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D.O.C. e D.O.C.G.

By Luca Stroppa 16 gennaio 2019

D.O.C. e D.O.C.G.

D.O.C. e D.O.C.G.: due sigle, due riconoscimenti prestigiosi che accrescono il valore del vino che intendiamo gustare, anche se spesso il loro significato non è chiaro e viene frainteso. Cerchiamo dunque di liberare il campo da facili semplificazioni e di precisare come un vino diventa DOC o DOCG e quali requisiti deve rispettare.

D.O.C.

D.O.C. è l’acronimo di Denominazione di Origine Controllata. Si tratta di una sigla utilizzata per certificare che un determinato vino è stato prodotto attraverso la raccolta di uve di uno specifico ed esclusivo territorio, seguendo uno specifico ed esclusivo disciplinare di produzione, riconosciuto e stabilito da un decreto ministeriale.

Per ottenere tale riconoscimento il vino deve rispettare almeno 6 requisiti contenuti nel decreto che si riferiscono alla zona di raccolta e di produzione, alla tipologia del vitigno, alla tipologia di terreno in cui viene coltivata l’uva, alla resa dell’uva in vino, alle tecniche di produzione e lavorazione dell’uva e alle caratteristiche finali del vino.

I vini D.O.C. prima di poter essere messi in commercio con questa sigla sono sottoposti ad accurati controlli in ogni fase della sua produzione. In altre parole, la sigla D.O.C. certifica la provenienza del vino perché le sue uve provengo da un dato territorio e da uno specifico terreno, e la qualità del vino perché quest’ultimo è prodotto secondo specifiche tecniche.

Le prime D.O.C. risalgono al 1966. La Vernaccia di San Gimignano e il Brunello di Montalcino furono i primi vini a potersi fregiare di tale riconoscimento. I primi di una lunga serie perché oggi in Italia ne esistono più di 300.

D.O.C.G.

D.O.C.G. è l’acronimo di Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Si tratta della massima onorificenza alla quale un vino può ambire ed è riservata soltanto a quei vini D.O.C. da almeno dieci anni, che si sono guadagnati fama mondiale e particolare valore commerciale, e che si sono distinti per pregio e qualità dagli altri vini D.O.C.

Per ottenere tale riconoscimento il vino viene sottoposto ad analisi organolettiche non solo in fase di produzione, come nel caso della D.O.C., ma anche in fase di imbottigliamento. Esiste poi una commissione di esperti del settore che procede, prima della commercializzazione dell’ipotetica D.O.C.G., all’assaggio del vino, valutando la possibilità o meno di assegnare tale sigla, secondo rigidi e complicati requisiti.

Nel 1980 il Brunello di Montalcino fu il primo vino in commercio con sigla D.O.C.G. Oggi le D.O.C.G. riconosciute sono 74.


Posted in: Cultura del vino
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