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​10 Cose Che Devi Sapere Sul Greco di Tufo

By Luca Stroppa 09 aprile 2019

10 Cose Che Devi Sapere Sul Greco di Tufo

Il contributo dell’Irpinia e, in particolare, della provincia di Avellino al patrimonio vitivinicolo italiano è uno dei più rilevanti e qualitativi della nostra Penisola. Pensate che in questa zona si producono almeno tre vini conosciuti in tutto il mondo. Stiamo parlando del Fiano di Avellino, del Taurasi e del Greco di Tufo. Del resto, questo territorio è estremamente ricco di vigneti, coltivati fin dall’antichità. Ed è proprio del più antico di questi vigneti che vi vogliamo parlare: ecco dunque 10 cose che devi sapere sul Greco di Tufo.

1. Nomen Omen

Come ci suggerisce il nome, il “Greco” è un vitigno a bacca bianca, da cui si ricava l’omonimo vino, importato dalla Tessaglia dai colonizzatori Greci, che abbandonarono le loro terre per una grave crisi dell’agricoltura e occuparono prima le coste della Calabria nell’VIII secolo e poi quelle napoletane. Il vitigno fu inizialmente coltivato sulle pendici del Vesuvio e nell’attuale comune di “Tufo”, in provincia di Avellino, così chiamato per la presenza della roccia vulcanica del tufo. Da qui il nome del vino “Greco di Tufo”.

2. Aminea Gemina

Appena giunto in Italia, il “Greco” era denominato “Aminea Gemina”. “Aminea” fa riferimento al popolo greco degli “Aminei”, provenienti dalla Tessaglia e importatori di questo vitigno; mentre “Gemina” sta per “gemella” proprio perché una delle caratteristiche di questo vitigno è quella di produrre spesso grappoli doppi. Solo una volta affermatasi la sua coltivazione, le popolazioni locali decisero di modificarne il nome in “Vino Greco”.

3. Il Vino degli Scrittori

Catone, Plinio il Vecchio, Columella e Virgilio furono grandi sostenitori del “Vino Greco”, elogiandolo come una delle più importanti e prestigiose produzioni vinicole italiane. Questi importanti scrittori ci hanno tramandato una serie di curiosità sul vino e sul vitigno. Plinio Il Vecchio, ad esempio, sottolineava il grande valore che veniva riconosciuto al Greco: “il vino Greco era così pregiato, che nei banchetti veniva versato solo una volta”. Columella, invece, lodava le capacità produttive di questo vitigno: “da un pergolato si possono ottenere circa cinquanta litri di vino”.

4. Greco di Tufo= Greco + Coda di Volpe Bianca

Al Greco di Tufo è stata attribuita la Denominazione di Origine Controllata (DOC) nel 1970 e nel 2003 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG). Stando al suo disciplinare, questo vino può essere ricavato da uve “Greco” per un minimo dell’85% e da uve “Coda di Volpe Bianca” per un massimo del 75%. La “Coda di Volpe Bianca” è un altro vitigno a bacca bianca della zona, che prende il nome dalla particolare forma del suo grappolo, che ricorda appunto la coda di una volpe.

5. Non solo a Tufo

Il Greco di Tufo viene prodotto in 8 comuni della provincia di Avellino, compresa la storica cittadina di Tufo che dà nome al vino:

- Altavilla Irpina
- Chianche
- Montefusco
- Prata di Principato Ultra
- Petruro Irpino
- Santa Paolina
- Torrioni
- Tufo


6. Greco di Tufo con le bollicine

Non tutti sanno che il Greco di Tufo può anche essere prodotto nella versione Spumante grazie alla rifermentazione in bottiglia tipica del cosiddetto metodo classico, dopo essere stato sottoposto ad un invecchiamento di almeno 36 mesi.

7. Un Bianco da Invecchiamento

Il Greco di Tufo è una delle poche varietà di vino bianco con un’elevata propensione all’invecchiamento e con grande capacità di resistere alle ingiurie del tempo restando giovane per diversi anni. C’è chi sostiene che la sua massima espressione si ottiene dopo 3 anni circa e chi, addirittura, ritiene che questo vino è in grado di invecchiare fino a 10 anni. Niente male per un bianco.

8. Caratteristiche Organolettiche

Colore: giallo paglierino più o meno intenso; odore: gradevole, fine, caratteristico; sapore: fresco, secco, armonico; sentori: agrumi, fiori di ginestra e mela.

Il disciplinare lascia poco spazio ad ulteriori interpretazioni: questo è l’identikit del “Greco di Tufo”.

9. Vino Pregiato e Selvaggio

Il Greco di Tufo è da sempre conosciuto come un vino particolarmente pregiato, rispettato per la sua storia, per la sua antica tradizione e per la capacità del suo vitigno di svilupparsi su terreni vulcanici, per molto tempo considerati troppo selvaggi per la vite. Pensate che la zona dell’Irpinia fu nominata così dai Romani, dal sabino “hirpus”, “lupo”, un animale selvaggio come i terreni dove coltivare il “Greco”.

10. Abbinamenti

Il Greco di Tufo è eccellente come aperitivo, soprattutto nella sua versione spumante. È indicato anche per piatti a base di pesce, frutti di mare, calamari, vongole, cozze; piatti di carne bianca e con la mozzarella di bufala.

Posted in: Cultura del vino
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