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​10 Cose Che Devi Sapere Sul Recioto Di Soave

By Luca Stroppa 16 aprile 2019

10 Cose Che Devi Sapere Sul Recioto Di Soave

Il “Recioto di Soave” è un vino di antichissima tradizione, ma soprattutto è il primo vino veneto in assoluto ed è il primo vino veneto ad avere ottenuto il riconoscimento di DOCG, precedendo addirittura un mostro sacro come l’Amarone della Valpolicella. Andiamo allora alla scoperta delle dieci principali curiosità e caratteristiche di questo vino così unico e speciale.

1. Un Vino 100x100 Veneto

Il “Recioto di Soave” è un vino bianco dolce che rientra nella tipologia dei vini da dessert. Si tratta di un vino Veneto e, in particolare, veronese. Lo si intuisce già dal nome, dato che “Recioto” è un termine dialettale veronese che deriva da “recia”, ovvero “orecchie”, ad indicare le caratteristiche ali dei grappoli di uva Garganega da cui si ricava il vino. Soave, invece, è il comune veronese che ha dato gli albori alla bevanda.

2. Acinatico Bianco, Vin Santo, Recchiotto... meglio Recioto

La denominazione “Recioto di Soave” è stata adottata solo a partire dal XIX secolo. Prima, questo vino, era chiamato in maniera differente: 1500 anni fa si parlava di “Acinatico Bianco” semplicemente per il colore degli acini di uva, nel XVI secolo lo si definiva “Vin Santo” per sottolinearne la grandezza; poi “Recchioto”, che è il primo nome con cui il vino fu commercializzato nel 1888, e che altro non è che il nome italianizzato di “Recioto”. “Recchiotto” fu utilizzato per evitare di sembrare troppo provinciali e diffondere il “marchio” in tutta la Penisola, ma presto si tornò alla denominazione dialettale, utilizzata ancora oggi.

3. Nel Segno di Teodorico

“Dietrich von Bern” è il nome tedesco del re degli Ostrogoti e dei barbari romani “Teodorico Il Grande”. “Bern” sta per Verona, a sottolineare la predilezione del re per questa città e, in particolare, per il vino di questa città. Pare, infatti, che Teodorico si fosse innamorato dell’Acinatico Bianco tanto da pretenderne una cospicua spedizione mensile, dato che, ogni sera, prima di andare a letto, il Re si concedeva un bicchiere del suo vino preferito. A tal proposito, è stata ritrovata un’epistola, inviata dal ministro di Teodorico, Cassiodoro, ai possessori dell’”Acinato Bianco” affinché accelerassero la consegna delle quantità richieste.

4. Prima DOCG Veneta

Il “Recioto di Soave”, come già anticipato, detiene un invidiabile record. Si tratta, infatti, del primo vino veneto ad aver ottenuto il riconoscimento di “Denominazione di Origine Controllata e Garantita”, nel 1998, precedendo rispettivamente Amarone e Recioto della Valpolicella.

5. Garganega

Il “Recioto di Soave” si produce a partire dal vitigno a bacca bianca predominante in provincia di Verona, ovvero la “Garganega”, per almeno il 70%: aromatico, di tarda maturazione e dalla buccia dura e gialla, quasi rossa una volta maturo. Il disciplinare di produzione consente l’utilizzo di altre uve: Trebbiano di Soave, per un massimo del 30%, Chardonnay e Pinot Bianco, per un massimo del 5%.

Tradizione vuole che i viticoltori di Soave, per ottenere il loro vino dolce, utilizzino le ali delle uve di Garganega perché, essendo più esposte al sole, sono ritenute più ricche di zuccheri. Un altro metodo tradizionale, utilizzato per la produzione di questo vino, è quello dell’appassimento delle uve su graticci di legno. In questo modo, il contenuto di acqua presente negli acini diminuisce mentre aumenta la concentrazione zuccherina.

6. L’importanza della Muffa Nobile

Una delle caratteristiche uniche nella produzione del Recioto di Soave è la libera formazione della muffa nobile sugli acini messi a riposo. La formazione di questo particolare tipo di muffa si verifica solo in corrispondenza di specifiche condizioni climatiche, ovvero quando giornate calde e secche si alternano a periodi di elevata umidità e di pioggia, limitando la diffusione della muffa che, altrimenti, avrebbe effetti negativi sulle uve.

Al contrario, questa combinazione di eventi non danneggia l’uva ma determina un incremento del suo grado zuccherino, attraverso una complicata serie di alterazioni del suo metabolismo. In ogni caso, il risultato è la produzione di sapori e aromi particolari, assolutamente gradevoli. Proprio per questo si parla di muffa “nobile”.

7. Zone di Produzione

La produzione del Recioto di Soave DOCG è consentita soltanto in 11 comuni della provincia di Verona:

- Soave
- Monteforte d’Alpone
- San Martino Buon Albergo
- Mezzane di Sotto
- Roncà
- Montecchia di Crosara
- San Giovanni Ilarione
- Cazzano di Tramigna
- Colognola ai Colli
- Illasi
- Lavagno

La denominazione “Recioto di Soave Classico” è, invece, riservata a quei vini prodotti nella zona storica dei comuni di Soave e Monteforte d’Alpone. Esiste, inoltre, una versione “Spumante” dello stesso vino.

8. Profumi, Profumi, Profumi

Il Recioto di Soave si presenta come un vino giallo dorato, corposo e di grande personalità, dai ricchissimi profumi; in particolare, si notano sentori floreali e fruttati, oltre che di miele, di liquirizia, di mandorla, di nocciola e di marzapane. Si consideri che persino nel disciplinare di produzione i suoi sapori sono definiti “complessi”.

9. Un Vino di Pregio

Nel disciplinare di produzione, il Recioto di Soave è riconosciuto come un “vino di pregio” e, in quanto tale, “in vista della vendita, deve essere, anche per quanto riguarda l'abbigliamento, consono ai tradizionali caratteri di un vino di pregio.” Ben vengano dunque, eleganti bottiglie da 37.5 cl, rigorosamente con tappo in sughero, mentre è vietata la commercializzazione del vino in recipienti di capienza superiore ai 5 litri.

10. Abbinamenti

Il Recioto di Soave si sposa alla perfezione con il classico dolce di Verona, ovvero il pandoro, e, più in generale, con tutta la pasticceria secca. Ottimo anche con formaggi stagionati e assolutamente eccellente anche come vino da meditazione, grazie al suo bouquet di profumi.

Posted in: Cultura del vino
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