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Che cosa sono le buchette del vino

By Luca Stroppa 05 novembre 2019

Che cosa sono le buchette del vino

Le buchette del vino sono piccole aperture a forma di arco, situate al piano terra dei palazzi nobiliari, attraverso le quali veniva venduto del vino direttamente ai passanti. Si tratta di una tipicità esclusivamente toscana, principalmente fiorentina, non riscontrabile in altre città del mondo. Se hai avuto il piacere di visitare il capoluogo toscano le avrai notate dato che se ne contano più di 160! La loro storia è affascinante e vale la pena di essere raccontata.

Storia e curiosità sulle buchette del vino

La storia delle buchette del vino inizia nel XVII secolo. In una difficile situazione economica, caratterizzata da rigide norme di restrizione commerciale, diversi mercanti e nobili della città di Firenze decidono di sfruttare quanto prodotto nei ricchi possedimenti vendendolo direttamente al dettaglio, senza alcuna intermediazione e quindi ad un prezzo inferiore.

Tale forma di adattamento commerciale non risparmia uno dei principali investimenti della città, ovvero il vino. Pare che siano stati i Medici i primi a pensare ad una nuova forma di vendita del Nettare di Bacco: non più in osteria ma direttamente dalla cantina del produttore. Nascono così le “buchette del vino”.

I palazzi nobiliari dei proprietari terrieri si aprono al pubblico e ai clienti attraverso piccole fessure, attigue alla cantina e collegate alla strada, dove vendere il vino prodotto. Una piccola finestra di 20-25 cm per 30-35 cm, dimensioni adatte a far passare un fiasco di vino, con uno sportello in legno che si apre sulle vie di Firenze per consegnare il fiasco al cliente. Il tutto in cambio di poche monete, sicuramente ad un prezzo inferiore rispetto allo stesso vino che si poteva acquistare dall’oste del Paese.

Al di sopra della finestra un’incisione visibile al pubblico dove venivano indicati gli orari e i giorni di apertura. Chi intendeva acquistare il vino non doveva far altro che bussare e immediatamente il servitore avrebbe rifornito il cliente della quantità richiesta.

Il popolo fiorentino cominciò a sfruttare tale servizio tanto che nel corso del Settecento il numero di questi “tabernacoli” aumentò vertiginosamente fino ad arrivare a circa 170 aperture. Sempre nel XVIII secolo si arrivò a definire queste cavità “buchette del vino”, proprio per la loro forma e per le sue caratteristiche. In realtà sono tanti i nomi con cui le buchette sono conosciute: “tabernacoli”, “buche”, “finestrelle”, “porticine” ma soprattutto “porte del paradiso”. Quest’ultimo nomignolo fu ovviamente coniato dagli appassionati di vino che in un amen vedevano il loro fiasco riempito della loro bevanda preferita.

Le buchette del vino avevano anche un’altra funzione che possiamo definire benefica. Spesso i proprietari terrieri erano soliti lasciare sul davanzale delle loro “buchette” del pane ed altri generi alimentari con un fiaschetto di vino destinato ai più bisognosi.

Almeno fino alla fine dell’Ottocento le “porte del paradiso” sono state la principale modalità di vendita del vino nella città di Firenze, fino a quando una serie di interventi legislativi introdussero norme molto rigide che portarono alla loro chiusura. Oggi la maggior parte sono state murate ma ancora visibili.

In ogni caso, non è detto che alcune di esse non possano tornare all’antica funzione. Alcuni imprenditori di Firenze, nel segno della tradizione, stanno infatti pensando di ridare vita alle affascinanti buchette del vino …

Posted in: Curiosità sul vino
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