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​Carnevale, Venezia e l’Ombra de Vin

By Luca Stroppa 07 febbraio 2019

Carnevale, Venezia e l'Ombra de Vin

Ogni anno a Venezia si svolge uno dei carnevali più apprezzati e conosciuti al mondo. Una folla mascherata si riversa per le strade del capoluogo veneto tra sfilate, canti, musiche e danze. Per gli amanti del vino può essere un’occasione imperdibile per partecipare al rito più alcolico della città: “andar per bacari a bere un’ombra de vin con qualche cicchetto”.

Il Carnevale di Venezia

Per comprendere fino in fondo quello che abbiamo definito il rito più alcolico della città è necessario esaminare almeno due caratteristiche del carnevale di Venezia, strettamente legate ad esso.

L’istituzione del Carnevale a Venezia risale all’epoca della Serenissima, quando il governo della città individuò alcuni giorni di festa e di svago, soprattutto per i ceti meno abbienti, in cui potersi divertire, sfogare, liberandosi dai lavori e dalle tensioni quotidiane. A tal proposito, la tradizione di indossare la maschera non è affatto casuale: attraverso questo travestimento le differenze sociali venivano, almeno momentaneamente, annullate e ogni comportamento o trasgressione restavano anonimi. In altre parole, ogni partecipante a questa grande festa era ed è libero di crearsi un nuovo volto, una nuova maschera e un nuovo, anche se transitorio, ruolo.

Il vino ha rappresentato da sempre una delle “trasgressioni” preferite dai veneti ed è dunque la bevanda più consumata in questa occasione. Ne è testimonianza il fatto che uno dei principali eventi del Carnevale di Venezia sia la cosiddetta “Fontana del Vino”, un complesso apparato tecnico e meccanico che riproduce una fontana da cui sgorga vino. Questa macchina scenica è accompagnata da degustazioni di prodotti vinicoli locali.

Bacari, Ombra de Vin e Cicchetti

Il Carnevale quindi è stato spesso l’occasione per concedersi e godersi qualche bicchiere di vino in compagnia, un rito sociale e conviviale molto apprezzato dai veneziani durante tutto l’anno ma destinato ad accentuarsi nel corso di questa celebrazione. In particolare, “l’andar per bacari a bere un ombra de vin con qualche cicchetto” ben si adatta a questo tipo di festa.

Per capire il significato e le caratteristiche di questo rito alcolico bisogna analizzare il significato delle singole parole dialettali veneziane. Partiamo con “bacaro”. Il significato della parola “bacaro” è piuttosto controverso tanto che esistono diverse interpretazioni: per alcuni deriva dal dio del vino Bacco, per cui si riferisce a tale bevanda o meglio ai venditori di tale bevanda; per altri, invece, significa baldoria, casino, festa… Nel gergo attuale veneziano per “andar per bacari” s’intende una sorta di giro per locali in cui bere vino e far festa.

“Ombra de vin”, invece, significa semplicemente bicchiere di vino. L’espressione “ombra” fa riferimento ad un’antica tradizione dei venditori di vino presenti in piazza San Marco, che, soprattutto nei mesi più caldi dell’anno, erano soliti spostare la bancarella in una zona fresca, d’ombra appunto, per evitare che la bevanda si surriscaldasse, sfruttando l’imponenza e i giochi d’ombra del campanile della piazza. Si diffuse così l’espressione “ombra de vin”. Nel rispetto della tradizione, oggi molti locali servono l’ombra de vin in piccoli bicchieri rustici da un ottavo o decimo di litro, proprio come avveniva in passato.

Infine, i “Cicchetti” sono stuzzichini o piccoli assaggi delle specialità del luogo come il baccalà mantecato o le alici marinate o fritte.

In altre parole il rito dell’ “andar per bacari a bere un’ombra de vin con qualche cicchetto” è un’interpretazione veneziana del classico aperitivo, arricchito dal fascino della tradizione e dell’enogastronomia locale.

Posted in: Curiosità sul vino
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