Swipe to the right

​Perché i piloti festeggiano con il vino al termine di una gara

By Luca Stroppa 27 settembre 2019

Perché i piloti festeggiano con il vino al termine di una gara

Il momento della premiazione successiva ad una gara automobilistica o motociclistica è sempre elettrizzante: l’emozione dell’inno nazionale del pilota e quello della scuderia di appartenenza, l’assegnazione delle coppe e l’acclamazione del pubblico ai piedi del podio. Al termine di questo rituale, il pilota impugna una bottiglia di spumante o champagne e scatena le bollicine rinchiuse al suo interno, bagnando i rivali sul podio e il pubblico presente. Che significato ha questa usanza? Dove nasce e perché si usano le bollicine? Scopriamolo insieme.

Diciamo subito che questo rituale è una prerogativa esclusiva, o quasi, delle gare automobilistiche e motociclistiche. Nel nuoto, nella pallavolo, nel calcio, nel basket e in qualsiasi altro sport, con la parziale eccezione del ciclismo, difficilmente vedrai l’atleta festeggiare lavando chi si trova nei paraggi del podio. È dunque nel motociclismo e nell’automobilismo che questa usanza è radicata. Ed è in questo contesto che è nata.

Una questione di marketing e sponsorizzazioni diranno in molti. Sì, rispondiamo noi, ma la faccenda è decisamente più complessa. L’introduzione del rituale fu, infatti, il frutto di un’iniziativa personale e non imposta da qualche produttore. Solo una volta che questa pratica si è diffusa nel mondo delle due e delle quattro ruote, le cantine, ma solo quelle che se lo potevano permettere, cominciarono ad invadere questo rituale.

Ma andiamo per ordine.

Tutto ebbe inizio nel 1950, a Reims dove si corse il Gran Premio di Francia. Il fortissimo pilota argentino Juan Manuel Fangio si aggiudicò una gara tiratissima e davvero emozionante, mettendosi alle spalle due grandi piloti italiani, Nino Farina e Luigi Fagioli. Il proprietario di una nota cantina francese di champagne, rimasto estasiato dallo spettacolo offerto dai piloti, ordinò ad un suo aiutante di andare a prendere una bottiglia da regalare al vincitore, in segno di gratitudine per la bella gara. Fangio ringraziò dell’omaggio e, da grande signore, decise di brindare sul podio con i due rivali. Il vino fece così la sua prima comparsa sul podio di una gara automobilistica.

Il brindisi, almeno fino alla seconda metà degli anni ’60, diventò una consuetudine. La più importante cantina francese di champagne decise di puntare sulla F1 e, ispirandosi al gesto di Fangio, sponsorizzò il rituale: dopo l’assegnazione delle coppe, i piloti presenti sul podio avrebbero dovuto brindare con una bottiglia del produttore.

Il primo bagno di bollicine si registra solo nel 1966, sempre in Francia e sempre in una competizione automobilistica: la prestigiosa 24 ore di Le Mans. Lo svizzero Jo Siffert, dopo aver conquistato una speciale classifica della gara, ebbe in regalo la solita bottiglia di vino, probabilmente un po’ troppo calda e pericolosamente agitata qualche istante prima. Sta di fatto che Siffert fece letteralmente esplodere il tappo, lavando il pubblico ai piedi del podio.

Ti aspetteresti una reazione infastidita delle persone accorse ai festeggiamenti e invece … E invece pare che il pubblico gradì, tanto che Siffert non interruppe la fuoriuscita di tanto ben di Dio, continuando ad innaffiare chi si trovava nei paraggi. L’episodio non passò inosservato tra i piloti, soprattutto perché notarono quanto il pubblico fosse stato coinvolto dalla trovata del pilota svizzero.

Nel 1967, Dan Gurney, sempre in occasione della 24 ore di Le Mans, decise di riproporre, questa volta volontariamente, l’episodio dell’anno prima. Agitò la bottiglia di champagne e inondò il pubblico e il resto dei piloti, tra l’entusiasmo generale.

A questo punto, diverse cantine francesi e italiane decisero di invadere il rituale della premiazione nelle gare automobilistiche, intravedendo un possibile ed efficace mezzo pubblicitario. Da quel momento, “il bagno di bollicine” è diventato parte fissa delle celebrazioni, a suon di milioni di dollari versati nelle casse della F1, della MotoGp e di tutte le altre organizzazioni automobilistiche o motociclistiche.

Posted in: Curiosità sul vino
  Loading...