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​I Segreti del Brindisi

By Luca Stroppa 07 marzo 2019

I Segreti del Brindisi

Il brindisi può essere definito come l’atto di alzare il bicchiere di vino e bere alla salute di qualcuno in segno di festa o di buon augurio. Si tratta di un’usanza ormai diffusa in tutto il mondo e che ci capita spesso di mettere in pratica nel corso dei nostri pranzi o cene in compagnia. Non tutti però sanno che esistono delle regole piuttosto ferree che andrebbero seguite e che spesso sono esattamente l’opposto di quello che siamo abituati a fare in questa occasione. Scopriamole e cerchiamo di rispettarle. Solo così possiamo dire di aver partecipato ad un brindisi perfetto…

Breve Storia del Brindisi

Il brindisi è un rituale antichissimo che percorre tutta la storia dell’uomo, dagli albori fino ad oggi.

Con ogni probabilità, l’antenato del brindisi è la cerimonia religiosa della “libagione” che consisteva nello spargere un liquido, molto spesso il vino, in quanto dono divino, per terra o su oggetti dal valore sacro, in segno di offerta alla o alle divinità.

I Romani riportarono questa usanza, modificandola, nei banchetti che venivano organizzati in onore di qualche personaggio noto o particolarmente importante, dove si beveva vino e si onorava il festeggiato alzando tanti bicchieri quanti il numero di lettere del suo nome. I calici, in questo caso, non si toccavano ma rimanevano a debita distanza. Il contatto tra i bicchieri, infatti, non era previsto nel brindisi di festeggiamento ma in altre occasioni, come nei banchetti organizzati tra soldati di fazioni diverse. Siccome in questi casi non erano rari episodi di avvelenamento, far incontrare i bicchieri serviva a far passare gocce di vino da un calice all’altro, evitando così ogni cattiva intenzione.

Il rituale del brindisi, grazie alla vastità del territorio dell’Impero Romano, si diffuse praticamente ovunque, entrando nelle case della gente comune e non limitandosi esclusivamente ai conviviali ed affollati banchetti. Ed è proprio nelle case che si cominciò a far incontrare i bicchieri anche in segno di festeggiamento, dato che, in questo caso, i pericoli di avvelenamento erano ridotti a zero.

Il termine “brindisi” fu comunque codificato e introdotto, solo nel XVI secolo, dalle truppe spagnole a partire dall’espressione utilizzata dai lanzichenecchi per descrivere questo rituale e cioè “bring dir's”, in tedesco “lo porto a te” o “lo offro a te”. In spagnolo “brindis”, italianizzato in “brindisi”.

Le Regole del Brindisi

Essendo un rituale conviviale e sociale, anche il brindisi prevede una serie di norme convenzionali da seguire per ben comportarsi e fare bella figura in questa occasione. Non sempre però queste norme sono conosciute, anzi spesso ci si comporta nella maniera diametralmente opposta rispetto a quello che si dovrebbe fare.

Ecco dunque le sei principali indicazioni fornite dal Galateo per un brindisi perfetto:

1. Tocca al Padrone

E’ il padrone di casa o il capofamiglia che deve farsi coraggio e proporre a tutti un brindisi benaugurante, meglio se nel corso dell’aperitivo o nelle fasi iniziali del pasto, proprio per creare un clima piacevole e gioviale. Il resto dei commensali potranno proporre solo successivamente un secondo brindisi, magari in occasione del dessert.

2. Che aspetti, Alzati

Chi propone il brindisi, in segno di rispetto, è tenuto ad alzarsi in piedi, richiamando a voce, ma senza schiamazzi, l’attenzione dei commensali. Guai a far tintinnare i bicchieri con una posata: è cosa poco elegante e può apparire sgradevole.

Anche l’eventuale destinatario del brindisi è tenuto ad alzarsi in piedi per pochi istanti e ringraziare tutti coloro che stanno brindando.

3. Ma quale Botto

È senza dubbio la regola di bon ton meno rispettata e conosciuta: a tavola vanno evitati botti e scontri tra bicchieri.

In altre parole, con l’eccezione dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno e l’inizio di un nuovo anno, è buon costume evitare il botto del tappo di spumante o di champagne che potrebbe causare danni all’ambiente circostante e generare fastidio negli ospiti.

Allo stesso modo, durante il brindisi, i bicchieri non si incontrano per riprodurre il classico suono “cin cin”. Basta semplicemente alzare il calice verso i commensali, guardarli negli occhi, magari sorridere e poi godersi il bicchiere di vino.

4. Ma quale Cin Cin

Se il buon costume impone di evitare di far urtare i calici, meglio evitare allora di riprodurre a parole il suono dello scontro. Quindi, niente “Cin Cin”, e meglio evitare pure l’espressione “alla salute”. In sostituzione di questi termini ampiamente utilizzati si deve optare per frasi augurali piuttosto sobrie o un semplice ma efficace “Auguri”.

5. Prima gli Ospiti

Se si decide di aprire una bottiglia per il brindisi fate attenzione all’ordine in cui decidete di riempire e distribuire i calici. L’ordine è il seguente:

- Ospiti più importanti

- Padrona di casa

- Il resto degli ospiti

- Per finire il padrone di casa

E attenzione anche a come tenete i bicchieri: solo ed esclusivamente per lo stelo.

6. Anche l’Astemio beve

Secondo il Galateo ad un brindisi non si può dire di no, soprattutto se dedicato ad una persona. In questo caso, è buona cosa che anche gli ospiti astemi prendano parte al rituale anche solo bagnando le labbra con la bevanda o bevendone un piccolo sorso. Il festeggiato apprezzerà questo gesto.

Suvvia e fate sto sforzo…

Posted in: Consigli sul vino
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