Notizie sul vino: Rivetto firma il primo Barolo della storia affinato sui fondali del Mar Glaciale Artico
Le principali notizie sul vino dell’ultima settimana (19 settembre - 25 settembre 2026). Riguardano il vino italiano e non solo. Sono quelle più interessanti, più dibattute, più curiose e più riprese dai migliori Blog e siti sul vino.
Leggi quanto segue per restare informato. Buona lettura.
Le ultime notizie sul vino
Il riepilogo settimanale di Wineshop.it sulle principali notizie dal mondo del vino si apre con le prime bottiglie di Barolo affinate nel Mar Glaciale Artico.
Si prosegue con la firma del nuovo decreto sull’enoturismo e con le possibili novità per la DOC Malvasia delle Lipari.
Infine, l’avvio dell’iter per il riconoscimento di una pratica tipica delle vendemmia in Veneto e un maxi furto di Barolo.
1️⃣ Ecco il Barolo di Rivetto fatto affinare negli abissi del Mar Glaciale Artico per 12 mesi
In questi giorni il progetto Rivetto–Hurtigruten ha svelato i suoi risultati. Da una parte Rivetto, storica cantina di Serralunga d’Alba, nelle Langhe; dall’altra Hurtigruten, nota compagnia norvegese di navigazione. Insieme hanno dato vita a un esperimento storico, mai tentato prima d’ora: far affinare un Barolo sui fondali del Mar Glaciale Artico.
In questi giorni, sono state recuperate 1.002 bottiglie di Barolo 2021 di Rivetto, immerse un anno fa al largo di Kirkenes, nell’estremo nord della Norvegia, con l’obiettivo di verificare gli effetti dell’affinamento in ambiente sottomarino.
Per 12 mesi le bottiglie sono rimaste a circa 34 metri di profondità, in condizioni completamente diverse da quelle di una tradizionale cantina: temperatura costante tra 5 e 6 °C, buio totale e una pressione di circa 4 bar.
Il vino protagonista dell’esperimento è il Barolo 2021 del Comune di Serralunga d’Alba, che prima dell’immersione aveva già seguito il suo normale percorso produttivo, con 24 mesi trascorsi in grandi botti di rovere. Le bottiglie destinate al progetto sono state ribattezzate “Arctic Barolo”.
Una volta recuperate, le bottiglie sono state messe a confronto con quelle dello stesso Barolo 2021 che, nello stesso periodo, avevano continuato il loro percorso di affinamento in cantina.
Il risultato è stato sorprendente. Il Barolo proveniente dal mare è apparso decisamente più giovane rispetto al vino rimasto in cantina. Come se l’ambiente marino avesse, in qualche modo, rallentato il processo evolutivo del vino. L’Arctic Barolo ha mostrato un profilo più fresco, con una maggiore evidenza dei profumi primari, fruttati e floreali, e una sensazione di maggiore giovinezza.
Al momento, l’Arctic Barolo non è in commercio, ma può essere servito solo ed esclusivamente a bordo delle navi dei viaggi organizzati da Hurtigruten. Ma in futuro, chissà ...
2️⃣ Lollobrigida firma il nuovo decreto per l’enoturismo: più risorse per la promozione dei territori del vino
Con un comunicato stampa, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida ha annunciato la firma del decreto dedicato alla promozione del turismo enologico. Il provvedimento recepisce a livello nazionale le nuove disposizioni previste dal cosiddetto “Pacchetto vino” della PAC, la Politica Agricola Comune dell’Unione europea, attraverso cui vengono messi a disposizione del settore agricolo strumenti di finanziamento.
La novità principale del decreto è che, oltre alle tradizionali misure di sostegno, sono previsti anche interventi destinati a favorire la promozione e valorizzazione delle aree di produzione, non solo del vino in sé.
Le risorse saranno destinate a diverse tipologie di iniziative, tra cui eventi, manifestazioni, incontri e attività promozionali, oltre a programmi di visita, conoscenza e approfondimento dei vari territori vitivinicoli. Insomma, non ci si limita alla sola e semplice promozione del vino: l’obiettivo è raccontare i vigneti e i luoghi di produzione, ma anche il paesaggio, la cultura e le tradizioni che caratterizzano le diverse aree del vino italiano.
Inoltre, il provvedimento non è rivolto direttamente alle singole aziende vitivinicole, ma a Consorzi di tutela, organizzazioni di produttori e organizzazioni interprofessionali.
3️⃣ La Malvasia delle Lipari prova a cambiare volto: arrivano il Bianco, sette UGA per le sette Isole e la Vendemmia Tardiva
L’Assemblea del Consorzio di Tutela della Malvasia delle Lipari ha approvato la proposta per una serie di importanti modifiche al disciplinare di produzione della DOC Malvasia delle Lipari. Precisiamo subito che queste proposte, per potere entrare in vigore, dovranno completare l’iter di approvazione, passando prima dalla Regione Sicilia e, poi, del Masaf.
Tra le principali novità ci sono:
• Nuova tipologia secca “Bianco”
La modifica introduce una vera e propria tipologia secca, con la dicitura obbligatoria “Bianco” in etichetta. Il vino dovrà essere prodotto in purezza con uve Malvasia di Lipari.
• Sette Unità Geografiche Aggiuntive (UGA)
Il nuovo disciplinare prevede la possibilità di indicare in etichetta il nome dell’isola di provenienza delle uve, rafforzando così il legame tra il vino e il territorio. Le sette Unità Geografiche Aggiuntive corrisponderanno alle sette isole dell’arcipelago: Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Panarea, Filicudi e Alicudi.
• Eliminazione della tipologia Liquoroso
La proposta prevede l’uscita dal disciplinare della versione Liquoroso, caratterizzata da una produzione ormai molto limitata e da una presenza ridotta sul mercato.
• Introduzione della tipologia Vendemmia Tardiva
Accanto alle tipologie esistenti, viene proposta l’introduzione della Vendemmia Tardiva, una nuova espressione della Malvasia delle Lipari pensata per ampliare la gamma della denominazione e valorizzarne ulteriormente le potenzialità produttive.
4️⃣ Vendemmia: il Veneto vuole riconoscere lo scambio gratuito di manodopera
Dare una veste ufficiale a una pratica che nelle campagne venete appartiene da sempre alla tradizione agricola. È questo l’obiettivo del percorso avviato dalla Regione Veneto per riconoscere lo scambio gratuito di manodopera tra imprenditori agricoli e inserirlo nel registro degli usi camerali. Il primo confronto si è svolto tra l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond, la Camera di Commercio di Treviso e Unioncamere del Veneto, chiamati ora a mettere a punto i passaggi necessari per arrivare al riconoscimento.
Il Veneto guarda al modello del Trentino, dove forme di collaborazione nate dalla tradizione contadina hanno già trovato un riconoscimento formale. In particolare, nel registro degli usi sono state inserite due pratiche tipiche della vendemmia: “ganzega” e “lavoro solidale”.
Anche in Veneto esiste da tempo una consuetudine analoga. La possibilità di mettere a disposizione reciprocamente lavoro e servizi tra piccoli imprenditori agricoli trova infatti un riferimento nell’articolo 2139 del Codice civile, che ammette questo tipo di collaborazione quando risponde agli usi del territorio. Nello specifico, lo scambio gratuito di manodopera è una forma di collaborazione tra piccoli imprenditori agricoli in cui un agricoltore aiuta un altro nei lavori della campagna, senza che ci sia un pagamento in denaro, e il favore può essere successivamente ricambiato.
La Regione punta ora a riconoscere e regolamentare questa pratica consolidata, per definire un perimetro chiaro ed evitando zone d’ombra nell’applicazione della normativa.
Per arrivare al riconoscimento, però, il percorso è ancora da completare. La Regione elaborerà una proposta che poi sarà sottoposta alla Camera di Commercio di Treviso e a Unioncamere del Veneto.
5️⃣ Furto da centinaia di migliaia di euro alla Conterno Fantino: rubate 3.000 bottiglie di Barolo
Come riportato da diversi media, un maxi furto di circa 3.000 bottiglie di Barolo è stato messo a segno nella notte tra il 16 e il 17 settembre ai danni di Conterno Fantino, tra le realtà piemontesi di riferimento della denominazione.
A entrare in azione sarebbero stati quattro uomini con il volto coperto, riusciti, nell’arco di circa tre ore, a portare via un ingente quantitativo di bottiglie. Il valore della refurtiva, secondo le prime stime riportate da diversi media, potrebbe ammontare a diverse centinaia di migliaia di euro.
Il colpo riaccende l’attenzione sui furti ai danni delle cantine piemontesi. Alcune ricostruzioni ipotizzano infatti la presenza di una banda specializzata nel trafugare vini di alto valore, attiva in Piemonte, anche alla luce di un altro recente episodio che ha coinvolto una nota cantina piemontese, Banfi, vittima a sua volta di un consistente furto di bottiglie.
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