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​​Notizie sul vino: Nasce la Nazionale dei vini italiani, ecco la formazione scelta da Coldiretti per promuovere il Made in Italy negli Usa

By Luca Stroppa 03 luglio 2026 174 Views

Le principali notizie sul vino dell’ultima settimana (27 giugno - 3 luglio 2026). Riguardano il vino italiano e non solo. Sono quelle più interessanti, più dibattute, più curiose e più riprese dai migliori Blog e siti sul vino.

Leggi quanto segue per restare informato. Buona lettura.

Le ultime notizie sul vino

Il riepilogo settimanale di Wineshop.it sulle principali notizie dal mondo del vino si apre con la presentazione della nuova Nazionale dei Vini Italiani, iniziativa promossa da Coldiretti, e con la nascita del Consorzio di Tutela Nizza DOCG.

Si prosegue con alcuni dati di recente pubblicazione sul Gavi, che evidenziano una crescente propensione all’internazionalizzazione del settore, insieme alle misure di contenimento produttivo adottate per le denominazioni Langhe Nebbiolo e Barbera d’Alba.

A chiudere il riepilogo, il racconto di una curiosa e tradizionale festa del vino in Spagna, che ogni anno richiama migliaia di partecipanti.

Notizie sul vino: Nasce la Nazionale dei vini italiani, ecco la formazione scelta da Coldiretti per promuovere il Made in Italy negli Usa

1️⃣ Barolo in porta, Prosecco in attacco: ecco la Nazionale dei vini italiani che vuole conquistare l'America

Il calcio incontra il grande vino. È questo il cuore della nuova iniziativa promossa da Coldiretti, che ha annunciato la nascita della Nazionale dei vini italiani, un progetto di comunicazione pensato per valorizzare e promuovere le eccellenze enologiche del nostro Paese sul mercato statunitense, su cui sono puntati gli occhi del mondo in quanto uno dei Paesi ospitanti dei Mondiali di calcio.

La "Nazionale dei vini italiani" è stata presentata al Summer Fancy Food Show di New York, una delle più importanti manifestazioni dedicate al settore agroalimentare a livello mondiale. L'obiettivo è quello di raccontare il patrimonio vitivinicolo italiano attraverso un linguaggio immediato e universale come quello del calcio, capace di coinvolgere un pubblico trasversale e di creare un forte legame emotivo con i consumatori.

L'idea è quella di inserire le principali denominazioni italiane nei protagonisti di una formazione ideale, dove ogni vino interpreta un ruolo in campo in base alle proprie caratteristiche distintive. Un parallelismo originale che punta a rendere ancora più riconoscibili le eccellenze del Made in Italy, valorizzandone qualità, storia e territori di origine.

La formazione della Nazionale dei vini italiani:

In porta: il Barolo, simbolo di sicurezza, autorevolezza e leadership.

In difesa: al centro trovano spazio la struttura e la potenza del Sagrantino e dell'Aglianico, affiancati dall'eleganza del Brunello di Montalcino e dall'affidabilità del Greco di Tufo.

A centrocampo: in cabina di regia c'è il Chianti Classico; il talento creativo dell'Etna Rosso. Sulle corsie esterne corrono invece la vivacità e l'effervescenza del Franciacorta e la versatilità dell'instancabile Verdicchio.

In attacco: una coppia di assoluto livello, la brillantezza e la capacità di conquistare il pubblico del Prosecco, insieme alla forza, all'intensità e al carattere dell'Amarone.

Attraverso questa iniziativa, Coldiretti punta a rafforzare la presenza del vino italiano negli Stati Uniti, uno dei principali mercati di riferimento per l'export nazionale, raccontando le denominazioni italiane in modo innovativo e facilmente comprensibile anche ai consumatori internazionali.

2️⃣ Nizza DOCG, svolta storica: nasce il Consorzio di tutela

È ufficiale la nascita del Consorzio di tutela del Nizza DOCG, una delle denominazioni più rappresentative del Monferrato e tra le espressioni più identitarie della Barbera piemontese.

Il riconoscimento è arrivato prima con il decreto del Ministero dell’Agricoltura (MASAF) del 22 giugno 2026, poi con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 30 giugno, che, di fatto, ha sancito ufficialmente l’avvio operativo del Consorzio.

Il nuovo ente avrà il compito di tutelare, promuovere e valorizzare il Nizza DOCG, rafforzandone la presenza sui mercati nazionali e internazionali e coordinando le attività dei produttori aderenti.

Il percorso che ha portato a questo traguardo affonda le sue radici nel tempo: nel 2002 nasce infatti l’Associazione Produttori del Nizza, primo nucleo di aggregazione del territorio con l’obiettivo di valorizzare la futura denominazione. Una tappa decisiva arriva poi nel 2014, anno del riconoscimento della DOCG Nizza, quando la denominazione viene ufficialmente istituita come espressione autonoma della Barbera del Monferrato, segnando un passaggio fondamentale nel processo di identità e affermazione qualitativa del vino.

Notizie sul vino: Nasce la Nazionale dei vini italiani, ecco la formazione scelta da Coldiretti per promuovere il Made in Italy negli Usa

3️⃣ Il 91% delle bottiglie lascia l'Italia: il dato che racconta il successo mondiale del Gavi

Lo scorso 1° luglio il Consorzio Tutela del Gavi DOCG ha diffuso i dati di vendita relativi al 2025, confermando il forte successo internazionale di uno dei vini bianchi più rappresentativi del Piemonte.

Nel complesso, nel 2025 sono state commercializzate circa 14 milioni di bottiglie.

Il dato che colpisce maggiormente riguarda l'export, vero motore della denominazione. Più del 91% della produzione complessiva è finita all’estero, portando il Gavi sulle tavole di numerosi Paesi in tutto il mondo.

Il mercato italiano continua quindi a rappresentare una quota contenuta rispetto a quello estero. Tuttavia, il Consorzio sottolinea un risultato significativo: per la prima volta dopo oltre dieci anni, le vendite in Italia hanno superato il milione di bottiglie. Un traguardo che, pur incidendo ancora in misura limitata sul totale, potrebbe rappresentare un segnale incoraggiante per il progressivo rafforzamento della presenza del Gavi anche nel mercato domestico.

Se all'estero il Gavi continua a essere uno dei grandi ambasciatori del vino bianco italiano, la crescita registrata in Italia lascia intravedere un rinnovato interesse anche da parte dei consumatori nazionali, aprendo prospettive positive per il futuro della denominazione.

4️⃣ Langhe, stretta sulla produzione: tagliate le rese per le DOC Langhe Nebbiolo e Barbera d’Alba

La vendemmia 2026 per le denominazioni Langhe DOC Nebbiolo e Barbera d'Alba DOC sarà caratterizzata da una riduzione del 10% delle rese produttive. Come riportato da La Stampa, la misura è stata approvata dall’assemblea del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, con l’obiettivo di contenere l’offerta di vino sul mercato in una fase segnata dal rallentamento dei consumi, dall’aumento delle giacenze e da quotazioni delle uve in progressiva diminuzione.

Il provvedimento riduce il limite produttivo da 100 a 90 quintali di uva per ettaro. Si tratta della quantità massima che può essere automaticamente rivendicata per la produzione di vino a denominazione.

Accanto a questo limite, resta però consentita una tolleranza produttiva, detta “supero”, fino al 20%. Questo significa che, in condizioni agronomiche favorevoli, un vigneto può arrivare a produrre più uva del previsto. Tuttavia, non tutta questa produzione aggiuntiva può essere destinata al vino DOC. Solo una piccola quota del "supero", pari al 5%, potrà essere comunque utilizzata per la produzione di vino a denominazione. La parte eccedente dovrà invece essere obbligatoriamente destinata ad altri impieghi.

Il provvedimento non riguarda invece le denominazioni Barolo DOCG e Barbaresco DOCG, che restano escluse dalla riduzione e continuano a seguire le rese previste dai rispettivi disciplinari.

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5️⃣ In Spagna c’è una festa in cui migliaia di persone si spruzzano vino rosso addosso: la Batalla del Vino

Il 29 giugno, nella città di Haro, nel cuore della regione della Rioja (Spagna settentrionale), si è svolta la tradizionale Batalla del Vino, una delle manifestazioni più singolari e scenografiche legate alla cultura vitivinicola europea.

L’evento segue una struttura ormai consolidata: al mattino i partecipanti si muovono in corteo dal centro cittadino verso le colline che circondano Haro, dove prende forma il momento centrale della celebrazione. In questo spazio all’aperto, migliaia di persone si riuniscono e utilizzano borracce, secchi, recipienti e altri strumenti per spruzzare e versare vino rosso gli uni sugli altri, dando vita a una festa collettiva che trasforma il paesaggio in un’unica distesa color porpora. Terminata questa fase, la manifestazione prosegue nuovamente in città con musica, incontri e momenti di convivialità che accompagnano il rientro dei partecipanti.

Le radici di questa tradizione affondano in antiche celebrazioni religiose dedicate a San Felices de Bilibio, eremita e patrono locale. In origine, in occasione delle festività a lui dedicate, la popolazione era solita accogliere i pellegrini con momenti di ospitalità comunitaria sulle colline, organizzando banchetti e offrendo cibo e vino come segno di accoglienza. Il vino, elemento centrale della vita economica e sociale del territorio, era quindi parte naturale di questi incontri.

Con il passare dei secoli, queste pratiche si sono progressivamente svincolate dal solo contesto religioso, mantenendo però il loro carattere comunitario. Il gesto simbolico del vino versato o condiviso durante le celebrazioni si è diffuso sempre di più, fino a diventare, soprattutto a partire dagli anni Cinquanta del Novecento, un elemento centrale di una festa pubblica strutturata. Da semplice espressione di ospitalità, la tradizione si è così evoluta in un grande evento collettivo, oggi riconosciuto a livello internazionale e capace di attirare ogni anno migliaia di visitatori.

Tra gli aspetti più caratteristici, il vino utilizzato durante la giornata non è destinato al consumo: si tratta infatti di prodotto semplice e a basso costo, scelto esclusivamente per finalità celebrative. Anche l’abbigliamento segue una consuetudine precisa: si parte tutti vestiti di bianco, ma nel giro di pochi minuti gli abiti dei partecipanti si colorano inevitabilmente di rosso.

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