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​Perché le bottiglie di vino sono da 75 cl?

By Luca Stroppa 08 aprile 2020 3043 Views

Perché le bottiglie di vino sono da 75 cl?

Perché le bottiglie di vino sono da 75 cl? Questa domanda, apparentemente banale, coglie impreparato anche il più esperto tra gli appassionati di vino. Del resto, che la capienza standard delle bottiglie di vino sia di 75 cl è qualcosa che tutti i winelover danno per scontato. Non altrettanto scontate sono le ragioni di un simile formato. E come spesso accade, dietro a questo tipo di domande, così curiose, si nascondono risposte davvero sorprendenti. Per scoprirle ti basterà leggere il nostro articolo.

La capacità di una bottiglia di vino: 75 cl come standard internazionale

Quando nel XVIII secolo si cominciò a imbottigliare il vino in contenitori di vetro la capienza delle bottiglie era piuttosto variabile e non esistevano standard comuni da rispettare. Le prime bottiglie in commercio avevano una capienza compresa tra i 70 cl e 1 l. Molto dipendeva dalle scelte del produttore e dalle abilità dei soffiatori di vetro.

Quella dei soffiatori di vetro è una figura chiave della nostra storia. Questi artigiani prelevavano dal forno, con una cannuccia di ferro, la pasta vetrosa e, soffiando nella cannuccia e con l’ausilio di spatole, pinze e altri attrezzi del mestiere producevano i contenitori desiderati. Almeno inizialmente la capienza delle bottiglie di vetro, così come la loro forma, erano fortemente influenzate dalle capacità di questi lavoratori di riprodurre più bottiglie della stessa tipologia.

Solo con il tempo, l’innovazione tecnica e l’industrializzazione di parte del settore garantirono una produzione più omogenea. Si giunse così al 1975 quando la Direttiva Europea sugli imballaggi (Dir. 75/106) decretò che il vino poteva essere messo in commercio solo in recipienti da 25-37,5-50-75 cl fino a 1-1,5 l. Per poter utilizzare bottiglie con capienza differente dalle misure indicate nella normativa le varie regioni vinicole e i loro produttori devono chiedere uno speciale permesso all’Unione Europea.

Simili interventi legislativi si sono poi registrati anche negli altri Continenti rendendo queste misure universali.

Ma di tutti questi possibili formati quello da 75 cl è quello utilizzato dalla stragrande maggioranza dei produttori mondiali. Perché?

Ti diciamo subito che non esiste un’unica risposta, comprovata e condivisa, ma ne esistono molteplici e si intrecciano in un complesso puzzle tra tradizione, praticità e comodità. Gli stessi produttori, a precisa domanda, daranno motivazioni diverse, tutte comunque riconducibili a quattro filoni. Per fare ordine e chiarezza te li presenteremo uno ad uno.

1. Bottiglie da 75 cl: il formato dei soffiatori di vetro

Secondo una prima e affascinante ipotesi, il formato da 75 cl dipende dalla capacità polmonare degli antichi soffiatori vetrai. Come abbiamo visto, queste figure furono determinanti per la diffusione dei contenitori in vetro: la forma e la capienza delle bottiglie dipendevano esclusivamente dalle loro abilità.

I soffiatori erano in grado di soffiare e plasmare in un colpo solo bottiglie fino a 65 – 75 cl. I produttori dunque per praticità e convenienza optarono per il formato con capienza massima, ovvero 75 cl. Queste dimensioni diventarono quelle più comuni per le bottiglie di vetro e furono tramandate alle generazioni successive.

2. Bottiglie da 75 cl: 1/6 di gallone

La seconda ipotesi ci porta nel Regno Unito: del resto è proprio qui che si è sperimentato per la prima volta l’utilizzo delle bottiglie di vetro per la conservazione del vino (Per approfondire leggi l’articolo sul nostro Blog: “La storia della bottiglia di vino”). L’unità di misura dei liquidi di questi Paesi è il gallone, corrispondente a circa 4,5 litri.

Nella tradizione anglosassone le casse per il trasporto del vino contengono 2 galloni di vino, 9 litri circa. In queste casse si decise di inserire 12 bottiglie, una quantità considerata dai produttori ideale, pratica e vantaggiosa per il commercio e il trasporto dei loro vini. Per questo le bottiglie furono pensate da 75 cl. Da un punto di vista matematico il calcolo è presto fatto: 0,75 l x 12 = 9 l.

Il formato da 75 cl dunque sarebbe stato tramandato dagli inglesi. È interessante notare che ancora oggi le casse per il trasporto di vino e di liquidi nel Regno Unito e in gran parte del mondo contengono 12 bottiglie (2 galloni), mentre in Italia e in pochissimi altri Paesi 6 bottiglie (1 gallone).

E per chi intende comprare vino questa curiosità risulta essere di grande importanza!

3. Bottiglie da 75 cl: esigenze d’osteria

Secondo un’altra ipotesi questa unità di misura fu introdotta per andare incontro alle esigenze delle osterie. Nello specifico 75 cl corrispondono a circa 6 bicchieri di vino da 125 ml, la capienza tipica del tradizionale bicchiere da osteria. In questo modo gli osti potevano calcolare il numero di bottiglie da stappare in base alle richieste dei loro clienti, evitando dunque di aprire inutilmente più bottiglie del dovuto.

Si optò dunque per una bottiglia che contenesse un numero pari di bicchieri: 6 perché pare che, in alcune zone, fosse il numero massimo di bicchieri da poter servire!!

4. Bottiglie da 75 cl: una questione di peso e di praticità

L’ultima ipotesi che viene sostenuta riguarda il peso complessivo della bottiglia di vino (vetro + vino). Per avere un peso standard, comune alla stragrande maggioranza delle bottiglie si decise di produrre una bottiglia che, riempita con il vino, raggiungesse il chilogrammo. E generalmente il peso del vetro di una bottiglia da 75 cl e del vino in essa contenuta arriva a questa cifra.

Oggi il peso delle bottiglie, soprattutto in base alla tipologia di vetro utilizzata, è molto variabile, ma quello del chilogrammo è uno standard che è stato seguito almeno fino al XX secolo.

Le seguenti risposte sono quelle a cui si ricorre per cercare di spiegare la capienza da 75 cl delle bottiglie di vino. Alcuni prediligono una teoria piuttosto che un’altra, anche se non è da escludere che la somma di tutte queste ipotesi abbia portato al formato da 75 cl.

Ma attenzione, perché questo formato, come ogni standard, è soggetto alle variazioni del tempo e dei gusti dei consumatori. E già da tempo nuove tipologie di bottiglie con capienza differente stanno prendendo piede.. che siano i primi indizi di una vera e propria rivoluzione?

Posted in: Cultura del vino
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