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​Il Bramaterra DOC

By Luca Stroppa 13 maggio 2020 333 Views

Il Bramaterra DOC

Il Piemonte è una delle regioni vinicole più prestigiose d’Italia, secondo molti la migliore in termini di qualità dei vini prodotti. Normale pensare immediatamente ad uno dei vini più conosciuti del nostro Paese, il Barolo, gloria dell'enologia piemontese, o al Nebbiolo, al Barbera, al Grignolino, ai vini bianchi del Roero o ai vini ricavati da uve Moscato. Ma allargando gli orizzonti si possono incontrare vini, magari meno conosciuti, ma ugualmente interessanti ed eccellenti. È il caso del vino Bramaterra che ti presentiamo in questo articolo.

Una vera e propria perla enologica che ti consigliamo di assaggiare. E siamo sicuri che, una volta provato, inserirai anche tu il Bramaterra DOC tra i grandi vini rossi del Piemonte.

Storia del Bramaterra

Il vino denominato Bramaterra ha origini medievali. È il frutto dell’intuizione e dell’opera di un gruppo di umili lavoratori, probabilmente servi della gleba che erano riusciti a conquistare la libertà, che si stanziarono sulle colline comprese tra la fascia alpina del Monte Rosa e quella pianeggiante del Parco Naturale delle Baragge. Una “terra di mezzo” che, ben presto, si scoprì essere uno straordinario luogo d’elezione per la coltivazione di alcune varietà di vite.

Già nel corso dell’XI secolo, una serie di documenti scritti riferiscono di un eccellente vino prodotto nel comune di Masserano, uno delle località predilette della nostra DOC, decisamente più buono di tutti gli altri vini prodotti in pianura. L’attuale termine Bramaterra compare, per la prima volta, in una pergamena del 1477. Con questa parola, alcuni viticoltori locali indicavano il loro vino rosso, quello ricavato dalle viti coltivate in questo fertile territorio: “Bramaterra” vuole proprio ricordare la propensione e la vocazione agricola della zona. Questo nome faticò ad imporsi e molti produttori preferivano associare al vino il nome del comune in cui veniva prodotto, oppure lo chiamavano il “vino dei Canonici” perché pare fosse molto apprezzato dalla curia vercellese.

Solo a partire dal primo decennio del XX secolo il nome Bramaterra è stato riconosciuto da tutti i produttori locali ed è utilizzato per indicare il vino derivato dalla migliore composizione ampelografia di quei terreni collinari. E la D.O.C. del 1979 ha assunto proprio questo nome …

Caratteristiche della DOC Bramaterra

La DOC Bramaterra è riservata ai vini rossi “Bramaterra” versione base e “Bramaterra” riserva ricavati da specifici vitigni: Nebbiolo dal 50% all’80%, Croatina fino ad un massimo del 30%, Uva rara (Bonarda novarese) e Vespolina da sole o congiuntamente fino ad un massimo del 20%.

Il Nebbiolo è il vitigno a bacca nera tipico del Piemonte, il più importante della regione; Croatina, Uva Rara e Vespolina sono altri particolari vitigni a bacca nera diffusi tra Lombardia, soprattutto nell’Oltrepò pavese, e Piemonte. Tutte queste uve trovano nei territori del “Bramaterra” un luogo estremamente favorevole alla loro coltivazione.

Si tratta di una fascia collinare, originatasi milioni di anni fa, che si estende tra diversi comuni delle province di Vercelli e di Biella, con una particolare composizione del terreno che la rende fertile e adatta alla viticoltura. Sul lato occidentale i suoli sono piuttosto sabbiosi, ad est sono più argillosi, mentre a sud si fanno più profondi, con maggiore ricchezza di limo e di argilla. A ciò si aggiunga la sua particolare posizione, compresa tra la zona pianeggiante delle baragge e quella prealpina del Monte Rosa, che genera condizioni climatiche ideali. La collocazione collinare dei vigneti, tra i 200 e i 600 metri sopra il livello del mare, garantisce un’ottima esposizione solare, mentre la presenza del Monte Rosa li protegge dai venti montani.

Nello specifico, la zona di produzione delle uve dei vini “Bramaterra” e “Bramaterra” riserva comprende i terreni di sette comuni: Masserano, Brusnengo, Curino, Villa del Bosco e Sostegno in provincia di Biella, Lozzolo e Roasio in provincia di Vercelli.

I vini che qui si producono sono caratterizzati da un colore rosso granato, da notevole rigore, corpo e struttura; da profumi complessi ed intensi, con percepibili sentori di frutta matura ed evidenti note speziate, risultato dell’invecchiamento di 22 mesi, di cui 18 in legno, per la versione base e di 34, di cui 24 in legno, per il riserva; il sapore è pieno, vellutato con un gradevole e caratteristico sottofondo amarognolo.

I vini DOC Bramaterra in abbinamento al cibo

I vini della DOC Bramaterra per la loro struttura e complessità si abbinano, in linea generale, a primi piatti asciutti o secondi piatti importanti, soprattutto a base di carne.

Il vino Bramaterra si abbina alla perfezione con paste con sughi di carne, pasta al tartufo e risotti complessi e strutturati, ottimo con la “paniscia”, un risotto con fagioli bianchi freschi, salame e verdure. Tra i secondi una menzione speciale per piatti di carne di tacchino, ma è ottimo l’accostamento con piatti anche più strutturati di cacciagione e selvaggina.

Il vino Bramaterra riserva, invece, si abbina a piatti di carne ancora più elaborati: brasati, arrosti importanti, bolliti, carne rossa e formaggi stagionati.

Posted in: Vini d'Italia
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