Notizie sul vino: Sommelier italiano entra nella storia, 96 bottiglie sciabolate in un minuto
Le principali notizie sul vino dell’ultima settimana (23 maggio - 29 maggio 2026). Riguardano il vino italiano e non solo. Sono quelle più interessanti, più dibattute, più curiose e più riprese dai migliori Blog e siti sul vino.
Leggi quanto segue per restare informato. Buona lettura.
Le ultime notizie sul vino
Il riepilogo settimanale di Wineshop.it sulle principali notizie dal mondo del vino si apre con un traguardo da record: un sommelier italiano protagonista di un primato mondiale. Si prosegue poi con un evento senza precedenti per i vini dealcolati in Italia, che segna una svolta significativa nel settore.
Spazio anche a una novità rilevante dalla DOC Lugana, segnale della continua evoluzione e dinamicità della Denominazione, insieme ad alcuni aggiornamenti interessanti sul fronte dell’export dei vini italiani.
In chiusura, una notizia clamorosa proveniente dalla Francia.
1️⃣ Sommelier italiano sciabola 96 bottiglie in 60 secondi e batte ogni record
Si chiama Mirko Rainer ed è un noto sommelier dell’Alto Adige, molto apprezzato anche dagli addetti ai lavori. Nel mondo del vino è conosciuto anche come il più grande interprete dell’arte del sabrage, la spettacolare tecnica di apertura delle bottiglie di spumante e champagne tramite sciabola, che prevede un colpo netto sul collo della bottiglia per rompere il vetro e far saltare il tappo insieme alla parte superiore.
A dimostrazione della sua abilità, nei giorni scorsi Rainer ha stabilito un nuovo primato, riuscendo a sciabolare ben 96 bottiglie in soli 60 secondi. Si tratta del nuovo record mondiale di bottiglie aperte con la sciabola in un minuto, un’impresa che ha attirato grande attenzione nel settore e non solo.
Il precedente record era sempre detenuto da Rainer, ma con un risultato inferiore: 68 bottiglie sciabolate in 60 secondi, registrato nel 2023. Un miglioramento netto che conferma la sua continua ricerca di velocità e precisione in una disciplina tanto scenografica quanto tecnica. Ma la competizione non è affatto chiusa. Tra i possibili rivali spicca l’americano Ashrita Furman che sarebbe già al lavoro per superare il nuovo primato.
2️⃣ Svolta epocale in Italia: il primo impianto per il vino senza alcol è già operativo in Veneto
Come annunciato dall’ANSA, in Veneto è stato attivato il primo impianto autorizzato in Italia per la dealcolazione dei vini.
Si tratta di una prima volta storica per il settore vitivinicolo nazionale, arrivata al termine di un lungo iter normativo e burocratico che ha rallentato l’ingresso dell’Italia in un comparto già ampiamente sviluppato in altri Paesi europei. Il ritardo è stato legato principalmente alla necessità di definire un quadro regolatorio chiaro e condiviso, in particolare per distinguere in modo preciso i vini dealcolati dai prodotti a denominazione tutelata e per adeguare le pratiche enologiche consentite.
Protagonista dell’iniziativa è il CE.VI.V. di Susegana, in provincia di Treviso, in collaborazione con Omnia Technologies e sotto la direzione tecnica dell’enologo Bernardo Piazza, affiancato dal Dipartimento di Enologia dell’Università degli Studi di Padova.
Lo stabilimento, situato all’interno del polo produttivo dell’azienda, rappresenta una novità assoluta per il Paese: si tratta infatti del primo impianto operativo in Italia dedicato a questa tipologia di lavorazione. Con una capacità produttiva superiore ai 7 milioni di bottiglie all’anno, si colloca già tra le realtà più rilevanti a livello europeo in questo specifico comparto.
Con questo impianto, il Veneto si conferma ancora una volta regione pioniera dell’innovazione enologica, aprendo la strada a un nuovo segmento di mercato che appare destinato a una domanda in crescita significativa.
3️⃣ Il Lugana lancia il Gruppo Giovani del Consorzio per lo sviluppo della Denominazione: un’iniziativa unica in Italia
Il Consorzio Lugana DOC si conferma uno dei soggetti più dinamici e proattivi del panorama vitivinicolo italiano. È di queste ore l’annuncio di un’iniziativa che testimonia la volontà della Denominazione di rimanere saldamente al passo con i tempi e di investire sul proprio futuro: la nascita del Gruppo Giovani del Consorzio.
Il nuovo gruppo sarà composto da under 40 attivi nelle diverse aziende produttrici e avrà il compito di accompagnare e interpretare l’evoluzione della Denominazione, contribuendo a rafforzarne la visione strategica. Attraverso un confronto continuo, i giovani membri saranno chiamati a leggere i nuovi trend di consumo, a sviluppare approcci più efficaci sul piano comunicativo e a dialogare con altre realtà del settore, favorendo così la costruzione di nuove relazioni di mercato e la crescita e sviluppo della DOC.
L’iniziativa non si limita alla creazione di una rete interna, ma punta in modo concreto alla formazione delle future figure di riferimento del Consorzio, con l’obiettivo di rendere la Denominazione sempre più consapevole, competitiva e capace di innovare senza perdere il legame con la propria identità territoriale.
4️⃣ Spiragli di crescita in alcune aree per l’export extra-UE del vino italiano, ma il 2026 parte ancora in negativo
Lo scorso 27 maggio, l’UIV ha pubblicato l’aggiornamento sull’andamento del vino italiano nei mercati extra-UE nei primi tre mesi del 2026. Il quadro mostra segnali di lieve ripresa, soprattutto grazie al mese di marzo, che chiude a -2,3% a valore ma con un incoraggiante +3,9% a volume.
Nel complesso, però, il trimestre resta negativo, con le esportazioni di vino italiano che segnano un -11% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che conferma come la ripartenza del settore sia ancora fragile e non uniforme tra i diversi mercati.
Gran parte di questa dinamica è influenzata dalla situazione negli Stati Uniti. Il primo trimestre si chiude infatti con un pesante -20,5% negli USA, ma il dato va letto con attenzione: nel corso del 2025 si era registrata una forte corsa agli acquisti da parte degli importatori americani, che avevano anticipato gli ordini per timore dell’introduzione di nuovi dazi. Questo effetto “scorte anticipate” ha inevitabilmente gonfiato la domanda precedente, rendendo oggi il confronto più penalizzante e non troppo “realistico”.
Nonostante questo quadro ancora complesso, l’UIV segnala alcune aree in crescita che stanno sostenendo il settore. In particolare, si distinguono quattro mercati in netta espansione della domanda: Russia, Cina, Brasile e Messico, che mostrano segnali di vivacità e stanno contribuendo a riequilibrare, almeno in parte, la performance complessiva dell’export italiano.
5️⃣ Clamoroso in Francia: nel 2025, il vino ha perso il trono, la birra è la nuova regina
Infine, una notizia curiosa e per certi versi simbolica arriva dalla Francia, da sempre considerata una delle patrie storiche del vino. Secondo quanto riportato da Federvini, nel 2025 si sarebbe verificato un sorpasso inedito nell’era moderna: per la prima volta i consumi di birra avrebbero superato quelli di vino.
Nel dettaglio, il consumo di vino si sarebbe attestato intorno ai 22 milioni di ettolitri, mentre quello di birra avrebbe raggiunto i 22,1 milioni di ettolitri, segnando così uno scarto minimo ma significativo.
Le ragioni di questo possibile cambio di equilibrio sono molteplici e rimandano a cambiamenti più ampi nelle abitudini di consumo. La birra, negli ultimi anni, ha infatti registrato una forte crescita di popolarità, trainata soprattutto dall’esplosione del fenomeno della produzione artigianale, che ha contribuito ad arricchirne l’offerta con una grande varietà di stili e a migliorarne la percezione qualitativa. A ciò si aggiungono prezzi mediamente più contenuti rispetto al vino e un’immagine sempre più “sociale”, particolarmente attrattiva per le fasce più giovani.
Il vino, dal canto suo, deve confrontarsi con diverse criticità: dalle tensioni legate ai dazi nei mercati internazionali, agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici sulla produzione, fino a una progressiva contrazione della domanda interna. Quest’ultimo aspetto riguarda soprattutto le generazioni più giovani, che tendono a orientarsi verso bevande percepite come più immediate, versatili e meno vincolate a contesti tradizionali.
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