Classico e Storico nel vino: quali sono le differenze?
In questo articolo facciamo chiarezza su due termini del mondo del vino che possono sembrare intercambiabili, ma che in realtà hanno applicazioni ben distinte. Entrambi possono comparire sull’etichetta delle bottiglie, anche se uno è decisamente più frequente dell’altro, e fanno parte del linguaggio ufficiale del vino, quello previsto dalla legge.
Stiamo parlando di “Classico” e “Storico”.
Ma cosa significano davvero queste due specificazioni? Qual è la differenza tra un vino Classico e un vino Storico?
In questa guida ti spieghiamo cosa significano Classico e Storico nel vino, quando possono essere utilizzati e quali sono le differenze tra un termine e l’altro.
Vino Classico e Vino Storico: significato e differenze
La risposta alle nostre domande la ritroviamo nella normativa italiana. “Classico” e “Storico”, infatti, sono due termini del vino che non possono essere utilizzati indistintamente da tutti, per qualsiasi vino. Il loro utilizzo è regolamentato e soggetto a specifiche norme e ambiti di applicazione.
Il riferimento è la legge n. 238, 12 dicembre 2016. All’articolo 31, “Specificazioni, menzioni, vitigni e annata di produzione”, comma 1, troviamo i nostri due termini del vino:
La specificazione “classico” per i vini non spumanti DO e la specificazione “storico” per i vini spumanti DO è riservata ai vini della zona di origine più antica, ai quali può essere attribuita una regolamentazione autonoma anche nell'ambito della stessa denominazione.
Da questa definizione emerge chiaramente che la differenza tra “Classico” e “Storico” riguarda la tipologia di vino alla quale queste due specificazioni possono essere associate.
In breve, la distinzione fondamentale è:
• Classico è riservato ai vini NON spumanti a denominazione di origine (DO);
• Storico è riservato ai vini spumanti a denominazione di origine (DO).
Entrambe le specificazioni fanno però riferimento allo stesso concetto e hanno quindi lo stesso significato: la zona di origine più antica della denominazione.
Queste zone rappresentano il nucleo storico dal quale una determinata denominazione ha avuto origine e sono individuate e delimitate nel dettaglio dal disciplinare di produzione della denominazione che la/le prevede.
È importante sottolineare che non tutte le denominazioni prevedono le specificazioni “Classico” o “Storico”. Quando sono previste, tuttavia, il relativo disciplinare stabilisce con precisione i territori nei quali devono essere coltivate le uve affinché il vino possa riportare la specificazione in etichetta, oltre agli eventuali ulteriori requisiti previsti.
La normativa italiana stabilisce anche che a queste zone possa essere attribuita una regolamentazione autonoma, anche all'interno della stessa denominazione. Questo significa che, quando previsto dal disciplinare, la zona classica o storica può essere soggetta a regole specifiche di produzione, che possono riguardare, ad esempio, le uve ammesse, le rese, le modalità di vinificazione, le caratteristiche del vino o altri requisiti produttivi.
Perché per gli spumanti si usa la specificazione “Storico”?
Se dal punto di vista del loro significato “Classico” e “Storico” indicano sostanzialmente la stessa cosa, perché utilizzare due parole diverse per due diverse tipologie di vino?
Una spiegazione ufficiale non esiste, nel senso che la legge non specifica questo punto e non risponde a questa precisa domanda.
In ogni caso, una possibile chiave di lettura riguarda proprio il termine “Classico”, che nel mondo degli spumanti ha già un significato ben preciso.
Nel linguaggio enologico, infatti, l'espressione “metodo classico” identifica il metodo di produzione degli spumanti nel quale la seconda fermentazione avviene in bottiglia. È il metodo utilizzato, ad esempio, per la produzione di denominazioni come Trento DOC e Franciacorta DOCG.
Utilizzare anche la parola “Classico” per indicare la zona di origine più antica di uno spumante avrebbe quindi potuto creare una sovrapposizione terminologica: lo stesso termine sarebbe stato associato, nello stesso settore, sia a un metodo di produzione sia a un'origine territoriale.
La scelta di utilizzare “Storico” per gli spumanti permette invece di mantenere distinti i due concetti ed evitare confusione.
Cosa significa Classico e Storico: indicano l’età del vino?
No. Assolutamente no.
Diciamo che, soprattutto per la specificazione “Storico”, questo è uno dei possibili errori che potrebbe fare chi non ne conosce effettivamente il significato, quando trova questo termine sull’etichetta di un vino.
Come abbiamo visto sopra, né Classico né Storico hanno a che fare con l'età del vino. Le due specificazioni non indicano un vino prodotto da molto tempo o da lungo invecchiamento, ma si riferiscono unicamente alla sua origine territoriale.
Perché Classico è molto più diffuso di Storico?
Concludiamo con una curiosità.
Sono tantissime le denominazioni italiane che prevedono la specificazione Classico nei loro disciplinari. Tantissimi si sono imbattuti in bottiglie di Valpolicella Classico, Soave Classico etc. etc.
Al contrario, la specificazione Storico per i vini spumanti è molto rara. L’esempio più noto è quello del vino spumante Piemonte Cortese o Piemonte Cortese Marengo, che prevede proprio la specificazione storico nel suo disciplinare.
Ma perché “Storico” è così poco diffuso rispetto a “Classico”?
Una possibile interpretazione riguarda la maggiore familiarità del termine “Classico” presso i consumatori. La parola è ormai ampiamente riconosciuta nel linguaggio del vino e viene facilmente associata alla zona di origine più antica di una denominazione. “Storico”, al contrario, è molto meno comune e il suo significato territoriale potrebbe risultare meno immediato per chi non conosce in dettaglio il linguaggio del vino. Ma questa è solo una nostra interpretazione ...
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