nord d’Europa.
Si prosegue con un nuovo record per il Barolo e con le modifiche eccezionali al disciplinare dello Champagne.
Infine, torniamo in Italia con due studi interessanti sull’enoturismo e sulla notevole crescita di tre DOC.
1️⃣ In Danimarca sta per nascere la DOP più a Nord d’Europa
Apriamo con una notizia davvero curiosa, ma, allo stesso tempo, significativa dell’evoluzione della viticoltura in aree del mondo che, prima, sembravano non idonee a questo tipo di pratica.
La Commissione UE ha recentemente pubblicato sulla Gazzetta ufficiale la domanda per il riconoscimento di una nuova DOP della Danimarca, che, se ufficialmente approvata, diventerebbe la Denominazione del vino situata più a nord di tutta Europa. Prima dell’approvazione ufficiale dovranno trascorrere i canonici tre mesi in cui è possibile presentare un’opposizione formale.
La Denominazione in questione è la DOP Røsnæs, dal nome dell’omonima penisola situata nella parte occidentale dell’isola di Selandia, la più grande isola della Danimarca, ad est del Paese.
Røsnæs è una delle aree della Danimarca più favorevoli alla viticoltura, per il clima più mite, per le minori precipitazioni e per il maggior numero di ore di sole rispetto a molte altre zone. Anche il suolo, con terreni morenici/calcarei e strati argillosi favoriscono la coltivazione della vite perché sono ricchi di sostanze e, allo stesso, riescono a immagazzinare acqua per nutrire la pianta in ogni fase del suo sviluppo.
La nuova possibile DOP include vini bianchi, vini rosati, vini liquorosi e vini spumanti metodo classico, prevedendo il ricorso a diverse varietà PIWI, che qui vanno per la maggiore, affiancate da varietà tradizionali, come il Pinot Noir.
Curiosamente, il primato di Dop vinicola più a nord d’Europa è detenuto, almeno per il momento, da un’altra Denominazione danese: la DOP Dons, prima Denominazione del vino della Danimarca, riconosciuta nel 2018, e collocata in una piccola area dello Jutland meridionale.
2️⃣ Barolo en Primeur: raccolti oltre 1,14 milioni di Euro, il miglior risultato di sempre
Il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani ha annunciato che la sesta Edizione di Barolo en Primeur ha stabilito il nuovo record di raccolta fondi, con 1.140.500€.
Barolo en Primeur è un evento che alla valorizzazione del vino Barolo unisce uno scopo benefico. Attraverso un’asta è possibile acquistare, in anteprima, vino Barolo ancora in fase di affinamento. I fondi raccolti vengono poi utilizzati per promuovere e finanziare progetti sociali e solidali.
Le protagoniste dell’asta di questa edizione sono state 14 barrique di Barolo Gustava (2025) da cui si possono ottenere 3.780 bottiglia, 270 per barrique. La produzione di questo vino è stata affidata al genio di Donato Lanati, enologo italiano di fama internazionale.
Sono stati battuti all’asta anche 7 lotti comunali di Barolo e Barbaresco donati 39 cantine del Consorzio e 31 bottiglie di annate storiche.
A rendere ancora più esclusivi e unici questi vini c’è anche l’etichetta, che riporta l'opera "Paisaje de vino" di Sol Calero, celebre artista visiva venezuelana.
La consegna dei Barolo aggiudicati durante l’asta è prevista per il 2029, quando i vini avranno completato, come da disciplinare, il processo di affinamento.
3️⃣ Lo Champagne cambia ufficialmente le sue regole: per i vini della vendemmia 2026 via libera a una gradazione alcolica più alta
Ne avevamo già parlato a settembre, quando avevamo riportato questa notizia: il Comitato Champagne ha ottenuto una deroga eccezionale per permettere la produzione di Champagne con una gradazione alcolica superiore al tradizionale limite del 13%.
Ora è arrivato l’atto ufficiale e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, lo scorso 28 ottobre, con le “disposizioni eccezionali per i vini rivendicati con la denominazione di origine controllata ‘Champagne’”.
In particolare, si annuncia che il paragrafo 1 della sezione IX del capitolo 1 del disciplinare della DOP Champagne viene arricchito di una nuova sezione. La prima parte dell’articolo stabilisce che i vini Champagne, dopo la seconda fermentazione, non possono avere una gradazione alcolica superiore al 13%. La nuova sezione prevede un’eccezione, per cui si concede la possibilità di superare, dopo la rifermentazione, la gradazione alcolica del 13%. Questa disposizione vale solo per i vini imbottigliati nel 2027 ottenuti:
• da un assemblaggio di vini della vendemmia 2026 senza arricchimento
• da vendemmie precedenti sottoposti ad arricchimento
Inoltre, i produttori sono obbligati a riportare nel registro di movimentazione, per ogni contenitore utilizzato nel blend, le seguenti informazioni:
• volume del vino
• titolo alcolometrico
• percentuale di arricchimento
Come si spiega nel provvedimento, questa decisione è del tutto straordinaria ed è stata approvata per affrontare la particolare situazione climatica che ha caratterizzato la vendemmia 2026, con il caldo e la siccità che hanno concentrato nelle uve un quantitativo zuccherino notevole. Con la fermentazione alcolica e la trasformazione di zucchero in alcol, i produttori si trovano di fronte a vini con un elevato potenziale alcolico, difficile, se non impossibile, da mantenere entro i precedenti limiti.
4️⃣ Sicilia, Toscana e Piemonte: ecco le mete privilegiate dagli enoturisti americani
I media nazionali specializzati nel settore vinicolo stanno dando ampio spazio ai risultati del rapporto “Il mercato USA e l’enoturismo”, realizzato dall’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, che analizza le preferenze dei turisti americani interessanti a compiere esperienze enoturistiche nel nostro Paese.
L’Italia emerge come uno dei Paesi a cui i turisti americani guardano con grande interesse quando vogliono compiere viaggi all’insegna del vino. Uno dei motivi per cui l’Italia viene scelta è la qualità dell’esperienza, oltre alla possibilità di associare all’aspetto enologico anche quello culturale, paesaggistico e storico. Gran parte degli enoturisti americani ricerca, infatti, un’offerta integrata, che tantissime aree vinicole italiane possono garantire.
Le Regioni che vanno per la maggiore sono tre: Sicilia, Toscana e Piemonte. Mentre tra le singole aree vinicole si segnalano: Costiera Amalfitana, Colline del Prosecco, Chianti, Etna, Montalcino, Cinque Terre, Montepulciano, Franciacorta, Langhe/Barolo e Valpolicella.
5️⃣ Il mercato del vino italiano è in flessione, ma tre DOC vanno controcorrente: volano Lugana, Langhe e Primitivo di Manduria
Nel corso del forum Wine IQ – A Glass of Insights che si è svolto alla Milano Wine Week 2026, sono stati resi noti dei dati significativi sul mercato del vino italiano, raccolti e analizzati da NielsenIQ, società impegnata in ricerche di mercato e consumi.
Nel periodo tra agosto 2025 e agosto 2026, il mercato del vino italiano è in flessione dell’1,3% a valore e del 2,8% a volume rispetto ai 12 mesi precedenti, generando un valore complessivo di 3,1 miliardi di euro, con circa 713 milioni di litri di vino venduti.
Questo il quadro generale. Ma ancor più interessante è constatare che alcune Denominazioni e tipologie di vino vanno in controtendenza. Su tutte, segnaliamo tre DOC che registrano una crescita notevole:
• Lugana DOC: +18,1% a valore; +18,4% a volume
• Langhe DOC: 11,9% a valore; +14,9% a volume
• Primitivo di Manduria DOC: +7,5% a valore; +11,4% a volume
Tra le tipologie di vino più vendute spiccano gli spumanti, che continuano a riscuotere grande successo, non conoscendo flessioni. Il mercato delle bollicine è cresciuto del +1,1% a valore e del +1,4% a volume. In particolare, si distinguono gli spumanti metodo classico, con un incremento del +6% a valore e del +9% a volume. Insomma, nel variegato mondo degli spumanti, quelli con rifermentazione in bottiglia si affermano come i più ricercati dai consumatori italiani.
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