Perché non esistono bottiglie di vino da 1 litro?
Come accade spesso sul nostro Blog sul vino, rispondiamo alle domande che ci inviate tramite i nostri canali social o via e-mail.
Negli ultimi giorni ne abbiamo ricevuta una particolarmente interessante, la cui risposta è tutt’altro che scontata: Perché non esistono bottiglie di vino da 1 litro?
In effetti, nelle varie enoteche fisiche o nelle enoteche online sembra quasi che il formato da 1 litro non esista. Ma è davvero così? E se non lo vediamo quasi mai, qual è il motivo?
Si tratta di una scelta legata alla legge? Alla tradizione? Oppure a ragioni commerciali e pratiche?
Nel nostro articolo facciamo chiarezza su questo tema e ti sveliamo qualcosa che (forse) non sapevi sul formato delle bottiglie di vino.
Bottiglie di vino da 1 litro: esistono o non esistono?
È una domanda che incuriosisce molti appassionati: le bottiglie di vino da 1 litro esistono davvero oppure no?
Osservando gli scaffali delle enoteche fisiche o delle enoteche online, il formato dominante è senza dubbio quello da 750 ml (75 cl). Le bottiglie da 1 litro sembrano quasi introvabili, tanto che qualcuno pensa addirittura che non siano consentite dalla legge.
Ma la realtà è ben diversa.
Le bottiglie da 1 litro esistono e sono perfettamente legali.
Non si tratta di un formato vietato o fuori norma.
La normativa europea sulle quantità nominali dei prodotti preconfezionati (Direttiva 2007/45/CE) include infatti anche il formato da 1 litro tra quelli ammessi per il vino, con l’unica eccezione dei vini spumanti, per i quali il litro non è previsto tra le capacità consentite.
Eppure, pur essendo legali, le bottiglie da 1 litro sono molto rare nel mercato del vino.
Le bottiglie di vino da 1 litro sono legali in Italia?
Questa è un’altra domanda molto frequente. Dopo quello che abbiamo scritto, possiamo dire che: sì, le bottiglie di vino da 1 litro sono perfettamente legali anche in Italia. L’Italia, come Stato membro dell’UE, si adegua alle sue disposizioni.
Per quanto riguarda le denominazioni di origine (DOC, DOCG, IGT), i singoli disciplinari possono solo prevedere regole specifiche più restrittive sui formati consentiti. Tuttavia, il formato da 1 litro è quasi sempre incluso tra quelli ammessi.
In sintesi: il litro è consentito anche in Italia, ma viene utilizzato molto meno rispetto al formato standard da 75 cl, che domina il mercato.
Perché le bottiglie di vino sono da 75 cl?
A questo punto ti starai, giustamente, chiedendo perché la maggior parte delle bottiglie di vino è da 750 ml (75 cl) e non da 1 litro?
Il formato da 75 cl è oggi lo standard internazionale del vino, ma la sua origine non ha un’unica spiegazione, certa e indiscutibile. Nel tempo sono nate diverse teorie che insieme aiutano a comprendere come si sia affermata questa misura.
Le ipotesi più accreditate sono:
• 75 cl come limite per i soffiatori di vetro
Tra le spiegazioni più suggestive sull’origine della bottiglia da 75 cl c’è quella legata all’arte dei vetrai.
Prima dell’avvento dei macchinari industriali, le bottiglie venivano create a mano attraverso la tecnica della soffiatura del vetro fuso. La dimensione del contenitore non era stabilita da uno standard preciso, ma dipendeva in larga parte dalla forza e dalla capacità respiratoria dell’artigiano.
Con un’unica soffiata, i maestri vetrai riuscivano generalmente a ottenere bottiglie con una capienza compresa tra circa 65 e 75 centilitri. Superare quella soglia risultava complesso. È quindi possibile che, per ragioni di uniformità produttiva, si sia progressivamente adottata la misura più ampia realizzabile dai soffiatori di vetro: i 75 cl.
Non esistono documenti che confermino in modo definitivo questa teoria, ma è credibile che i limiti tecnici dell’epoca abbiano avuto un ruolo nell’affermazione di questo formato.
• 75 cl per adeguarsi agli standard commerciali dell’Inghilterra
Un’altra spiegazione molto credibile sull’origine della bottiglia da 75 cl riguarda il commercio storico con il Regno Unito, che in passato era il principale mercato per il vino europeo.
Gli inglesi utilizzavano il gallone imperiale come unità di misura dei liquidi, pari a circa 4,5 litri. Per facilitare il commercio e semplificare il calcolo dei volumi e dei costi, si cercò un formato di bottiglia che si adattasse facilmente a multipli tondi di questa unità.
Così nacque l’idea di organizzare il vino in casse da 6 o 12 bottiglie, in modo che il volume totale corrispondesse a uno o due galloni:
• 6 bottiglie da 0,75 L sono circa 4,5 litri (1 gallone)
• 12 bottiglie da 0,75 L sono circa 9 litri (2 galloni)
In questo modo, ogni cassa conteneva un volume “tondo”, perfetto per il trasporto, la vendita e la contabilità.
Il formato da 75 cl delle bottiglie nacque quindi come soluzione pratica alle esigenze del mercato inglese, e col tempo divenne lo standard internazionale. E anche oggi il vino è spesso venduto in casse/cartoni da 6 o 12 bottiglie ...
• 75 cl per facilitare i calcoli degli osti
Un’altra ipotesi sull’origine della bottiglia da 75 cl riguarda le esigenze pratiche delle osterie tradizionali.
Secondo questa teoria, il formato da 75 cl fu scelto perché si adattava perfettamente alla quantità di vino servita nei bicchieri tipici dell’osteria, che avevano una capienza di circa 125 ml.
Con una bottiglia da 75 cl, era possibile ottenere 6 bicchieri pieni, un numero semplice da calcolare per gli osti. Questo permetteva di:
• stimare rapidamente quante bottiglie aprire in base ai clienti presenti
• evitare sprechi e bottiglie aperte inutilmente
• servire in modo uniforme e proporzionato, seguendo le abitudini locali
In alcune zone, il numero 6 corrispondeva anche al massimo di bicchieri che si servivano a tavola senza aprire una seconda bottiglia, rendendo la misura estremamente pratica e funzionale.
• 75 cl per una questione di peso e praticità
Un’ultima ipotesi sull’origine della bottiglia da 75 cl riguarda il peso complessivo della bottiglia piena.
Secondo questa teoria, si scelse un formato che, una volta riempito di vino, arrivasse a circa 1 chilogrammo, un peso considerato ideale per la maggior parte delle bottiglie. Questo equilibrio tra vetro e vino garantiva:
• facilità di trasporto e movimentazione
• uniformità per il commercio
Il formato da 75 cl, riempito di vino, permetteva di raggiungere grosso modo il chilogrammo di peso.
Oggi il peso delle bottiglie varia molto in base al tipo di vetro e al design, ma per secoli il chilogrammo circa è stato uno standard, contribuendo a rendere il formato da 75 cl così diffuso e duraturo.
È difficile stabilire quale teoria sia quella definitiva. Più verosimilmente, il formato da 75 cl si è imposto grazie alla combinazione di tutti questi fattori.
Ecco perché le bottiglie di vino da 1 litro sono così rare!
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