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Che cos'è la barrique

By Luca Stroppa 14 novembre 2019

Che cos'è la barrique

La barrique è una piccola botte in rovere utilizzata per l’affinamento del vino, originaria della Francia e oggi diffusa in tutto il mondo. La storia e le caratteristiche di questa botte sono davvero interessanti, talmente speciali da sancirne il successo internazionale. Noi di Wineshop.it abbiamo deciso di svelarti tutti i segreti della “barrique”.

Indice dei contenuti:

1. Significato di barrique

La barrique è un sostantivo femminile francese che, in enologia, indica una botte di rovere di capacità variabile utilizzata per la conservazione e l’affinamento di un vino.

La barrique in origine indicava solo un’unità di misura di capacità per liquidi, usata in Francia e corrispondente a circa 368 litri. Nei vari distretti francesi non c’era uniformità sul valore di questa unità di misura: ad esempio nella regione di Bordeaux equivaleva a 225 litri, ben distante dai 368 litri di altre zone della Francia. Col tempo fu la capacità della barrique di Bordeaux ad affermarsi in enologia anche grazie ai successi vinicoli di questa regione. Oggi quando si parla di barrique classica ci si riferisce ad una botte con capacità di 225 litri. In altre parole l’unità di misura ha finito per identificare la botte con quella capacità.

Il vocabolo barrique è entrato anche nel vocabolario italiano per indicare la nostra botte. Da barrique è nato il termine “barricato” utilizzato, in enologia, per indicare un vino conservato nella barrique, ma, curiosamente, anche “barricata-o” per indicare uno sbarramento ottenuto con materiali occasionali per impedire l’avanzata del nemico. Non a caso i soldati francesi utilizzavano proprio le botti di vino per proteggersi dai combattenti avversari: le barrique infatti permettevano di costruire barricate solide in poco tempo e risultavano più comode ed efficienti di tutti gli altri materiali.

2. Storia della barrique

La barrique fu progettata per la prima volta in Francia da un anonimo viticoltore e commerciante di Bordeaux. Quest’ultimo aveva ricevuto una grande richiesta di vino da un nobile inglese per cui decise di produrre grandi botti di legno per trasferire il vino dalla sua cantina al palazzo dell’acquirente. Il viticoltore francese utilizzò la rovere, una quercia assai diffusa in Francia e in tutta l’Europa Centrale, come materiale principale per la creazione delle sue botti. Inserito il vino, imbarcò le future “barrique” sulla prima nave per la Gran Bretagna. Qualcosa andò storto e per qualche strano motivo il vino non fu ritirato dal nobile inglese che lo rispedì al mittente. Il nostro eroe decise allora di bersi parte di quel vino che erroneamente considerava non più vendibile. EUREKA! Già al primo assaggio il vino mostrò una complessità aromatica che prima del viaggio non aveva presentato. Subito il viticoltore pensò alla conservazione nella botte e da quel momento in poi decise di far riposare i suoi vini nei contenitori in rovere prima di metterli in vendita.

Col tempo quella casuale intuizione fu accolta da tutti i viticoltori francesi per poi diffondersi in tutto il mondo, Italia compresa dove la barrique diventò di moda dagli anni 80 del XX secolo. Proprio nel nostro Paese si aprì un duro dibattito tra i favorevoli e i contrari alla barrique: i primi sottolineavano l’aromaticità che la botte in rovere è in grado di donare al vino, i secondi sostenevano che questi contenitori limitano i sapori tipici dei vini italiani, “uniformandoli” e “avvicinandoli” a causa dell’utilizzo dello stesso materiale per l’affinamento. Un dibattito che non si è ancora concluso e che probabilmente è destinato a non concludersi mai …

3. Componenti della barrique

Una precisazione è d’obbligo: le botti di legno hanno da sempre rappresentato il principale strumento di conservazione e di trasporto del vino. Ciò che differenzia la barrique dalle altre botti è il materiale utilizzato, le sue componenti e la sua lavorazione, tecniche in continuo perfezionamento grazie al lavoro di generazione di viticoltori.

Per prima cosa, la rovere, soprattutto quella francese, presenta una spiccata aromaticità, certamente superiore a quella di qualsiasi altro materiale, compresa la rovere che si può trovare in altri Paesi. Parte di queste sensazioni aromatiche vengono donate al vino dando vita ad un prodotto unico.

In secondo luogo, le componenti delle barrique si rivelano particolarmente favorevoli alla conservazione del vino, a partire dalla sue caratteristiche “doghe”, assi di legno che costituiscono il corpo della botte.

Doghe

Il legno di rovere viene fatto stagionare all’aria aperta, esposto al sole e alla pioggia, per un periodo che varia dai due ai quattro anni. Le piogge puliscono il legno da una serie di particelle amare mentre il sole rende la rovere sempre meno porosa e impermeabile anche grazie alle cosiddette “cerchiature” in metallo che assemblano le varie doghe (25/30 doghe per botte).

Cerchiature

Il passo successivo e assolutamente decisivo è la “tostatura” del legno, ovvero il surriscaldamento della parte interna delle doghe attraverso fiamma viva. Questo processo genera una serie di complesse trasformazioni chimico-fisiche fondamentali per la comparsa di quei profili aromatici che poi verranno “trasferiti” al vino. A tal proposito è importante anche la presenza del “cocchiume”, un foro con tappo di sughero, praticato sulla doga della botte in corrispondenza del punto di maggiore diametro, utilizzata per riempire e svuotare la barrique e prelevare dei campioni per verificarne i sentori.

Cocchiume

4. Influenza della barrique sul vino

La conservazione del vino in barrique influenza diversi aspetti del vino stesso: le reazioni che si scatenano a causa del contatto tra il legno e il vino comportano la stabilizzazione del colore del liquido, la perdita di secchezza e il conseguente aumento della sua morbidezza, favoriscono la sua veloce maturazione, un migliore invecchiamento e donano al vino una maggiore complessità aromatica.

Nello specifico, la ridotta capacità della barrique, 225 litri, inferiore rispetto alle altre botti, consente una più rapida maturazione del vino grazie all’alto rapporto tra la superficie del legno e la quantità del liquido. Inoltre, la barrique, grazie alla ridotta porosità dei suoi materiali, comporta un limitato scambio con l’ossigeno esterno, preservando il vino da brusche ossigenazioni che potrebbero comprometterne profumi e integrità. Infine, la barrique aggiunge sentori terziari al vino come quelli di vaniglia, di cocco, di cenere, di tabacco ecc. oltre ai tipici sentori tostati derivanti dalla particolare lavorazione della rovere.

Ti aspettavi che dietro ad un’innocua, almeno all'apparenza, botte di legno si nascondesse una vera e propria arte con effetti impressionanti sul vino?

Posted in: Cultura del vino
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