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​Vendemmia: storia e curiosità

By Luca Stroppa 21 agosto 2018

Vendemmia: storia e curiosità

Settembre è alla porte e per i viticoltori è un mese da segnare con l’evidenziatore: è convenzionalmente considerato quello della vendemmia, della raccolta dell’uva destinata alla produzione del vino. È dunque un momento chiave, decisivo per le sorti di qualsiasi azienda vinicola. In realtà, la vendemmia è molto di più, è un momento ricco di fascino e storia. Per secoli, è stata una cerimonia sociale di primaria importanza, un’occasione di aggregazione e condivisione, di festa e celebrazione. Oggi, buona parte di queste valenze rituali hanno attenuato la loro forza e importanza, ma non sono andate completamente perdute.

Storia della vendemmia

Le prime testimonianze della vendemmia risalgono addirittura al 10.000 a.C. nelle zone della Mezzaluna Fertile. Qui la raccolta dell’uva si inseriva in una vera e propria cerimonia religiosa di ringraziamento agli dei per i frutti riservati dalla terra all’uomo.

Nell’Antica Roma, il 19 agosto si celebrava la cosiddetta “Vinalia Rustica”: una festa in onore di Giove che dava ritualmente inizio alla vendemmia. L’uva era raccolta a mano con strumenti simili a coltelli, depositata in piccoli recipienti e poi riversata nelle “lacus vinaria”, delle vere e proprie vasche, dove veniva pigiata. Interessante il fatto che nei giorni della vendemmia tutte le altre attività erano sospese: l’intera famiglia o cerchia famigliare si riuniva per dedicarsi unicamente al lavoro nei campi. Da qui il carattere sociale e conviviale di questa attività, pensata anche per unire, per festeggiare e per trascorrere del tempo insieme.

Il momento della vendemmia conservò queste caratteristiche almeno fino alla metà del secolo scorso: sacralità dell’evento, spesso associato a Santi come ringraziamento per l’uva prodotta; e festività dell’evento, che diventava occasione di incontro, di lavoro e di festa appunto, tanto che tradizione voleva che una volta terminata l’attività di raccolta la famiglia si riunisse a cena per celebrare questa giornata.

Con l’introduzione di strumenti meccanici che agevolano e favoriscono la raccolta, il momento della vendemmia ha perduto parte del suo valore festivo e conviviale anche se diverse aziende continuano a raccogliere uva nel solco di questa usanza, consapevoli dell’opportunità sociale che si nasconde dietro a questa attività.

Quando e come la vendemmia

Settembre è convenzionalmente considerato il mese della vendemmia; in realtà, diversi fattori, quali la zona di produzione, il clima o il vino che si vuole ottenere ne influenzano il periodo d’inizio: nel nostro emisfero, ad esempio, si vendemmia da luglio fino a dicembre !

Anche le modalità di raccolta dell’uva sono molto variabili: alcune aziende infatti preferiscono evitare l’utilizzo di strumenti meccanici e raccolgono l’uova manualmente. I vantaggi? Una migliore selezione e una maggiore attenzione nei confronti del grappolo raccolto.

Curiosità sulla vendemmia

Ice Wine, vino di ghiaccio: qualcuno la vendemmia preferisce posticiparla a gennaio o nei mesi invernali per produrre un vino particolare, il vino di ghiaccio appunto, ottenuto dalla fermentazione di grappoli ghiacciati.

C’è anche chi preferisce dedicarsi alla raccolta di uva nelle ore buie: la vendemmia notturna infatti eviterebbe fermentazioni indesiderate e avrebbe un impatto ecologico positivo. In Italia, qualcuno ha già sperimentato questo metodo come a Donnafugata dove ormai è realtà.

Non manca infine una vendemmia a ritmo di musica: diverse aziende vitivinicole con raccolta manuale dei grappoli accompagnano il lavoro nei campi a tracce musicali rock. Pare, infatti, che ascoltare musica faccia sentire meno la fatica e incentivi il lavoro.

Posted in: Curiosità sul vino
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