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​Tipologie di cavatappi per vino

By Luca Stroppa 24 settembre 2018

Tipologie di cavatappi per vino

Il cavatappi è uno degli strumenti più importanti e più utilizzati dagli amanti del vino. A partire dal XVIII secolo, quando è stato brevettato, il cavatappi ha subito un’evoluzione impressionante tanto che oggi ne esistono numerose tipologie, sempre più pratiche e tecnologiche.

Storia del cavatappi

Il cavatappi nasce ufficialmente nel 1795, quando il reverendo Samuel Henshall ne ottenne il brevetto. Fino ad allora, il cavatappi era uno strumento a produzione limitata, ricercato soprattutto dalle famiglie appartenenti alle classi altolocate, e inteso come oggetto di lusso, da mostrare e non necessariamente da utilizzare. Infatti, inizialmente, le bottiglie di vino con il tappo in sughero erano pensate per essere consumate in poche ore, per cui il tappo veniva lasciato emergere dal collo della bottiglia per essere facilmente estraibile da chi intendeva consumare la bevanda. Con l’affermazione della produzione industriale in serie della bottiglia in vetro e con la necessità di una maggiore conservazione del vino, il tappo in sughero fu inserito completamente nel collo della bottiglia. Di conseguenza, il cavatappi diventò uno strumento indispensabile, anch’esso prodotto industrialmente in notevoli quantità.

Pare che l’invenzione del cavatappi sia riconducibile e ispirata ad uno strumento utilizzato in passato per rimuovere le palle di piombo incastrate nei cannoni o le pallottole incastrate nelle canne di pistole e fucili. Non è un caso allora che, nel 1680, un’armeria inglese, Messrs Holtzapffel di Charing Cross, cercò, senza successo, di brevettarlo.

Nomi e tipologie di cavatappi

Esistono numerose tipologie di cavatappi ma tre sono le più diffuse: il cavatappi a T, il cavatappi classico e il cavatappi professionale.

Cavatappi a T

Cavatappi a T

Prende il nome dalla forma del cavatappi che ricorda quello della lettera “T”. E’ stata la prima tipologia di cavatappi a presentarsi sul mercato e ancora oggi resiste nonostante l’introduzione di altre tipologie sicuramente più pratiche e confortevoli. Presenta una maniglia, solitamente in legno, con una spirale necessaria per agganciare il tappo in sughero.

Cavatappi classico

Cavatappi classico

È quello che solitamente possediamo tutti. È la tipologia più diffusa, con una spirale supportata da una struttura metallica e due braccia che ne consentono il movimento. Il cavatappi classico fu introdotto nel 1930, da Dominick Rosati, negli Stati Uniti, per facilitare l’apertura delle bottiglie. Il cavatappi a T, privo di braccia, richiedeva infatti uno sforzo fisico non indifferente. Quello classico invece è certamente meno faticoso da utilizzare.

Cavatappi professionale

Cavatappi professionale

È quello utilizzato da tutti i sommelier e dai camerieri. Presenta un manico lungo quanto la nostra mano da cui spunta una spirale con un doppio dente d’appoggio per agevolare l’estrazione del tappo.

Altre tipologie di cavatappi

Ovviamente le tipologie di cavatappi acquistabili sul mercato sono molto numerose e dalle forme estremamente variabili ma il principio di funzionamento è quello dei tre modelli principali. Si consideri, inoltre, che nel XIX secolo, prima della loro produzione industriale, i cavatappi erano commissionati dalle classi benestanti agli artigiani, i quali producevano strumenti per l’estrazione del tappo ognuno diverso dagli altri e dalla struttura multiforme. In ogni caso, negli ultimi anni si sono affermate altre due tipologie di cavatappi che rendono ancora meno faticoso il processo: il cavatappi meccanico, dotato di due braccia e una leva in grado di estrarre facilmente il tappe, e il cavatappi elettrico che riduce al minimo lo sforzo richiesto grazie ad una spirale attivabile con un semplice pulsante.

Posted in: Curiosità sul vino
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