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​10 cose che devi sapere sulla DOC Teroldego Rotaliano

By Luca Stroppa 07 maggio 2020 432 Views

10 cose che devi sapere sulla DOC Teroldego Rotaliano

Il “Teroldego Rotaliano” è il vino DOC più rappresentativo del Trentino, tanto da essere chiamato il “Principe dei vini trentini”. Del resto, si ricava da un vitigno che riesce ad esprimersi al meglio soltanto in una piccola e affascinante pianura alluvionale in provincia di Trento.

Nel nostro articolo ti presentiamo, in 10 punti, tutto quello che devi sapere su questo vino e sul vitigno da cui si ottiene.

1. Il vitigno "Teroldego"

Il vino “Teroldego Rotaliano” si ottiene dal vitigno a bacca nera chiamato “Teroldego”, oggi coltivato quasi esclusivamente in Trentino, dove ha trovato il suo habitat ideale.

Le origini di questo vitigno sono controverse e si intrecciano con quelle del suo nome. Per alcuni il nome deriva da “Teroldeghe”, una località del comune di Mezzolombardo, in provincia di Trento, dove si concentra parte della sua coltivazione e dove il vitigno è stato introdotto ben prima dell’epoca romana. Per altri il nome è riconducibile a “Tiroler Gold”, ovvero “Oro del Tirolo”, l’appellativo con cui i regnanti d’Austria definirono il vitigno e il vino nel periodo in cui controllavano la regione. Infine, c’è chi sostiene che il vitigno abbia origine nella Valpolicella, per poi essere stato introdotto, con successo, in Trentino: in questo caso il Teroldego sarebbe il vitigno conosciuto in Veneto come “Tirodola”.

2. Il vino Teroldego "Rotaliano"

Indipendentemente dalla zona d’origine, quel che è certo è che il vitigno Teroldego ha creato un legame indissolubile con la pianura trentina chiamata “Campo Rotaliano”, tanto che si è imposto l’uso di qualificare il vino che se ne ricava con il nome geografico “Rotaliano”. “Teroldego Rotaliano” è quindi il nome impiegato per designare il vino ottenuto dalle uve del vitigno Teroldego, prodotte nel Campo Rotaliano.

3. Il Campo Rotaliano

Il vino “Teroldego Rotaliano” è conosciuto per il suo valore, per il suo legame con il territorio e per la sua inconfondibile originalità come il “Principe dei vini trentini”. Del resto, le caratteristiche dei terreni della zona del “Campo Rotaliano” non si ripetono né si riscontrano in nessun altro territorio, nemmeno in quelli limitrofi.

Il “Campo Rotaliano”, chiamato anche “Pianura o Piana Rotaliana”, è una pianura alluvionale situata nella zona nord del Trentino, nata grazie all’opera di un antico ghiacciaio, compresa tra il fiume Adige ed il torrente Noce e circondata da maestose montagne, che la proteggono dai venti freddi e trattengono il calore estivo. La presenza di tutti questi fattori naturali ha favorito la formazione di un terreno unico e irripetibile, leggero, limoso-sabbioso, costituito da un vasto banco di ghiaia e ciottoli, ricchissimo di scheletro ed estremamente fertile, ideale per la coltivazione delle uve Teroldego.

4. Il vino del Concilio di Trento

Il “Teroldego Rotaliano” è più volte citato nelle Cronache del Concilio di Trento scritte da Michelangelo Mariani nel 1673. Ed è proprio in questa occasione che ebbe l’opportunità di farsi conoscere al mondo e di acquisire fama internazionale. Si tratta della prima testimonianza scritta su questo vino.

5. Il "Sangue del Drago"

Tra la popolazione locale il vino è anche conosciuto come il “Sangue del Drago”. Secondo una leggenda, il vino sarebbe nato dal sangue di un drago che si era rifugiato sul monte di Mezzocorona e che poi fu sconfitto da un valoroso cavaliere. Il sangue del drago trafitto cadde a terra, facendo nascere le prime viti di Teroldego.

6. D.O.C. dal 1971

Per la sua fama e per la sua qualità, universalmente riconosciuta, e per le sue caratteristiche connesse all'ambiente naturale dove viene coltivato il vitigno e dove si produce il vino, il “Teroldego Rotaliano” ha ottenuto la D.O.C. nel 1971.

7. Solo Teroldego

Come da disciplinare, il vino DOC “Teroldego Rotaliano” deve essere ottenuto solo dalle uve provenienti dal vitigno Teroldego. Non sono ammessi altri vitigni.

8. Solo Campo Rotaliano

La produzione della DOC “Teroldego Rotaliano” è consentita soltanto in una specifica zona del Campo Rotaliano, ricadente nei comuni di Mezzolombardo, Mezzocorona e nella frazione di Grumo del comune di S. Michele all’Adige.

E il Teroldego Rotaliano, DOC, 100% Teroldego, prodotto a Mezzolombardo, lo puoi comprare nella nostra enoteca online.

9. Quattro varietà

La DOC Teroldego Rotaliano può essere prodotta in quattro diverse versioni:

- Teroldego Rotaliano rosso, chiamato anche Rubino.

- Teroldego Rotaliano rosato o kretzer.

- Teroldego Rotaliano superiore.

- Teroldego Rotaliano superiore riserva.

In linea generale, le caratteristiche tipiche dei vini DOC Teroldego Rotaliano sono: un’intensa e profonda tonalità di rosso, che la leggenda paragona al colore del “sangue del drago”, sicuramente tra i più scuri del mondo vinicolo; il profumo fruttato, con netti sentori di frutti rossi e neri, con accenni speziati e balsamici; sapidità e mineralità, frutto della tipologia di terreno in cui si coltiva il vitigno, e una piacevole tannicità, soprattutto nella sua versione Rubino.

10. Il Teroldego Rotaliano a tavola

Le diverse declinazioni della DOC Teroldego Rotaliano consentono vari abbinamenti.

Con aperitivi, salumi e primi piatti con sugo di carne nella versione Rosato; con antipasti, carni bianche e volatili nella versione Rosso. La DOC Teroldego Rotaliano Rosso è consigliabile anche con la tipica “zuppa di porcini” e può essere utilizzata per un piatto caratteristico del Trentino, il risotto al Teroldego, che dona alla pietanza i colori e i profumi del vino.

Nelle versioni Superiore e Superiore Riserva la DOC Teroldego Rotaliano va a nozze e con carni rosse, stufati, selvaggina e formaggi a pasta dura stagionati.

Posted in: Vini d'Italia
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