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​10 cose che devi sapere sui vini vulcanici dell’Etna

By Luca Stroppa 06 aprile 2020 622 Views

10 cose che devi sapere sui vini vulcanici dell’Etna

La biodiversità è uno dei punti di forza della produzione vinicola italiana, certamente favorita dalla straordinaria varietà di territori, ambienti e paesaggi che la nostra Penisola può vantare. Tra i territori distintivi del nostro Paese una posizione di primo piano va riservata a quelli che circondano il più alto vulcano attivo in Europa: l’Etna. Qui, grazie alla presenza di un ecosistema esclusivo, si producono vini unici, che non hanno eguali al mondo.

Ecco, in 10 punti, quello che devi assolutamente sapere sui vini vulcanici dell’Etna.

1. Una storia millenaria di successo

La storia vitivinicola dell’Etna è una storia millenaria e di grande successo. I suoi vini sono stati apprezzati in ogni epoca, e anche questo è un caso più unico che raro: dal Neolitico fino ai giorni nostri, passando per la florida epoca greco-romana, dove si faceva a gara per avere qualche anfora. Nei successivi secoli le tradizionali tecniche enologiche e di coltivazione della vite sono state tramandate di generazione in generazione, superando la crisi dell’invasione filosserica, e nell’epoca moderna e contemporanea sono state migliorate ed affinate contribuendo al grande successo di questi vini, oggi, come ai tempi dei Greci e dei Romani, sempre più ricercati.

2. Etna Doc e i suoi primati

Il successo, la qualità e la fama dei vini dell’Etna ha portato al riconoscimento della DOC, la prima DOC siciliana ad essere stata riconosciuta ed una delle più antiche d’Italia. La DOC è stata istituita con decreto del 11/08/1968. Curiosamente il suo disciplinare di produzione ha resistito inalterato per oltre 40 anni, prima di essere arricchito nel 2011.

3. L’isola nell’isola

Per la sua particolarità, la zona dell’Etna è definita dallo stesso disciplinare “un’isola nell’isola”: presenta infatti caratteri pedoclimatici che la distinguono nettamente da tutto il resto della regione siciliana e che consentono una produzione di altissima qualità.

Pur esistendo un’importante variabilità interna, a seconda del versante vulcanico in cui si trovano i vigneti, possiamo individuare alcune caratteristiche generali, comuni e tipiche dell’isola nell’isola:

- la conformazione del terreno è sabbiosa e di matrice vulcanica, ricca di cenere, lapilli e sali minerali.

- il clima è mediterraneo – temperato, con una piovosità superiore al resto della regione e con escursioni termiche piuttosto forti.

- l’altimetria dei territori dove si coltiva la vite è compresa tra i 300 e i 900 m, slm, ma ci sono vigneti coltivati anche a 1100 m.

4. Terroir: e se avessero pensato all’Etna?

In enologia, il terroir indica il complesso rapporto che lega un vitigno al suo ecosistema, al microclima e alle caratteristiche del suolo in cui è coltivato, alla storia del suo territorio ma anche ai fattori umani e antropici che lo coinvolgono, determinando l'unicità del vino che viene prodotto.

Il termine è stato introdotto in Francia negli anni ’80 in riferimento ai vini della Borgogna. Qualche esperto ha però avanzato l’ipotesi che i cugini d’Oltralpe abbiano guardato al nostro Paese prima di pensare a questo concetto e associarlo alla loro regione. E i territori dell’Etna sono i principali indiziati … anche se in Italia altri esempi non mancano.

5. Qui si pratica la “viticoltura eroica”

La particolare conformazione del territorio e dell’ecosistema dell’Etna rende necessaria la pratica della viticoltura cosiddetta “eroica”.

I vigneti sono in pendenza, sui caratteristici terrazzamenti contenuti da muretti a secco di pietra lavica. Questa conformazione dei vigneti permette di contenere il terreno e creare aree coltivabili, favorisce la ritenzione idrica e il rallentamento delle acque, proteggendo il terreno dagli agenti erosivi e favorendo la penetrazione dell’acqua nel sottosuolo per alimentare i terreni stessi.

La pendenza e la morfologia del territorio dell’Etna rendono complicate le operazioni colturali, difficilmente meccanizzabili e realizzate prevalentemente a mano, comportando costi molto alti. Ma proprio queste “difficoltà”, con la necessaria cura maniacale del dettaglio e l’attenzione riservata ad ogni minima operazione, favoriscono la produzione di vini eccellenti e di altissima qualità.

6. I 20 territori dell’Etna DOC

La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Etna” comprende alcune zone di 20 comuni locali: Biancavilia, S. Maria di Licodia, Paternò, Belpasso, Nicolosi, Pedara, Trecastagni, Viagrande, Aci S. Antonio, Acireale, S. Venerina, Giarre, Mascali, Zafferana, Milo, S. Alfio, Piedimonte, Linguaglossa, Castiglione, Randazzo.

7. I 5 vitigni autoctoni dell’Etna DOC

I vitigni autoctoni dell’Etna che possono concorrere alla produzione delle DOC sono cinque. Due a bacca rossa: il Nerello Mascalese, il più diffuso e coltivato, e il Nerello Cappuccio o Mantellato. Tre i vitigni a bacca bianca: il Carricante, il Catarratto e la Minnella.

8. I 6 vini dell’Etna DOC

Da questi vitigni si possono ricavare 6 tipologie differenti di vini:

- Etna bianco: da uve Carricante, almeno il 60%, Catarratto da 0 a 40%. Possono concorrere alla sua produzione, fino ad un massimo del 15% del totale, anche uve provenienti dai vitigni Minnella e Trebbiano.

- Etna bianco superiore: da uve Carricante, almeno per l’80%. Per il restante, eventuale, 20% possono concorrere uve Trebbiano, Minnella e altri vitigni a bacca bianca non aromatici coltivati in Sicilia.

- Etna rosso: da uve Nerello Mascalese, almeno l'80%, Nerello Mantellato da 0 a 20%. Possono concorrere alla sua produzione, fino ad un massimo del 10% del totale anche uve provenienti da altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione.

- Etna rosso riserva: stessa composizione dell’Etna Rosso.

- Etna rosato: stessa composizione dell’Etna Rosso.

- Etna spumante: da uve Nerello Mascalese per almeno il 60%. Il resto da altri vitigni siciliani.

Si tratta di vini carichissimi nella sostanza: struttura, profumi e mineralità sono i loro tratti distintivi.

9. “I vini d’a Muntagna”

Se hai in programma di recarti in Sicilia a visitare questi incredibili vitigni e ad assaggiare i vini Etna DOC non sorprenderti se qualcuno ti parlerà dei “vini d’a Muntagna”. La “Muntagna” è il soprannome con cui i siciliani identificano l’Etna: “i vini d’a Muntagna” sono dunque i “vini dell’Etna”.

10. Abbinamenti consigliati

I rossi Etna Doc sono vini pieni e corposi, caldi e strutturati, con caratteristiche note minerali e speziate. Accompagnano egregiamente primi piatti “asciutti” con sughi importanti, secondi piatti a base di carne rossa e formaggi stagionati.

I bianchi invece, molto minerali e aromatici, con spiccate note agrumate, oltre che con una buona struttura, sono ideali per qualsiasi piatto a base di pesce, perfetti con manicaretti di pesce di mare.

Posted in: Cultura del vino
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