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​L’Apollo 11, il Primo Sbarco sulla Luna e il Vino

By Luca Stroppa 17 luglio 2019

L’Apollo 11, il Primo Sbarco sulla Luna e il Vino

Il 20 luglio del 1969, due membri della missione spaziale Apollo 11, Neil Armstrong e Buzz Aldrin entrarono nella storia dell’umanità; furono infatti i primi uomini a mettere piede sulla Luna. Tra i tanti aneddoti che circondano questo straordinario evento ce n’è uno che riguarda la nostra bevanda preferita, già perché anche il vino fu protagonista di quello sbarco, anzi fu proprio il vino la prima bevanda ad essere bevuta sulla Luna. L’episodio fu piuttosto controverso e fu raccontato dal suo protagonista, Buzz Aldrin, in un interessante articolo, una sorta di confessione, pubblicato un anno dopo l’atterraggio sulla Luna.

La Comunione di Buzz Aldrin

Nel 1970 sul magazine dell’organizzazione cristiana denominata “Guideposts” comparve un articolo, destinato a suscitare non poche polemiche, firmato da Buzz Aldrin; articolo in cui l’astronauta statunitense descrive nei minimi dettagli un episodio verificatosi nel periodo intercorso tra l’allunaggio e l’apertura della navicella spaziale. L’episodio fu poi arricchito di ulteriori particolari nella sua autobiografia “Magnificent Desolation: The Long Journey Home from the Moon”, pubblicata nel 2009.

Subito dopo l’allunaggio, il programma della NASA prevedeva il riposo per i suoi astronauti, che avrebbero dovuto dormire per circa cinque ore, prima di prepararsi ad esplorare il suolo lunare. Armstrong e Aldrin comunicarono la loro difficoltà nel prendere sonno, eccitati dall’evento, chiedendo ed ottenendo la possibilità di restare svegli e iniziare i preparativi.

Circa due ore e mezza dopo che la navicella spaziale era atterrata, Aldrin avanzò un ulteriore richiesta via radio: tutte le persone in collegamento e in attesa dello storico evento avrebbero dovuto contemplare quei momenti, rendendo grazie per quella incredibile opportunità, ognuno a modo suo. Queste le parole di Aldrin:

"I'd like to take this opportunity to ask every person listening in, whoever and wherever they may be, to pause for a moment and contemplate the events of the past few hours and to give thanks in his or her own way."

Aldrin, che era un fedele membro della Chiesa Presbiteriana di Webster, decise di celebrare il rito cristiano della Comunione. Prima della partenza, l’astronauta aveva ottenuto il permesso dai rappresentanti della chiesa di Webster, e tra i pochissimi oggetti personali che la NASA consente di portare con sé ad ogni missione, Aldrin scelse un piccolo contenitore con un calice, del vino e un pezzo di pane preparati dal pastore della chiesa. Quei momenti sono descritti direttamente dal protagonista:

“I opened the little plastic packages which contained the bread and the wine. I poured the wine into the chalice […] In the one-sixth gravity of the moon, the wine slowly curled and gracefully came up the side of the cup. Then I read the Scripture: "I am the vine, you are the branches. Whosoever abides in me will bring forth much fruit". I had intended to read my communion passage back to earth, but at the last minute Deke Slayton had requested that I not do this.”

La descrizione è minuziosa e affascinante, il vino, sottoposto alla gravità lunare, si arricciò, risalendo il lato della tazza, Aldrin lesse un passo delle scritture e celebrò il rito. In realtà, nelle sue intenzioni la Comunione sarebbe dovuta essere trasmessa al mondo intero, ma la NASA lo impedì.

Nel 1968, nel corso della spedizione spaziale Apollo 8 l'equipaggio aveva effettuato una trasmissione televisiva in cui aveva letto i primi 10 passi del Libro della Genesi, suscitando le polemiche di diversi attivisti atei, soprattutto quelle di Madalyn Murray O'Hair che fece causa alla NASA.

La battaglia legale ancora in atto nel 1969 spinse i vertici dell’organizzazione ad evitare di trasmettere il rito di Aldrin, anche perché, secondo le stime, la diretta dell’evento ebbe circa 600 milioni spettatori.

Quell’episodio provocò ulteriori polemiche riguardo alla possibilità concessa agli astronauti di bere vino durante le loro missioni. Fino ad allora la NASA non aveva posto alcun veto, anzi, il vino rientrava tra i menù spaziali. Nel 1972, invece, si decise di intervenire sulla questione, impedendo ad ogni astronauta il consumo di alcolici a partire da 12 ore prima del decollo.

Una scelta saggia ci verrebbe da dire, ma noi winelover siamo comunque orgogliosi del fatto che la prima bevanda ad essere atterrata e bevuta sulla luna è stata proprio quella che preferiamo. Il primo e, probabilmente ultimo, sbarco del vino sulla Luna.

Posted in: Curiosità sul vino
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