È corretto mettere il dito nel fondo della bottiglia di vino durante il servizio?
Nel servizio del vino esiste un gesto spesso imitato: il pollice (o un dito) inserito nella concavità presente alla base della bottiglia, chiamata in gergo punt. È un gesto iconico, riprodotto anche da chi non ha grande esperienza, talvolta in modo scherzoso, con l’idea di darsi un’aria più elegante o “da esperto”.
Ma cosa dice davvero il galateo del vino a riguardo? Si tratta di un gesto codificato? È una pratica consigliata? Insomma, è corretto inserire il dito nella concavità sul fondo della bottiglia di vino durante il servizio?
In questo articolo facciamo chiarezza su uno dei dettagli più discussi (e fraintesi) del servizio del vino. E scommettiamo che scoprirai qualcosa che non sapevi.
A cosa serve la concavità sul fondo della bottiglia di vino?
Prima di entrare nel dettaglio della questione, è importante chiarire a cosa serve il fondo concavo delle bottiglie di vino, di cui abbiamo già parlato sul nostro blog del vino.
Le ragioni per cui, originariamente, si è pensato di introdurre questa caratteristica sono principalmente tecniche e funzionali:
• migliorare la stabilità la bottiglia
La base concava contribuisce a rendere la bottiglia più stabile quando viene appoggiata su superfici piane, riducendo il rischio di oscillazioni o instabilità.
• distribuire meglio la pressione interna
La forma concava consente una migliore distribuzione della pressione interna, soprattutto nei vini spumanti, diminuendo il rischio di rottura del vetro.
• raccogliere eventuali sedimenti
Nei vini rossi più strutturati o affinati, la concavità aiuta a concentrare i depositi solidi sul fondo della bottiglia, permettendone una migliore gestione quando si versa il vino.
Insomma, il fondo concavo non nasce come elemento di presa per facilitare il servizio del vino, ma come soluzione tecnica pensata per migliorare resistenza, sicurezza e conservazione della bottiglia.
Perché si mette il dito sul fondo della bottiglia di vino durante il servizio?
Viene spontaneo chiedersi perché, allora, molte persone inseriscano il pollice nella concavità della bottiglia durante la mescita del vino, con il palmo a sostenere il resto del corpo della bottiglia.
Nel tempo, infatti, la concavità è stata “sfruttata”, soprattutto in ambito professionale, come punto di ancoraggio utile a rendere l’operazione di servizio più stabile e controllata. Almeno secondo i sostenitori di questa pratica.
I principali benefici che vengono attribuiti a questo gesto sono:
• maggiore stabilità della bottiglia
Il dito inserito nella concavità crea un punto di equilibrio che aiuterebbe a sostenere meglio il peso della bottiglia.
• controllo più preciso del versamento
Questa presa consentirebbe di modulare con maggiore sensibilità l’inclinazione della bottiglia, rendendo il flusso del vino più regolare e controllato.
• riduzione del rischio di movimenti bruschi
Il “blocco” nella base contribuisce a limitare oscillazioni improvvise durante la mescita.
Questo tipo di presa si è diffuso soprattutto nella seconda metà del Novecento, trovando ampia applicazione tra personale di sala e ambito ristorativo, fino a diventare un gesto piuttosto comune anche al di fuori dei contesti professionali.
In realtà, non tutti gli esperti concordano sulla reale necessità o utilità di questa tecnica. Secondo una parte del mondo del vino e del servizio, infatti, inserire il dito nel punt avrebbe più una funzione estetica che pratica.
Per una presa stabile, sostengono alcuni, sarebbe sufficiente appoggiare il palmo della mano sotto la base della bottiglia, garantendo lo stesso controllo senza ricorrere a gesti aggiuntivi.
Ma quindi cosa dice il galateo?
Mettere il dito nel fondo della bottiglia di vino quando si serve: cosa dice il Galateo
Diciamo subito che il galateo del vino non codifica questo gesto e non lo include tra le regole formali del servizio del vino.
Tuttavia, questo non significa che sia vietato: si tratta piuttosto di una tecnica di servizio facoltativa, legata alla manualità e alla formazione di chi serve, e non di una regola di etichetta in senso stretto. Il suo utilizzo, quindi, è consentito, ed è una scelta personale o professionale.
In ogni caso, negli ultimi anni, sempre più esperti tendono a considerare questa presa poco elegante o non pienamente “da galateo”, per tre motivi principali:
• non è una regola codificata
Il galateo non prevede esplicitamente questo gesto, quindi non rientra tra le norme formali del servizio.
• può risultare poco naturale
Se eseguito in modo rigido o enfatizzato, il gesto rischia di sembrare costruito piuttosto che spontaneo ed elegante.
• rischio di imitazione ostentata
In alcuni casi viene riprodotto artificialmente per “darsi un tono”, perdendo la sua funzione pratica e trasformandosi in una posa scenica.
Insomma, sembra non esistere un “giusto” o “sbagliato”: ciò che conta davvero è la qualità complessiva del servizio. Al di là della presa utilizzata, il vino dovrebbe essere sempre servito con discrezione, fluidità e precisione.
Se il nostro articolo ti è piaciuto o ti è stato utile e se vuoi continuare ad avere notizie, aggiornamenti e curiosità sul mondo del vino, iscriviti alla newsletter del vino di Wineshop.it. Tanti contenuti e offerte ti aspettano!










Loading...