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​Cosa significa il nome Recioto

By Luca Stroppa 18 settembre 2019

Cosa significa il nome Recioto

Il Recioto è uno dei vini dolci simbolo del Veneto, tra i più conosciuti ed apprezzati di questa regione. Un vino passito, brillante, liquoroso e ideale per il dessert. Siamo certi che da amante del vino lo hai già assaggiato o hai in programma di assaggiarlo. Noi di Wineshop.it vogliamo invece svelarti un’interessante curiosità che riguarda il suo nome. Già perché il termine Recioto ha un significato ben preciso che va rintracciato nel lessico del dialetto veneto e ci fornisce importanti informazioni sulle sue principali caratteristiche.

Per comprendere il significato del termine Recioto dobbiamo fare un flashback non indifferente e tornare al II secolo a. C., all’epoca dei Reti, un’eterogenea tribù di Celti, Etruschi e Barbari che popolava la zona prealpina del veronese e le montagne del Trentino Alto Adige. Organizzati in piccole comunità indipendenti, i Reti si dedicavano all’agricoltura, all’allevamento del bestiame e alla produzione di vino, sfruttando il clima della zona e la presenza di rigogliosi vigneti.

L’economia dei Reti ruotava attorno al vino: buonissimo e ricercato da tutte le popolazioni limitrofe, compresa quella dell’Impero Romano. Il vino “Retico”, prodotto in grandi quantità, veniva spesso utilizzato come strumento di baratto, arricchendo le casse di questo popolo. Addirittura pare che questo vino fosse il preferito nei banchetti imperiali e che, mensilmente, degli incaricati si recassero nei territori del veronese per rifornirsi. Augusto ne andava letteralmente pazzo e lo conservava avidamente in cantine segrete.

Il nome della vite, “Vitis Raetica”, richiamava il nome della popolazione dei Reti e il toponimo Raetia, l’antica regione dalla quale provenivano, che si estendeva dal Danubio fino al Tirolo e ai territori veronesi.

Il vino veniva chiamato dai Romani “Acinaticum”, da “acino”, proprio perché si riteneva che il suo segreto risiedesse nelle caratteristiche e nelle scelte dei chicchi d’uva da utilizzare per la sua produzione. Il nome "Acinatico” fu conservato almeno fino all’800 quando prese piede un nuovo termine: “Recioto”, inventato e diffuso dai viticoltori veneti. Ma Perché Recioto? Da dove deriva il termine e cosa significa?

Le uve utilizzate per la produzione del “Recioto” sono selezionate con grande cura, prediligendo quelle migliori da un punto di vista qualitativo. In particolare, i viticoltori veneti ricorrono alle cosiddette “recie”, letteralmente “orecchie”, ovvero le ali dei grappoli di uva, chiamate così per la loro posizione laterale. Le “recie”, esposte al sole in maniera continuativa e quindi più dolci degli altri acini, sono la parte del grappolo ideale per l’appassimento e per la produzione di un vino dolce.

Si cercò allora un nome in grado di richiamare questa particolare caratteristica del vino e delle sue uve. Nacque dunque il termine Recioto.

La cura e l’attenzione minuziosa nella selezione dei grappoli migliori viene portata avanti ancora oggi da diversi produttori veneti che danno vita a delle vere e proprie perle enologiche come il Recioto di Soave e il Recioto della Valpolicella.

Ora che sai che cosa significa e da dove deriva il termine Recioto non ti resta altro che assaggiarlo.

Posted in: Curiosità sul vino
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