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​Notizie sul vino: 60 anni di storia per la Vernaccia di San Gimignano, prima DOC d’Italia

By Luca Stroppa 06 marzo 2026 102 Views

Le principali notizie sul vino dell’ultima settimana (28 febbraio - 6 marzo 2026). Riguardano il vino italiano e non solo. Sono quelle più interessanti, più dibattute, più curiose e più riprese dai migliori Blog e siti sul vino.

Leggi quanto segue per restare informato. Buona lettura.

Le ultime notizie sul vino

Il riepilogo settimanale di Wineshop.it sulle principali notizie dal mondo del vino si apre con i festeggiamenti per i 60 anni della DOC Vernaccia di San Gimignano. Seguono aggiornamenti da altre due importanti DOC italiane, Garda e Soave, mentre a livello internazionale arriva il via libera all’accordo provvisorio UE-Mercosur. Infine, spazio ai dati più recenti sull’export di vino italiano e alle opportunità offerte dai nuovi mercati.

Notizie sul vino: 60 anni di storia per la Vernaccia di San Gimignano, prima DOC d’Italia

1️⃣ La DOC Vernaccia di San Gimignano compie 60 anni: fu la prima in Italia

Lo scorso 3 marzo, nella Sala Dante del Palazzo Comunale di San Gimignano, si è svolto il convegno "Vernaccia di San Gimignano: le radici del futuro", un appuntamento dedicato alla celebrazione dei 60 anni della Vernaccia di San Gimignano DOC, ma anche un momento di confronto sulle prospettive future di uno dei vini più rappresentativi della tradizione enologica toscana.

Era infatti il 3 marzo 1966 quando la Vernaccia di San Gimignano ottenne ufficialmente la Denominazione di Origine Controllata (DOC), diventando la prima DOC riconosciuta in Italia e aprendo la strada al sistema delle denominazioni che oggi tutela e valorizza i vini italiani nel mondo.

Il 2026 rappresenta inoltre un altro importante anniversario: ricorrono infatti 750 anni dalla prima documentazione storica, datata 1276, che ne attesta la produzione e il commercio. Un dato che conferma quanto profonde siano le radici di questo vino nella storia del territorio di San Gimignano, da secoli punto di riferimento per la viticoltura locale e simbolo dell’identità agricola e culturale della zona.

Il convegno ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, studiosi ed esperti del settore vitivinicolo. Nel corso degli interventi sono stati affrontati diversi temi cruciali per il futuro della denominazione: la competitività sui mercati globali, le sfide legate alla sostenibilità ambientale, l’innovazione e la digitalizzazione, oltre alla promozione di modelli di consumo sempre più consapevoli e responsabili.

Ampio spazio è stato dedicato anche all’analisi dei cambiamenti del mercato del vino, che negli ultimi decenni hanno trasformato profondamente il settore, modificando gusti, abitudini dei consumatori e strategie di comunicazione. Infine, durante l’incontro sono state presentate le prime anticipazioni di una ricerca realizzata da Doxa, promossa dal Consorzio, con l’obiettivo di analizzare la percezione del pubblico nei confronti della Vernaccia di San Gimignano. Lo studio mira a delineare un quadro dell’immagine di questo vino sul mercato per individuare strumenti e strategie efficaci per rafforzarne la riconoscibilità e il posizionamento, sia in Italia sia sui mercati internazionali.

2️⃣ Garda DOC all’esordio a ProWein 2026 con i primi vini low-alcol per una DOC italiana

Il Consorzio Garda DOC ha annunciato la propria partecipazione a ProWein 2026, una delle più importanti fiere internazionali dedicate al mondo del vino, in programma a Düsseldorf, in Germania, dal 15 al 17 marzo. Si tratta di un debutto significativo per il Consorzio lombardo, che per la prima volta prenderà parte alla manifestazione con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza nel principale mercato per i vini della denominazione, la Germania, e più in generale di consolidare il percorso di internazionalizzazione della DOC.

Questa edizione sarà storica anche per un altro motivo: sarà infatti la prima occasione in cui il Consorzio presenterà ufficialmente i propri vini a bassa gradazione alcolica, una novità destinata a segnare un passaggio importante per la denominazione. Il Garda DOC è infatti la prima DOC italiana ad aver introdotto nel proprio disciplinare i vini low-alcol. Una scelta che guarda con attenzione all’evoluzione dei consumi e alle nuove tendenze internazionali, sempre più orientate verso vini con una gradazione alcolica contenuta.

La partecipazione a ProWein arriva inoltre in un momento particolarmente positivo per la denominazione, che continua a registrare segnali di crescita. Nel 2025, infatti, gli imbottigliamenti hanno segnato un incremento del 20%, confermando il buon andamento del Garda DOC e il crescente interesse dei mercati per i vini dell’area gardesana.

Notizie sul vino: 60 anni di storia per la Vernaccia di San Gimignano, prima DOC d’Italia

3️⃣ Soave DOC accelera sull’export, mentre crescono gli imbottigliamenti (+3%) e calano le giacenze (-8%)

Nel frattempo, anche il Consorzio della DOC Soave, reduce dalla partecipazione a Wine Paris, ha annunciato la propria presenza alle prossime importanti manifestazioni internazionali del settore, a partire da ProWein, per poi proseguire con Vinitaly. Una strategia che si inserisce in un più ampio percorso di internazionalizzazione, ormai condiviso da molte denominazioni italiane, con l’obiettivo di aprire nuovi sbocchi commerciali e, allo stesso tempo, consolidare quelli già strategici.

Tra i mercati di riferimento per la DOC Soave figurano in particolare la Germania, il Regno Unito e il Nord Europa. Parallelamente, il Consorzio guarda anche a nuove opportunità di sviluppo oltreoceano. Nei prossimi mesi, infatti, l’attenzione sarà rivolta in modo particolare al Canada, e soprattutto al Québec, che rappresenta la principale regione canadese per importazione e consumo di vino. Si tratta di un mercato particolarmente interessante per il Soave, dal momento che i consumatori locali mostrano una spiccata preferenza per vini bianchi freschi e leggeri.

Nel frattempo arrivano segnali molto incoraggianti anche dal punto di vista produttivo e commerciale. Alla fine di dicembre 2025 gli imbottigliamenti hanno registrato una crescita del 3%, un dato positivo che conferma la solidità della domanda. Ancora più significativo è però il dato relativo alle giacenze, che nel corso del 2025 hanno segnato un calo netto dell’8%, un risultato in controtendenza rispetto a quanto registrato da molte altre denominazioni italiane.

Questa diminuzione delle scorte rappresenta un indicatore particolarmente rilevante: il -8% suggerisce infatti che la DOC Soave sta raggiungendo un equilibrio molto virtuoso tra domanda e offerta, segnale di una gestione attenta del mercato e di un posizionamento sempre più solido sia in Italia sia sui mercati internazionali.

4️⃣ Accordo Unione Europea-Mercosur, sì provvisorio: soddisfazione nel settore vinicolo

L’annuncio della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, relativo al via libera provvisorio all’accordo tra Unione Europea e Mercosur è stato accolto con favore da parte del settore vitivinicolo italiano. L’intesa commerciale, che mira a creare una vasta area di libero scambio tra l’UE e il blocco sudamericano composto da Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, rappresenta infatti un passo significativo per creare nuove opportunità tra i due mercati.

Il via libera temporaneo riguarda, per il momento, i Paesi che hanno già ratificato l’accordo, ovvero Uruguay e Argentina, ai quali nelle ultime ore si è aggiunto anche il Brasile. L’intesa resta comunque in attesa del pronunciamento definitivo della Corte di Giustizia dell’Unione europea, passaggio necessario affinché l’accordo possa entrare pienamente in vigore.

La notizia è stata accolta con soddisfazione da alcune delle principali organizzazioni rappresentative del settore vitivinicolo italiano, in particolare Federvini e Unione Italiana Vini (UIV). Secondo le associazioni di categoria, l’accordo potrebbe rappresentare un’importante opportunità per il vino italiano, aprendo nuovi spazi commerciali in un’area del mondo che finora secondaria per le esportazioni del nostro Paese.

Il mercato sudamericano, infatti, presenta potenzialità significative, con oltre 250 milioni di potenziali consumatori. In questo contesto, la progressiva liberalizzazione degli scambi e la riduzione delle barriere commerciali potrebbero favorire una maggiore presenza delle etichette italiane.

Uno degli aspetti più rilevanti dell’accordo riguarda proprio l’eliminazione delle tariffe doganali sui prodotti europei esportati nei Paesi del Mercosur. Attualmente, infatti, il vino proveniente dall’Europa è soggetto a dazi che ne penalizzano fortemente la competitività. In Brasile, ad esempio, i vini fermi europei possono subire dazi complessivi che arrivano fino al 27%, mentre per gli spumanti le tariffe possono raggiungere anche il 35%.

Notizie sul vino: 60 anni di storia per la Vernaccia di San Gimignano, prima DOC d’Italia

5️⃣ USA, Cina e UK frenano l’export del vino italiano: nuovi scenari tra Mercosur, Est Europa e Sud-Est asiatico

Nomisma, attraverso Wine Monitor, il proprio osservatorio sul mercato del vino, ha pubblicato lo scorso 4 marzo gli ultimi dati sulle esportazioni di vino italiano nel 2025.

Come prevedibile, il mercato degli Stati Uniti è stato fortemente penalizzato dai dazi, chiudendo l’anno con un -12% a valore. Secondo l’istituto di ricerca, il danno economico sarebbe stato ancora più significativo se i produttori non si fossero fatti carico di una parte dei dazi, riducendo di fatto i propri margini di profitto.

Anche, e soprattutto, per questo motivo, negli ultimi mesi si stanno moltiplicando le attività di promozione e valorizzazione dei vini italiani in altri e nuovi mercati, nel tentativo di compensare le perdite registrate negli Stati Uniti.

Tuttavia, i dati che arrivano da altri mercati chiave non sono particolarmente incoraggianti. Ad esempio, la Cina ha fatto registrare un -15% a valore nel 2025. In calo anche l’altro grande mercato asiatico, il Giappone. Non va meglio nel Regno Unito, che segna un -6% a valore, mentre anche la Svizzera mostra un andamento negativo.

Segnali più incoraggianti arrivano invece dal Sud America, dove l’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur potrebbe rappresentare un ulteriore trampolino di lancio per il vino italiano. Mentre tra i mercati in ascesa che, in prospettiva, potrebbero diventare particolarmente ricettivi vengono segnalati:

Polonia

Repubblica Ceca

Vietnam

Thailandia

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