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​Franciacorta Satèn: significato e caratteristiche

By Luca Stroppa 20 aprile 2020 723 Views

Franciacorta Satèn: significato e caratteristiche

Il Franciacorta Satèn è una particolare tipologia di vino Franciacorta DOCG, prevista e codificata dal disciplinare, che si caratterizza per la minore pressione in bottiglia e per l’utilizzo di uve esclusivamente a bacca bianca.

Nel seguente articolo, noi di Wineshop.it ti sveleremo tutto quello che è importante sapere su questo vino: la sua storia, il significato dell’attributo “Satèn”, le sue caratteristiche e ciò che lo differenzia dagli altri Franciacorta.

Franciacorta Satèn: storia e significato

Il Satèn ha una storia breve e molto interessante. Nasce infatti negli anni ’90 del secolo scorso grazie ad un’intuizione geniale di alcuni produttori e di un gruppo di esperti della “comunicazione del vino” e si è affermato immediatamente come piacevole alternativa ai classici Franciacorta. In questo paragrafo ti racconteremo la storia della sua nascita e del suo successo.

Il Regolamento (CEE) n. 2045/89 del 19 giugno 1989 stabilì di “riservare la dicitura ‘crémant’ a taluni spumanti elaborati in Francia e nel Lussemburgo, al fine di tutelare questa indicazione tradizionale utilizzata nei due predetti Stati membri per designare prodotti di provenienza ben determinata”. In sostanza, l’attributo “crémant” non poteva più essere utilizzato in qualunque altro Paese, Italia compresa, ma solo in specifiche zone vinicole della Francia e del Lussemburgo, che rappresentano i territori classici di questa tipologia di vini.

Ma cosa s’intende per “Crémant”? Si tratta di spumanti caratterizzati da un’effervescenza più contenuta, da una minore pressione in bottiglia rispetto a quelli classici e, di conseguenza, con una spuma più morbida e “cremosa”.

Spumanti Crémant si producevano, e con notevole successo, anche in Italia, in particolare in Franciacorta. Ma l’intervento del legislatore europeo costrinse i produttori di questa zona del nostro Paese a ripensare al “nome” dei loro prodotti. Decisero dunque di affidarsi ad un gruppo di esperti di comunicazione per l’ideazione di un nome suggestivo, breve, memorizzabile e universale da affiancare a Franciacorta in sostituzione di “Crémant”. Si arrivò così all’attuale “Satèn”.

“Satèn” è la pronuncia francese di “satin”, che significa “raso”. La sua particolarità è che anche in inglese “satin” ha lo stesso significato e indica un tessuto fine, liscio e morbido. La parola evoca inoltre, per assonanza, un altro termine come “seta” (ma attenzione a non tradurre “satin” con “seta”!) e fu dunque considerato perfetto per sottolineare le caratteristiche di questi vini, così morbidi e “setosi”, sia per il mercato italiano sia per quello estero.

Nel 1995, il marchio “Satèn” è stato registrato dal Consorzio per la tutela del Franciacorta, riservandolo ai soli produttori associati al Consorzio nel rispetto di particolari norme di produzione. Infine, nel 2008 il Franciacorta Satèn è diventato a tutti gli effetti una nuova tipologia che può essere prodotta da tutti i fruitori della Denominazione Franciacorta DOCG.

Per cui se ti trovi di fronte ad una bottiglia di “Satèn” sai già che si tratta di un particolare spumante esclusivo della Franciacorta.

Nel prossimo paragrafo andremo invece ad analizzarne le caratteristiche e a presentarti le differenze con le altre tipologie di Franciacorta.

Franciacorta Satèn: caratteristiche distintive

Il “Franciacorta Satèn” è una delle cinque tipologie della Denominazione d’Origine Controllata e Garantita “Franciacorta”, prodotta con metodo classico, che comprende:

- “Franciacorta”

- “Franciacorta” Satèn;

- “Franciacorta” Rosé;

- “Franciacorta” millesimato;

- “Franciacorta” riserva.

La prima importante differenza con le altre tipologie riguarda l’uvaggio: se le altre tipologie possono essere prodotte con varie percentuali di uve Chardonnay e/o Pinot nero e Pinot Bianco (quest’ultimo non più del 50%), per il “Satèn” è invece espressamente vietato l’utilizzo del Pinot Nero. Si potranno invece utilizzare uve Chardonnay e uve Pinot Bianco (quest’ultimo sempre per un massimo del 50%).

In sostanza, il Satèn è l’unico Franciacorta che per definizione è un “Blanc de Blancs”, un bianco ottenuto solo da uve a bacca bianca.

Una seconda e importante differenza con gli altri spumanti è il limite di pressione massima in bottiglia: nel Satèn deve essere inferiore alle 5 atmosfere mentre nelle altre tipologie è superiore (il disciplinare non prevede un tetto massimo per le altre tipologie ma solitamente questo parametro è di circa 6-6,5 atmosfere). Per ottenere un simile risultato il disciplinare limita il quantitativo di zuccheri, al massimo 20 g/l per il Satèn, che possono essere utilizzati e completamente trasformati durante la presa di spuma con la produzione di anidride carbonica e alcol etilico. Il livello standard per gli altri Franciacorta è di circa 24 g/l.

Il Satèn è dunque l’unico Franciacorta che ha una pressione inferiore alle 5 atmosfere. Ed è proprio tale caratteristica a determinarne la tipica morbidezza e delicatezza degustativa.

Infine il Satèn, per mantenere l'armonico equilibrio che lo caratterizza, può essere prodotto solo nella versione “Brut” e cioè con un tenore zuccherino frutto del dosaggio finale pari o inferiore ai 12 g/l. Le altre tipologie di Franciacorta invece possono essere prodotte in tutte le diverse varianti: dosaggio zero, extra brut, brut, extra dry, sec e demi-sec.

Per concludere, possiamo dire che il Franciacorta Satèn è un Franciacorta DOCG, Blanc de Blancs, prodotto esclusivamente nella tipologia Brut, con una pressione interna inferiore alle 5 atmosfere, che all’atto degustativo si traduce in bollicine meno aggressive, in un perlage finissimo, persistente ed armonico, in una spuma morbida e “setosa”, quasi cremosa, con una sorprendente freschezza e sapidità al palato.

Per tutti questi motivi, un Franciacorta davvero unico!

Posted in: Cultura del vino
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