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​​Notizie sul vino: Il relitto con 300 anfore ritrovato in Calabria potrebbe svelare i segreti del vino nella Magna Grecia

By Luca Stroppa 17 luglio 2026 151 Views

Le principali notizie sul vino dell’ultima settimana (11 luglio - 17 luglio 2026). Riguardano il vino italiano e non solo. Sono quelle più interessanti, più dibattute, più curiose e più riprese dai migliori Blog e siti sul vino.

Leggi quanto segue per restare informato. Buona lettura.

Le ultime notizie sul vino

Il riepilogo settimanale di Wineshop.it sulle principali notizie dal mondo del vino si apre con i primi risultati del ritrovamento di un relitto con oltre 300 anfore in Calabria che fornirà nuove informazioni sulla produzione, il commercio e la cultura del vino ai tempi della Magna Grecia.

Spazio poi all’Aceto Balsamico di Modena, che potrebbe aiutare il settore vinicolo in questa fase difficile, come sbocco per vino e uve da vino.

Il focus si sposta quindi sulla DOC Maremma Toscana, attiva sul tema degli interventi per contenere il potenziale produttivo, e sulle previsioni per la vendemmia 2026 dell’Alta Langa DOCG.

A chiudere, uno sguardo all’Europa: l’UE ha inserito il vino nell’elenco di prodotti da escludere dai dazi USA.

Notizie sul vino: Il relitto con 300 anfore ritrovato in Calabria potrebbe svelare i segreti del vino nella Magna Grecia

1️⃣ Il relitto con 300 anfore e una storia lunga 2.400 anni ritrovato in Calabria potrebbe dirci molto sul vino nella Magna Grecia

Un’importante scoperta archeologica è riemersa dai fondali del Mar Ionio durante le attività di studio condotte in vista della possibile realizzazione di un parco eolico installato in mare al largo delle coste calabresi. Individuato già nel 2023 nel corso delle indagini preliminari, il relitto è tornato recentemente sotto i riflettori dopo la diffusione dei primi risultati delle ricerche archeologiche e l’avvio del progetto dedicato al suo recupero e alla sua valorizzazione.

Dopo l’individuazione del relitto sono state necessarie diverse fasi di lavoro, tra cui le verifiche archeologiche e scientifiche per confermare l’età del relitto e il valore del carico; l’analisi dei fondali e dei reperti per comprenderne il significato storico, con relative procedure di tutela e ridefinizione del progetto eolico.

La nave custodiva un carico di oltre 300 anfore, risalenti a un periodo compreso tra il V e il IV secolo a.C., che rappresentano una preziosa testimonianza del passato del Mediterraneo. In particolare, ulteriori approfondimenti potranno fornire informazioni su:

il commercio del vino antico

le tecniche produttive e la diffusione del vino nella Magna Grecia

le rotte commerciali della Magna Grecia

i rapporti economici tra le città del Mediterraneo

Dopo l’identificazione del sito e considerata la sua rilevanza storica e archeologica, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia (SABAP-RC-VV) ha avviato un progetto specifico per lo studio, il recupero, la conservazione e la valorizzazione del relitto e del suo carico. L’intervento è interamente finanziato dal Ministero della Cultura, che sostiene tutte le attività di ricerca e tutela del patrimonio sommerso.

Parallelamente, ACCIONA Energía, società internazionale specializzata nelle energie rinnovabili che cura il progetto eolico, ha aggiornato la progettazione preliminare dell’impianto per garantire la protezione del sito archeologico. Il progetto è stato infatti modificato evitando l’area interessata dal relitto.

2️⃣ E se una delle soluzioni alle eccedenze di vino fosse l'Aceto Balsamico di Modena? Sì, ma va tutelato

Quando si parla di sovrapproduzione nel comparto vitivinicolo, raramente si prende in considerazione il contributo dell'Aceto Balsamico di Modena IGP. Eppure questa eccellenza del Made in Italy rappresenta uno sbocco strategico per uva da vino e vino: ogni anno, infatti, la sua produzione richiede oltre 2,5 milioni di quintali di uve da vino e tra i 50 e i 60 milioni di litri di vino, generando una domanda significativa di materia prima proveniente dalla filiera vitivinicola.

Secondo il Consorzio di Tutela, il potenziale di crescita del comparto sarebbe ancora molto ampio. Un rafforzamento della protezione della denominazione sui mercati internazionali potrebbe tradursi in un aumento della produzione di almeno il 30%, che significherebbe anche una maggiore richiesta e un maggior impiego di uva e vino italiani. In un momento caratterizzato da consistenti eccedenze di vino e da un mercato incapace di assorbirle completamente, questa soluzione potrebbe offrire un importante sostegno alle cantine.

Come dicevamo, c’è da fare i conti con la presenza, sempre più diffusa sul mercato internazionale, di prodotti che richiamano il nome "aceto balsamico", pur essendo ottenuti con materie prime e metodi di produzione diversi. Una situazione che, secondo il Consorzio, genera confusione tra i consumatori e penalizza l’Aceto Balsamico di Modena.

Per questo, nei giorni scorsi, il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, sostenuto anche da Federvini e alla European Vinegar Association, ha portato il tema all'attenzione delle istituzioni europee, chiedendo una revisione della normativa che disciplina l'utilizzo del termine "aceto". La proposta prevede che ogni prodotto riporti chiaramente l'origine della materia prima impiegata oppure l'eventuale Indicazione Geografica di appartenenza, con l'obiettivo di assicurare maggiore trasparenza al consumatore e una tutela più efficace delle denominazioni riconosciute.

DOC Maremma Toscana: no al taglio delle rese, sì a interventi strutturali a lungo termine

3️⃣ DOC Maremma Toscana: no al taglio delle rese, sì a interventi strutturali a lungo termine

In un momento in cui molte denominazioni scelgono di ridurre le rese per ettaro per contenere la produzione, il Consorzio Tutela Vini Maremma Toscana adotta una strategia diversa. La Denominazione, infatti, ritiene che un semplice taglio delle rese non rappresenti una soluzione efficace per affrontare gli attuali squilibri del mercato e preferisce puntare su interventi strutturali, capaci di produrre effetti duraturi.

Secondo il Consorzio, ogni misura dovrebbe essere calibrata sulle caratteristiche specifiche della singola denominazione. Nel caso della DOC Maremma Toscana, le rese effettive sono già inferiori ai limiti previsti dal disciplinare: un'ulteriore riduzione, quindi, non inciderebbe in modo significativo sul surplus produttivo. Inoltre, si tratterebbe di un provvedimento con effetti limitati nel tempo, mentre il contesto internazionale richiede scelte di lungo periodo.

Per questo motivo, la Denominazione concentrerà la propria azione su due direttrici principali:

1. blocco dell'automatismo che consente l'incremento annuale dell'1% della superficie vitata nazionale

Si tratta di un meccanismo previsto dalla normativa europea che permette ogni anno di autorizzare nuovi impianti di vigneto fino all'1% della superficie vitata esistente. Secondo il Consorzio, mantenere questo sistema non è più sostenibile nell'attuale fase di mercato, anche perché l'Italia è oggi l'unico grande Paese produttore che continua ad aumentare la superficie vitata.

2. avvio di estirpazioni mirate nelle aree meno vocate alla viticoltura

L'obiettivo non è ridurre indiscriminatamente la superficie vitata, ma incentivare l'eliminazione dei vigneti collocati in zone meno adatte alla produzione di vini di qualità, favorendo così un riequilibrio dell'offerta e una maggiore valorizzazione dei territori più vocati.

Con questo approccio, il Consorzio Tutela Vini Maremma Toscana punta a gestire il tema della produzione attraverso interventi strutturali, privilegiando misure che rafforzino la competitività della denominazione e garantiscano un equilibrio più stabile tra offerta e domanda nel lungo periodo.

4️⃣ Alta Langa, vendemmia 2026: si prevede un’annata da ricordare

La DOCG Alta Langa è tra le prime denominazioni italiane a delineare le prospettive per la prossima vendemmia. Secondo le prime stime del Consorzio, le condizioni registrate nei vigneti lasciano prevedere un’annata caratterizzata da un elevato potenziale qualitativo, con uve che potrebbero dare origine a vini di grande equilibrio e pregio.

Le aspettative sono legate soprattutto all’andamento climatico dei mesi precedenti, che ha favorito una maturazione regolare e completa delle uve. Tra i fattori considerati determinanti figurano:

buona disponibilità idrica nei terreni, grazie alle precipitazioni autunnali e a quelle dei primi mesi del 2026;

primavera mite, caratterizzata dall’assenza di episodi di gelo;

stagione estiva con precipitazioni contenute, che ha limitato il rischio di malattie fungine.

Secondo le previsioni, la raccolta dovrebbe iniziare nella prima parte di agosto, in anticipo rispetto al passato, confermando una tendenza sempre più frequente nelle vendemmie degli ultimi anni. Come da tradizione per l’Alta Langa, si partirà con il Pinot Nero, seguito successivamente dallo Chardonnay, i due vitigni alla base dello spumante metodo classico della denominazione.

Buone notizie per il vino: la Commissione UE lo inserisce tra i prodotti da salvare dai dazi USA

5️⃣ Buone notizie per il vino: la Commissione UE lo inserisce tra i prodotti da salvare dai dazi USA

Lo scorso 14 luglio, Matthias Jørgensen, direttore ad interim della Direzione "Americhe, Agricoltura e Sicurezza alimentare" della Direzione generale Commercio (DG TRADE) della Commissione europea, ha annunciato un'importante iniziativa sul fronte dei dazi statunitensi. Bruxelles ha infatti predisposto un elenco di prodotti europei destinati al mercato americano, per un valore complessivo di circa 150 miliardi di euro, che l'Unione europea chiederà di esentare dall'applicazione dei dazi USA del 15%.

Dopo l'attuazione da parte dell'UE dell'accordo di Turnberry, che ha previsto l'azzeramento dei dazi su centinaia di prodotti industriali e agroalimentari provenienti dagli Stati Uniti, si apre ora uno spazio negoziale per ottenere un trattamento analogo su alcune delle principali esportazioni europee verso il mercato americano.

Tra le categorie che Bruxelles punta a tutelare figurano anche i vini, una notizia particolarmente significativa per il comparto vitivinicolo europeo.

Nell'elenco delle richieste di esenzione rientrano inoltre numerosi prodotti simbolo dell'agroalimentare europeo, come il Roquefort, il Pecorino e altri formaggi, i superalcolici, le olive e l'olio d'oliva, la pasta, i salumi, il pesce e altre specialità alimentari. La lista comprende anche beni industriali strategici, tra cui macchinari agricoli e industriali, apparecchiature elettroniche e dispositivi medici.

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