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​Perché si dice "finire a tarallucci e vino"

By Luca Stroppa 03 gennaio 2020 2871 Views


Perché si dice "finire a tarallucci e vino"

“Finire a tarallucci e vino” è uno di quei modi di dire, assai diffusi nella nostra lingua, che nascondono un significato più ampio e complesso, rimandando ad una consuetudine tipica del passato. Oggi questa espressione ha assunto un significato metaforico ma qualche decennio fa offrire tarallucci e vino era un’abitudine tipica della tradizione contadina. Perché si offrivano tarallucci e vino e in quali occasioni? Scopriamolo insieme.

“Finire a tarallucci e vino”: significato letterale

I taralli o tarallucci sono dei biscotti originari della Puglia o della Campania ma tipici di tutta la zona centro-meridionale del nostro Paese. Si tratta di anelli di pasta cotti al forno con un impasto di farina, acqua, olio e sale a cui possono essere aggiunti altri ingredienti per arricchirli. Esistono infatti varianti dolci o salate dei taralli sulla base di ciò che si aggiunge all’impasto.

La loro origine è piuttosto controversa. C’è chi dice siano nati nel corso del Quattrocento tra i contadini pugliesi e chi data la loro nascita nel Settecento nei quartieri meno nobili di Napoli. Di certo i taralli sono una ricetta umile e povera, ricavata da ingredienti semplici e alla portata di tutti, spesso gustati in sostituzione del pane. Del resto, il nome stesso “taralli” deriva dal greco “daratos” che significa “una sorta di pane”.

I taralli venivano consumati durante il pasto nella loro variante salata e alla fine del pasto nella loro variante dolce, accompagnati da un bicchiere di vino. Rappresentavano dunque il simbolo della convivialità, il piatto della famiglia che si ritrovava a cena dopo una lunga giornata lavorativa. Accompagnavano momenti di ritrovo, di informalità e di spensieratezza.

Spesso i taralli venivano anche offerti agli ospiti o agli invitati con un calice di vino in segno di benvenuto. In altre parole, il padrone di casa, presentando all’ospite il piatto tipico del pasto in famiglia, utilizzava i taralli come forma di cordialità e di amicizia, instaurando un clima di serenità e di conciliazione.

“Finire a tarallucci e vino”: significato metaforico

Il detto “finire a tarallucci e vino” deriva proprio da questa usanza. Metaforicamente l’espressione è utilizzata per indicare una situazione, inizialmente complicata, o una lite o un diverbio che alla fine si concludono in maniera amichevole, in un clima sereno, proprio come quello generato dai tarallucci e dal vino offerti, un tempo, agli ospiti.

Questo modo di dire ha ultimamente assunto anche un’altra connotazione, più negativa e meno accomodante. Soprattutto in ambito giornalistico, il detto “finire a tarallucci e vino” è sempre più spesso utilizzato per indicare accordi politici presi sottobanco o il compromesso raggiunto tra due parti politiche, apparentemente distanti e inconciliabili, solo per salvaguardare interessi personali e non pubblici. Un significato, quest’ultimo, ben distante dal clima di onesta accoglienza riservata dal padrone di casa agli ospiti servendo appunto “tarallucci e vino”.

Cari giornalisti fate dunque attenzione a come utilizzate questa espressione e alle connotazioni che nasconde.

Posted in: Curiosità sul vino
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