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​​Notizie sul vino: Nel Parco Archeologico di Pompei si riprende a vendemmiare, i primi vini in commercio entro il 2029

By Luca Stroppa 18 settembre 2026 95 Views

Le principali notizie sul vino dell’ultima settimana (12 settembre - 18 settembre 2026). Riguardano il vino italiano e non solo. Sono quelle più interessanti, più dibattute, più curiose e più riprese dai migliori Blog e siti sul vino.

Leggi quanto segue per restare informato. Buona lettura.

Le ultime notizie sul vino

Il riepilogo settimanale di Wineshop.it sulle principali notizie dal mondo del vino si apre con la ripresa della vendemmia nel Parco Archeologico di Pompei.

Si prosegue con l’avvio della vendemmia 2026 del Barolo e con la Top 100 dei migliori vini italiani firmata da James Suckling. Chiudono il riepilogo gli aggiornamenti sulla vendemmia del Bardolino e del Primitivo di Manduria.

Pompei torna a vendemmiare: entro il 2029 le prime bottiglie

1️⃣ Pompei torna a vendemmiare: entro il 2029 le prime bottiglie

Lo scorso 16 settembre, in occasione della Festa del Vino, Pompei è tornata a raccogliere l’uva. La vendemmia segna l’ingresso nella fase produttiva del progetto di partenariato pubblico-privato che coinvolge il Parco Archeologico di Pompei e il Gruppo Tenute Capaldo, con le sue cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco.

La collaborazione tra le diverse realtà coinvolte punta a ricostruire a Pompei una filiera vitivinicola completa, riportando la coltivazione della vite negli stessi luoghi in cui era praticata in età romana.

Tra le varie domus, le abitazioni private delle famiglie più agiate della città antica, gli archeologi hanno ritrovato tracce di antichi vigneti. In quegli stessi spazi sono state impiantate nuove vigne.

La vendemmia del 2026 ha coinvolto 14 vigneti di piccole dimensioni distribuiti tra le Domus del Parco, per una superficie complessiva di poco superiore all’ettaro. La raccolta rappresenta soprattutto un’attività di ricerca e sperimentazione per comprendere meglio le caratteristiche di questi terreni e l’adattamento delle diverse varietà. Ogni impianto presenta condizioni specifiche, diverse l’uno dall’altro per varietà di uve coltivate, tecniche di allevamento, esposizione e grado di umidità.

Tra i filari delle Domus hanno trovato spazio soprattutto Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso, le varietà a bacca rossa legate alla tradizione viticola campana di epoca romana.

Il progetto guarda però anche oltre le vigne già presenti nel sito archeologico. A Stabiae, nei pressi della Villa San Marco, all’inizio del 2026 è stato realizzato un nuovo impianto utilizzando materiale genetico ricavato da viti centenarie di Feudi di San Gregorio, in Irpinia. L’obiettivo è quello di ampliare negli anni la gamma del progetto, introducendo anche alcune delle principali varietà bianche campane: Fiano, Greco e Falanghina.

Sempre nell’area di Stabiae verrà costruita una cantina dedicata alla vinificazione e all’affinamento, che dovrebbe essere operativa per il 2028. I primi vini in commercio dovrebbero arrivare entro il 2029, con una produzione prevista, a pieno regime, attorno alle 30.000 bottiglie l’anno.

2️⃣ É l’ora del Barolo: il Ministro Lollobrigida inaugura la vendemmia 2026

Il 10 settembre è ufficialmente scattata la vendemmia 2026 del Barolo. A dare il via simbolico alle operazioni è stato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, protagonista del taglio del primo grappolo di Nebbiolo presso l’azienda di Barbara Sandrone, nel celebre cru Cannubi, una delle aree viticole più prestigiose del territorio di Barolo.

La cerimonia ha rappresentato l’apertura ufficiale di una vendemmia che, anche quest’anno, arriva in anticipo rispetto alle precedenti annate. Come in tantissime aree vinicole del mondo, il clima caldo ha accelerato le fasi di sviluppo e maturazione della vite. Anche nelle Langhe le uve hanno raggiunto prima del consueto le condizioni ideali per l’avvio della vendemmia, spingendo le aziende a organizzare con maggiore anticipo le operazioni nei vigneti.

L’appuntamento è stato organizzato dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, in collaborazione con l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, nell’ambito di una giornata con diversi appuntamenti istituzionali per il Ministro Lollobrigida. Tra questi anche la visita a Deditus, l’associazione che riunisce alcune importanti realtà vitivinicole familiari delle Langhe e che promuove la cultura del vino, la tutela del territorio e che valorizza la produzione delle aziende associate.

É l’ora del Barolo: il Ministro Lollobrigida inaugura la vendemmia 2026

3️⃣ Top 100 Wines of Italy 2026 di James Suckling: Brunello in vetta, Alto Adige protagonista tra i bianchi e Barolo 2022 sorpresa dell’anno

Per i grandi appassionati di vino l’attesa è finita: è stata pubblicata la Top 100 Wines of Italy 2026 di James Suckling, la selezione che ogni anno raccoglie alcune delle migliori etichette italiane secondo la celebre guida internazionale.

La graduatoria non tiene conto soltanto dei punteggi ottenuti durante le degustazioni. Tra gli elementi considerati ci sono anche il prezzo e la reperibilità sul mercato. Per la selezione sono stati privilegiati, in generale, vini con un prezzo inferiore ai 400 dollari e con una produzione sufficiente a garantirne una reale presenza sul mercato.

Tra i criteri che emergono dalla selezione c’è una crescente attenzione verso l’autenticità e l’identità territoriale, ma anche la sensibilità verso vini biologici, biodinamici e naturali. Secondo James Suckling, si sta inoltre affermando un approccio più misurato all’utilizzo del legno e una crescente preferenza per vini più freschi, equilibrati e meno strutturati.

Tra i grandi protagonisti della classifica 2026 ci sono i Brunello di Montalcino 2021, annata considerata una delle migliori degli ultimi vent’anni. Una delle sorprese della selezione arriva invece dal Barolo 2022, perché le prime aspettative sull’annata non erano particolarmente elevate, e invece ...

In generale, la Toscana mantiene un ruolo centrale nella selezione, con alcune delle etichette più prestigiose del panorama italiano. Tra i nomi presenti figura anche il Flaccianello della Pieve di Fontodi.

Particolarmente significativa è inoltre la presenza dell’Alto Adige, indicato da James Suckling come una delle aree più interessanti dell’anno per i vini bianchi. In classifica c’è anche Beyond the Clouds Elena Walch.

Qui puoi consultare la Top 100 Wines of Italy 2026 di James Suckling.

4️⃣ Bardolino: via ad una vendemmia promettente nell’anno del Centenario

Il 14 settembre è iniziata la vendemmia anche per i vini di Bardolino, con prospettive particolarmente positive per l’annata 2026. Secondo quanto comunicato dal Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino, le prime indicazioni dal vigneto parlano di uve sane e di eccellente qualità, dalle quali ci si attende vini di buona gradazione alcolica, ma al tempo stesso freschi e fragranti grazie a una buona dotazione di acidità.

Per la produzione del Bardolino le uve principali sono Corvina, Rondinella e Corvinone, varietà tipiche della zona.

La vendemmia arriva quest’anno con un significato ancora più particolare: il 2026 coincide infatti con il centenario della nascita del Consorzio Vini Bardolino. Un anniversario che accompagnerà l’intera stagione e che sarà celebrato nel mese di ottobre, al termine della raccolta.

Sul fronte climatico, le operazioni sono iniziate con circa una settimana di anticipo rispetto alla media degli ultimi anni. L’anticipo si è manifestato soprattutto nella prima parte della stagione, quando le precipitazioni si sono alternate a periodi caratterizzati da temperature favorevoli, accelerando il ciclo vegetativo della vite e portando le uve a maturazione prima del consueto. Durante i mesi estivi non sono mancati momenti di stress idrico legati alle temperature elevate, ma la situazione è stata gestita attraverso gli impianti di irrigazione presenti nei vigneti, consentendo alle piante di affrontare la fase finale della maturazione nel migliore dei modi.

Stando alle prime valutazioni del Consorzio si prevede una produzione di circa 20 milioni di bottiglie. I quantitativi tra le due DOP Bardolino e Chiaretto dovrebbe essere sostanzialmente i medesimi.

Primitivo di Manduria, vendemmia 2026 di qualità ma produzione in calo del 20%: il nodo del prezzo delle uve e la sfida del rosato

5️⃣ Primitivo di Manduria, vendemmia 2026 di qualità ma produzione in calo del 20%: il nodo del prezzo delle uve e la sfida del rosato

Meno uva, ma di buona qualità. È questo il primo bilancio della vendemmia 2026 del Primitivo di Manduria, appena conclusa. Il Consorzio di Tutela Primitivo di Manduria giudica l’annata medio-alta sul piano qualitativo, con uve da cui si dovrebbero ottenere vini dotati di struttura, concentrazione e intensità aromatica.

Sul fronte quantitativo, invece, la raccolta segna una flessione del 20% rispetto allo scorso anno. Un calo che si inserisce in un percorso già avviato dal Consorzio per gestire e garantire l’equilibrio della denominazione. Negli ultimi anni sono stati adottati diversi strumenti per contenere l’espansione del potenziale produttivo, tra cui la sospensione fino al 2030 delle nuove iscrizioni allo schedario viticolo, il registro che censisce i vigneti destinati alla produzione delle uve della denominazione.

Ma il tema dei volumi si intreccia con una seconda questione, quella del valore delle uve. Al centro del dibattito c’è infatti il prezzo delle uve che non è cresciuto nonostante l’aumento dell’imbottigliato. Lo scorso anno il Primitivo IGP ha registrato complessivamente una crescita del 6% dei volumi imbottigliati, mentre il Primitivo di Manduria DOP ha segnato un incremento del 12,6%. Dati che indicano una crescita della capacità commerciale della filiera, ma che non si è ancora tradotta in un analogo aumento del valore della materia prima.

Accanto alla questione economica c’è poi quella dell’evoluzione della denominazione, chiamata a confrontarsi con le nuove modalità di consumo. In questa prospettiva si inserisce il percorso per l’introduzione del Primitivo di Manduria nella tipologia rosato, proprio per ampliare l’offerta e raggiungere nuovi segmenti di mercato.

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