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​Che cos’è un vino “Riserva”

By Luca Stroppa 06 maggio 2020 659 Views

Che cos'è un vino "Riserva"

Saper leggere l’etichetta di una bottiglia e conoscere il significato e le caratteristiche delle varie diciture, menzioni e denominazioni di un vino è di fondamentale importanza per comprendere che tipo di prodotto hai di fronte o che tipo di vino hai intenzione di acquistare e gustare.

Una delle menzioni in cui ti puoi imbattere è quella di vino “Riserva”. Ed è proprio a questa menzione che dedicheremo il nostro articolo. Scoprirai il suo significato e i suoi specifici utilizzi e quando ti capiterà di leggerla in etichetta non avrai alcun problema di interpretazione.

Significato e caratteristiche di un vino “riserva”

In linea generale, un vino “Riserva” è un vino sottoposto a un periodo di invecchiamento e affinamento specifico, più prolungato rispetto alla versione base dello stesso vino.

A tal proposito, la legislazione italiana è molto chiara. La legge n. 238 del 12 dicembre 2016, “Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino”, stabilisce che:

“La menzione ‘riserva’ è attribuita ai vini a Denominazione d’Origine (DO) che siano stati sottoposti a un periodo di invecchiamento, compreso l'eventuale affinamento, non inferiore a:

a) due anni per i vini rossi;

b) un anno per i vini bianchi;

c) un anno per i vini spumanti ottenuti con metodo di fermentazione in autoclave denominato «metodo Martinotti» o «metodo Charmat»;

d) tre anni per i vini spumanti ottenuti con rifermentazione naturale in bottiglia.”

La prima indicazione che ricaviamo dal testo è che la menzione “Riserva” può essere attribuita soltanto a vini di particolare pregio e qualità, vini DOC e DOCG, DOP per la normativa europea. Un vino “Riserva” è dunque un vino di assoluta qualità.

La menzione “Riserva”, inoltre, è utilizzata per qualsiasi vino sottoposto a un periodo di invecchiamento e affinamento specifico, di cui la legge individua un tempo minimo per ogni tipologia. È importante precisare che il periodo di invecchiamento di un vino “Riserva” è sempre superiore a quello della versione base dello stesso vino; inoltre, ogni singolo disciplinare può prevedere periodi diversi di invecchiamento, ovviamente, per i vini "Riserva", sempre superiori, e mai inferiori, a quanto stabilito dal legislatore.

Ad esempio, nel disciplinare di produzione dell’Amarone della Valpolicella DOCG si legge che: “i vini ‘Amarone della Valpolicella’ devono essere sottoposti ad un periodo di invecchiamento di almeno 2 anni […]. I vini “Amarone della Valpolicella” con la specificazione “riserva” devono essere sottoposti ad un periodo minimo di invecchiamento di almeno 4 anni”.

In altre parole, un Amarone della Valpolicella versione base invecchia almeno 2 anni, un Amarone della Valpolicella Riserva invecchia di più, almeno 4 anni, un lasso temporale consentito perché superiore ai due anni stabiliti dalla legge per i vini rossi “Riserva”.

Questo prolungato periodo di invecchiamento rende la “Riserva” un vino più intenso, più strutturato, con un’alcolicità sostenuta, con un estratto elevato, un corpo generoso, persistente, complesso, ricco, con spiccati profumi terziari, speziati, balsamici e anche legnosi.

Il vino “Riserva” in etichetta

Non tutti i disciplinari prevedono la “Riserva”, semplicemente perché non tutti i vini sono adatti ad un invecchiamento prolungato. Quelli che, invece, prevedono la “Riserva” non considerano obbligatorio riportare in etichetta la menzione, lasciando piena libertà al produttore.

In ogni caso e giustamente, aggiungiamo noi, un produttore che dà vita ad un vino “Riserva” decide, quasi sempre, di stampare la menzione sull’etichetta. In primo luogo, perché si tratta di un’indicazione di pregio e di valore, capace di impreziosire e rendere più allettante la bottiglia; poi, perché fornisce un’ulteriore informazione al consumatore, che così avrà un quadro il più possibile completo di ciò che ha acquistato o intende acquistare.

In etichetta, la menzione “Riserva” compare dopo il nome del vitigno: Vitigno + Menzione. In figura: Lagrein + Riserva.

Lagrein Riserva

La menzione “Riserva” è spesso seguita dall’annata, l’anno in cui le uve sono state vendemmiate: Vitigno + Menzione + Annata. In figura: Chardonnay + Riserva + 2017.

Chardonnay Risreva 2017

O ancora la menzione “Riserva” può apparire insieme ad altre menzioni come “Classico”: Denominazione + Menzione 1 + Menzione 2. In figura: Chianti + Classico + Riserva.

Chianti Classico Riserva

Posted in: Cultura del vino
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