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​10 Cose Che Devi Sapere Sul Rossese di Dolceacqua

By Luca Stroppa 22 luglio 2019

10 Cose Che Devi Sapere Sul Rossese di Dolceacqua

Il Rossese di Dolceacqua è il vino rosso più importante e rappresentativo della Liguria, un vino elegante e di grande qualità, le cui caratteristiche si identificano e sono strettamente connesse alla regione e all’ambiente naturale dove viene prodotto, tanto da meritarsi il riconoscimento di “Denominazione di Origine Controllata”. Ecco allora tutto quello che devi assolutamente sapere su questo vino.

1. Rossese + Dolceacqua

La denominazione “Rossese di Dolceacqua” deve il suo nome al vitigno dal quale si ricava il vino, ovvero il “Rossese”, e a “Dolceacqua”, comune ligure, in provincia di Imperia, luogo storico d’elezione per la coltivazione di questo vitigno.

2. Il Rossese

Il “Rossese” è un vitigno a bacca nera, originario della Francia e giunto in Italia, nel corso del 1200, grazie ai Doria, l’antica famiglia nobiliare di Genova. In una delle spedizioni a fianco dell’esercito francese, i soldati dei Doria ebbero modo di apprezzare il vino ricavato dal vitigno d’oltralpe, consigliandone l’assaggio ai rappresentanti della famiglia. Il Rossese fu subito impiantato nei terreni di Dolceacqua, la zona dove i Doria avevano i loro vigneti.

3. Da Roccese a Rossese

Il vigneto e il vino non possedevano alcun nome perché i soldati liguri, non conoscendo il francese, non erano stati in grado di comunicare la denominazione originaria (“tibouren”). Si decise allora di trovarne uno nuovo, identificativo del vino ma non troppo banale. Inizialmente il vitigno francese fu chiamato “Roccese”, da “roccia”, a sottolineare le difficoltà e il duro lavoro della viticoltura eroica ligure nel coltivare la vite in territori ripidi, “rocciosi” e complicati. Successivamente, attraverso una misteriosa e geniale trovata di marketing, si optò per “rossese”, in grado anche di richiamare il colore del vino.

4. Il Vino di Napoleone

Il Rossese di Dolceacqua si affermò presto come vino dei Doria, offerto agli ospiti della famiglia e servito nel corso dei banchetti istituzionali. Fu proprio durante uno di questi incontri che Napoleone Bonaparte rimase estasiato da quel vino, apprezzato a tal punto che il generale francese chiese ai Doria di poterne portare via alcune botti, così da poterselo gustare anche nella propria dimora.

5. Prima Doc Ligure

Il Rossese di Dolceacqua è stato il primo vino ligure ad ottenere il marchio D.O.C., “Denominazione di Origine Controllata”. Era il 28 gennaio del 1972.

6. Rossese e …

Secondo il disciplinare di produzione, il Rossese di Dolceacqua può essere ricavato da uve provenienti dal vitigno Rossese per almeno il 95%. Per l’eventuale 5% restante possono concorrere alla produzione di questo vino altri vitigni coltivati in Liguria.

7. 11 Comuni di Produzione

La zona di produzione del Rossese di Dolceacqua comprende 11 comuni della Riviera di Ponente: Dolceacqua, Apricale, Baiardo, Camporosso, Castelvittorio, Isolabona, Perinaldo, Pigna, Rocchetta Nervina, San Biagio della Cima e Soldano. A questi comuni vanno aggiunte alcune frazioni dei comuni di Vallecrosia, Ventimiglia e Vallebona.

8. Rossese di Dolceacqua Superiore

Il Rossese di Dolceacqua può essere prodotto anche nella versione “Superiore”. Il “Rossese di Dolceacqua Superiore” viene sottoposto ad invecchiamento, tanto che non può essere immesso al consumo prima del 1° novembre dell’anno seguente a quello della vendemmia, e possiede una gradazione alcolica non inferiore al 13%.

9. Un Rossese Fruttato

Il Rossese di Dolceacqua si caratterizza per un colore rosso rubino ma, soprattutto, per i suo piacevoli e molteplici profumi mediterranei, tipici del luogo in cui viene prodotto, come frutti rossi, rosa, timo, rosmarino e pino.

10. Il Rossese e la Cucina Ligure

Il Rossese di Dolceacqua è un vino adatto ad accompagnare i piatti della tradizione culinaria ligure: la lepre in casseruola, i tordi con le olive, piatti con il pesto alla genovese e, in particolare, lo stufato di capra, diffuso nella provincia di Imperia. Ideale con arrosti e formaggi di media stagionatura, questo vino è uno dei pochi in grado di abbinarsi a piatti a base di carciofi grazie alla sua eleganza, alla sua piacevolezza e alla sua leggerezza. È anche uno dei pochi vini rossi che possono essere gustati freschi, intorno ai 14 gradi, grazie alla sua spiccata aromaticità.

Posted in: Cultura del vino
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