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Vino rosato: storia e caratteristiche

By Luca Stroppa 04 settembre 2018

Vino rosato: storia e caratteristiche

Spesso ingiustamente considerato il terzo incomodo, il parente meno nobile del vino rosso e del vino bianco, o addirittura il risultato di un loro incrocio, il vino rosato, in realtà, ha una propria, affascinante storia e una specifica modalità di produzione tanto da meritare pari dignità e pari considerazione: non vino rosso e bianco, ma rosso, bianco e rosato.

Storia e leggenda sul vino rosato

Secondo una leggenda, il vino rosato nasce casualmente in un piccolo villaggio del veronese per opera di un prete piuttosto furbo.

Il prete, infatti, disponeva di un orto dove poter coltivare la vite, producendo il vino necessario per la celebrazione della messa, e le verdure con le quali cibarsi. In realtà, il curato, trascurando completamente il proprio orto, si affidava esclusivamente alla generosità dei fedeli, i quali erano soliti donare notevoli quantità di vino una volta ultimata la vendemmia, oltre a frutta e verdura; finché, un giorno … i compaesani, stanchi della sua pigrizia, decisero di donare quantitativi inferiori di vino e cibo.

Per recuperare il vino da utilizzare nel corso della messa, il prete si intrufolò nella cantina del villaggio, perforò una delle botti e raccolse, in un recipiente, il liquido. Le vinacce erano rimaste a contatto con il mosto solo per poche ore e il vino, non avendo ancora iniziato la fermentazione, presentava un colore rosato.

L’inganno fu scoperto, ma l’estrazione del vino in una fase di non completa maturazione, stimolò la creatività dei viticoltori del villaggio che iniziarono a produrre il vino rosato.

Secondo gli studiosi, invece, il rosato nasce in Francia, dove ancora oggi gode di una considerazione tale da rappresentare il vino di Natale per eccellenza. Nel corso del XX secolo, i metodi di produzione di questo vino si diffusero in Italia, tanto che la cantina Leone De Castris, già nel 1925, iniziò a commercializzare il suo rosato.

Caratteristiche del rosato

Sfatiamo subito un falso mito: il vino rosato non è il risultato della miscelazione tra vino rosso e vino bianco, pratica tra l’altro vietata per legge, ma è il prodotto di uve a bacca rossa vinificate in bianco, ovvero con un tempo di macerazione molto breve.

In altre parole, a differenza della vinificazione in rosso, per produrre il rosato le bucce di uva rossa vengono lasciate macerare nel mosto per un tempo ridotto: non per 15 giorni circa come nel caso della vinificazione in rosso ma per poche ore, al massimo 24-48 ore. Il colore del vino dipende proprio dalla durata del tempo di macerazione: si va da un rosa tenue, con una macerazione di poche ore, ad un rosa chiaretto, con macerazione di 12-24 ore.

Altra importante caratteristica di questo vino è la sua versatilità: si tratta di un vino adatto praticamente ad ogni situazione e che ben si abbina con diverse tipologie di piatti. Un vino a tutto pasto, insomma.

Spazio al rosato e ricordate: non rosso e bianco; vino rosso, vino bianco e vino rosato!

Posted in: Curiosità sul vino
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