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​Che cosa sono le denominazioni interregionali?

By Luca Stroppa 26 ottobre 2026 156 Views

Se stai leggendo questo articolo significa che vorresti sapere che cosa sono le denominazioni interregionali e/o quali sono le denominazioni interregionali in Italia.

Non si tratta di un’espressione tecnica, codificata da una specifica normativa, ma piuttosto di una locuzione di uso comune, che è entrata a far parte del vocabolario del vino a scopo principalmente descrittivo.

Dedicaci qualche minuto del tuo tempo per saperne di più.

Che cosa sono le denominazioni interregionali?

Denominazioni interregionali italiane: che cosa sono?

Per Denominazioni Interregionali s’intendono quelle Denominazioni Italiane del Vino (IGT, DOC e DOCG) il cui territorio di produzione comprende più di una regione.

Si tratta quindi di un’espressione di carattere strettamente geografico: una Denominazione che abbraccia un territorio che si sviluppa tra due regioni confinanti.

Quando pensiamo al vino italiano, siamo abituati ad associare una DO ad una sola e specifica regione: il Chianti alla Toscana, il Barolo al Piemonte, il Taurasi alla Campania, il Cannonau alla Sardegna etc. etc.

Nel caso delle Denominazioni Interregionali, invece, l’associazione con una singola Regione non è possibile perché i disciplinari includono zone di produzione ampie, che comprendono comuni appartenenti a due Regioni distinte.

Perché alcune denominazioni vinicole comprendono più regioni?

Le Denominazioni Interregionali del vino esistono perché le aree vinicole italiane non coincidono con le singole regioni. La geografia vitivinicola italiana si è sviluppata senza essere condizionata da confini o suddivisioni amministrative.

Il principale parametro di formazione delle zone vinicole di produzione di vino in Italia non è il confine amministrativo, ma, piuttosto, la condivisione di caratteristiche pedoclimatiche, ambientali, storiche e/o culturali. Ciò può contribuire a tracciare aree vinicole che non si esauriscono entro i confini di una singola regione.

Anzi, ci sono diverse zone vinicole, che abbracciano due Regioni confinanti, proprio perché dotate di caratteristiche omogenee, una o più di quelle che abbiamo citato sopra, tale per cui la loro inclusione nella stessa Denominazione del vino è naturale, frutto di un’identità vinicola comune.

Che cosa sono le denominazioni interregionali?

Denominazioni interregionali Italiane del vino: quali sono?

Fatte le precisazioni del caso, ora entriamo nel concreto, vedendo alcuni esempi di Denominazioni Interregionali Italiane del vino.

Questo elenco comprende alcune delle più note, ma non esaurisce tutte quelle presenti in Italia. Il nostro obiettivo è soltanto quello di far capire, nella maniera più chiara possibile, cosa s’intende per Denominazioni Interregionali.

Prosecco DOC

É certamente l’esempio classico, più noto, di Denominazione Interregionale del Vino.

Il disciplinare di produzione della DOC Prosecco prevede, come zona di produzione ammessa, i territori dei seguenti comuni: Belluno, Gorizia, Padova, Pordenone, Treviso, Trieste, Udine, Venezia e Vicenza. Alcuni di questi comuni si trovano in Veneto, altri in Friuli Venezia Giulia.

• Veneto: Belluno, Padova, Treviso, Venezia e Vicenza.

• Friuli Venezia Giulia: Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine.

Ad accomunare queste aree ci sono fattori storici e una certa omogeneità ambientale che ha portato alla definizione di un’area vinicola a cavallo tra le due Regioni.

Lugana DOC

Questo è un altro esempio celebre di Denominazione Interregionale del vino.

La zona di produzione di questa DOC comprende territori ricadenti nelle province di Brescia e Verona, per cui ritroviamo alcuni comuni del bresciano, in Lombardia, e alcuni comuni del veronese, in Veneto.

Il principale elemento che accomuna queste aree è la presenza del Lago di Garda, che si estende anche tra queste due regioni, e contribuisce a definire una zona vinicola comune, interregionale appunto.

Orvieto DOC

L’Orvieto DOC è un altro interessante esempio di denominazione interregionale. Include territori appartenenti a due regioni confinanti: Umbria e Lazio.

In particolare, la zona di produzione prevede alcuni comuni in provincia di Terni (Umbria) e alcuni comuni in provincia di Viterbo (Lazio).

In questo caso, le due aree presentano anche territori molto eterogenei tra loro, da un punto di vista ambientale e pedoclimatico, ma hanno un forte legame storico e culturale, cona una tradizione vinicola comune legata agli Etruschi, che hanno favorito lo sviluppo della pratica vinicola nelle zone attorno ad Orvieto e nelle zone confinanti dell’Alto Lazio o Lazio Settentrionale, quelle che oggi comprendono anche la provincia di Viterbo.

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Posted in: Cultura del vino
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