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10 Cose Che Devi Sapere sul Gattinara

By Luca Stroppa 24 settembre 2019

10 Cose Che Devi Sapere sul Gattinara

Il Gattinara è un grande vino rosso prodotto nell’omonimo comune vercellese. Per lungo tempo ha goduto di una reputazione superiore a quella del Barolo, tanto che lo scrittore Mario Soldati lo considerava uno dei più grandi piaceri della vita: “Un sorso di Gattinara. Purché vero, s’intende. Non chiedo di più”. E allora scopriamo insieme le 10 cose che devi sapere su questo prestigioso vino.

1. Gattinara: il vino del Paese

Il vino Gattinara prende il nome dall’omonimo comune in provincia di Vercelli, dove viene prodotto, dislocato in una zona collinare ai piedi del Monte Rosa. Per lungo tempo la fama di questo vino fu limitata a quest’area e a quelle limitrofe. Il Gattinara era il vino del comune e dei suoi abitanti, poco conosciuto nel resto del Paese. La sua diffusione si deve all’opera di un personaggio chiave nella storia di questo rosso: il Cardinale Mercurino Arborio …

2. Mercurino Arborio e il business lunch

Mercurino Arborio è stato un politico, un umanista e un cardinale, marchese di Gattinara, dove risiedeva la sua nobile famiglia. Per lungo tempo fu anche consigliere del Re di Spagna, Carlo V. La più grande passione di questo nobiluomo era il vino, che faceva produrre nella tenuta di famiglia e serviva agli invitati sia in occasione di feste e banchetti sia per incontri politici e diplomatici. Per il marchese di Gattinara, il vino del suo Paese era in grado di disporre gli animi alla benevolenza, rendendo le trattative più facili da gestire e da portare a termine. Pare che proprio Mercurino Arborio fu il primo ad introdurre quello che oggi conosciamo come “business lunch”, una sorta pranzo di lavoro, a base di Gattinara ovviamente. Presto la fama di questo vino, si diffuse in tutta Italia, non solo in Piemonte, dove entrò in concorrenza con il Barolo, superandolo per reputazione e richieste. Del resto, pare che Mercurino donasse botti di questo vino a tutte le corti europee e a personaggi di spicco del panorama italiano, proprio per promuovere il vino del suo comune.

3. Il Vino “Spanna”

Il Gattinara si ottiene in prevalenza da uve Nebbiolo, localmente chiamato Spanna. Anticamente il vino era conosciuto anche con questa denominazione per poi identificarsi totalmente con il comune di origine. Il termine Spanna ha un’origine incerta: secondo alcuni le uve Nebbiolo furono introdotte a Gattinara da Mercurino Arborio, dopo averle conosciute in Spagna, alla corte di Carlo V. Il vitigno fu rinominato “vitigno di Espanna”, dallo spagnolo “España”. Da qui il termine italianizzato “Spanna”, usato per indicare vitigno e vino.

L’ipotesi più attendibile, invece, fa risalire il termine all’unità di misura “Spanna”, circa 20 cm, che è la distanza tra la punta del mignolo e quella del pollice di una mano. Curiosamente, questi 20 cm sarebbero anche la lunghezza di un grappolo di uve Nebbiolo, per questo chiamate “Spanna”.

4. DOC e DOCG

Nel luglio del 1967 il Gattinara ha ottenuto la DOC, mentre nel 1990 è stata riconosciuta la DOCG.

5. Spanna, Vespolina e Uva Rara

I vini a denominazione di origine controllata e garantita Gattinara devono essere ottenuti da uve Nebbiolo o Spanna per almeno il 90%. Per il restante 10% possono concorrere anche uve dei vitigni autoctoni Vespolina, per un massimo del 4%, e Uva Rara, per un massimo del 10%.

6. Un unico comune di produzione

Il vino Gattinara deve essere prodotto esclusivamente all’interno del territorio del comune di Gattinara. In particolare, l’area in cui nasce questo vino si estende per circa 100 ettari, da cui si ricavano 500.000 bottiglie ogni anno.

7. Due tipologie di Gattinara

Il Gattinara può essere prodotto in due differenti versioni: quella base e quella riserva.

Nella versione base, deve essere invecchiato per almeno tre anni, di cui uno in botti di legno. La sua gradazione alcolica non può essere inferiore ai 12,5°.

Nella versione riserva l’invecchiamento dura quattro anni, di cui due in botti di legno. Il titolo alcolometrico minimo è di 13°.

In ogni caso, il vino che si ricava si caratterizza per un colore rosso granato, un profumo speziato con sentori di viola e vaniglia, fondo amarognolo e grande struttura e complessità.

8. Abbinamenti: carne, formaggi e risotto.

Per la sua complessità, corposità e potenza, il Gattinara si abbina egregiamente a piatti di carne elaborati ed importanti, selvaggina e cacciagione, formaggi stagionati ed erborinati, piatti grassi e succulenti, ma anche al tipico risotto al Gattinara.

9. L’incubo degli anni ‘70

Il Gattinara attraversò negli anni 70 del XX secolo un periodo di crisi provocato da diversi imbottigliatori che misero in vendita delle bottiglie “false” a prezzi molto bassi. La scarsa qualità di questi prodotti compromise la reputazione del vino. Solo nel decennio successivo l’intervento delle autorità locali e nazionali ripristinò la situazione, riportando il Gattinara sulla cresta dell’onda, fino al riconoscimento della DOCG nel 1990.

10. Soldati e il Gattinara

Il Gattinara era il vino prediletto di un grande scrittore e narratore italiano, Mario Soldati. Soldati dedicò ad esso uno dei suoi racconti: “Un sorso di Gattinara”, che poi diventò il titolo di una sua raccolta. Ecco come vengono descritti gli istanti in cui si gusta questo grande vino: “Un sorso, a fior di labbro, sulla punta delle labbra. Isolarsi, intanto, concentrarsi, restare immobili, lasciare che il sapore salga al cervello, lo spirito si faccia spirito e si possa, tranquillamente, pensarlo.”

Posted in: Cultura del vino
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