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​Alla scoperta della Cococciola

By Luca Stroppa 22 aprile 2020 386 Views

Alla scoperta della Cococciola

Quando si parla dei vini dell’Abruzzo vengono subito in mente le due DOC più famose di questa regione: il Montepulciano d’Abruzzo e il Trebbiano d’Abruzzo. Eppure, come abbiamo più volte rimarcato nei nostri articoli, la produzione vinicola italiana, compresa quella abruzzese, vanta una serie di vini, prodotti da vitigni autoctoni poco conosciuti, che rappresentano delle vere e proprie perle enologiche.

È il caso del vitigno che abbiamo deciso di farti scoprire in questo articolo: si chiama “Cococciola” e, pur non godendo della stessa fama dei suoi “compagni” regionali, merita di essere conosciuto e apprezzato dai winelover, soprattutto da quelli italiani, che hanno la fortuna di averlo “in casa”.

Cococciola: storia e significato

L’origine e la storia della Cococciola sono piuttosto incerte. Del resto, l’unica testimonianza scritta a noi pervenuta la troviamo in un’opera monumentale di due studiosi francesi, Viala e Vermorel, del 1909, fondata sul complicato tentativo di ricostruire il patrimonio ampelografico italiano. Qui l‘unica informazione che ci viene fornita, per quanto importante, è che la Cococciola è un vitigno autoctono abruzzese.

Per il resto, non si hanno altri testi scritti che possano fornire indicazioni su questo misterioso vitigno.

Altrettanto criptica è l’origine del nome, attorno al quale si sono affermate almeno quattro ipotesi. La prima lo fa derivare da “chicocce”, che nel dialetto abruzzese indica le zucche o le zucchine: in particolare le striature tipiche dell’acino di Cococciola ricorderebbero quelle di queste verdure. Una seconda ipotesi, invece, individua l’origine del nome in “coccia”, ovvero “guscio” o “scorza”, in relazione alla buccia spessa dell’acino. O ancora, Cococciola potrebbe derivare da “coccione”, cioè “testone”, “dalla testa grande”, sempre in riferimento alle caratteristiche dell’acino. Infine, c’è chi porta avanti l’opzione di una derivazione onomatopeica, nello specifico dal rumore della pigiatura di queste specifiche uve.

Quello che invece sappiamo con certezza è che il vino prodotto con questo vitigno è stato utilizzato, per moltissimo tempo, solo come vino da taglio per il Trebbiano d’Abruzzo, per aumentarne l’acidità.

Fortunatamente, grazie al lavoro ed alla passione di tanti vitivinicoltori e produttori, la Cococciola è stata riscoperta e giustamente valorizzata per le sue eccellenti caratteristiche organolettiche e chimico-fisiche, dove spicca per acidità e grado alcolico naturale. I vini che si ricavano dalla sua vinificazione in purezza sono davvero ottimi e immediatamente riconoscibili, tanto da meritarsi il marchio IGT “Terre di Chieti Cococciola” e anche e soprattutto DOC, “Abruzzo Cococciola DOC”, nel 2010.

Cococciola: caratteristiche del vitigno e del vino

Come abbiamo già evidenziato nel paragrafo precedente, la Cococciola è un vitigno a bacca bianca robusto e vigoroso, con un acino di grandi dimensioni, dalla buccia spessa e con delle caratteristiche striature marroni, molto evidenti una volta che l’uva è giunta a definitiva maturazione.

Si tratta di una varietà molto produttiva. Proprio per questo, come abbiamo visto, veniva e viene spesso utilizzata in assemblaggio al Trebbiano d'Abruzzo non solo per incrementarne l’acidità ma anche per coprirne eventuali falle quantitative nella produzione.

A differenza del Montepulciano e del Trebbiano, presenti in maniera omogenea in tutto il territorio regionale, la Cococciola si trova quasi esclusivamente in alcune zone dell’area teatino-frentana, in provincia di Chieti, con una superficie vitata di circa 900 ettari. I vini IGT derivano da una zona un po’ più ampia, hanno rese maggiori, sono vini un po’ più leggeri e sono regolati da norme meno rigide ma le caratteristiche base e l’area di riferimento sono comunque assimilabili. Nella zona citata, la conformazione del territorio, ma soprattutto le condizioni climatiche e la considerevole escursione termica stagionale e diurna favoriscono la maturazione ottimale di uve medio-tardive come appunto la Cococciola. Grazie all’interazione tra questi fattori ambientali e le pratiche colturali ed enologiche utilizzate, in particolare quella della pergola abruzzese, si producono vini con forti elementi di tipicizzazione, ossia distintivi, e che permettono di identificare i prodotti derivanti dalla Cococciola in maniera inequivocabile.

Il disciplinare, sia dell’IGT che della DOC, prevede una versione base, ma nel caso della DOC anche una tipologia “Abruzzo Cococciola Superiore” e una versione spumantizzata. In ogni caso, la Cococciola deve essere presente per almeno l’85% delle uve complessive, il 60% per lo spumante.

I vini fermi si caratterizzano per un colore giallo paglierino con riflessi dorati, per un profilo olfattivo vario e intrigante, floreale, erbaceo, fruttato, in particolare agrumato, come risultato dell’ampia gamma di “aromi varietali” delle uve di partenza. Al palato si distingue per acidità, grande freschezza e sapidità. La sua distintiva acidità lo rende molto adatto alla produzione di spumanti, sia metodo charmat e sia metodo classico, dotati di grande finezza, piacevolezza e dell’immancabile freschezza.

Cococciola: abbinamenti con il cibo

Il vino Cococciola, per la sua aromaticità e per la sua grande freschezza, è ottimo con antipasti e crudi di pesce. A tal proposito, te lo consigliamo con il sushi, se sei un amante di questo piatto. Un abbinamento in cui i sapori del pesce vengono supportati da quelli del vino, senza alterarli.

In ogni caso, questo vino è consigliato per un intero pasto marino.

O ancora, formaggi freschi, con una tendenza dolce e con buona grassezza, come la Mozzarella, si mostrano particolarmente adatti ad un abbinamento con il nostro vino, la cui freschezza e acidità sarà in grado di attenuare le sensazioni grasse del formaggio.

Ora che conosci tutto su questo vitigno, non ti resta altro che provare i suoi vini.

Ed è tutto molto semplice e veloce perché il vino “Cococciola” lo puoi acquistare direttamente dalla nostra enoteca online.

Posted in: Vini d'Italia
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