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Abbinamento Vino e Gazpacho

By Luca Stroppa 17 agosto 2018

Abbinamento Vino e Gazpacho

Facciamo un salto in Spagna, in particolare in Andalusia, per conoscere uno dei piatti tipici della cucina iberica: il gazpacho, talmente celebre e gustoso da essere ormai rivisitato e mangiato in ogni parte del mondo. Si tratta di una zuppa fredda, nutriente e rinfrescante, sicuramente adatta per affrontare la stagione estiva. Se avete intenzione di proporre qualcosa di originale, in una delle tante cene o in uno dei tanti pranzi in compagnia di questo periodo, il gazpacho può essere l’idea giusta.

Storia del Gazpacho

La storia dell’origine del gazpacho è estremamente controversa. Diverse sono le teorie e le ipotesi che vengono portate avanti dagli studiosi: secondo alcuni si tratta di un piatto già preparato in epoca romana e chiamato “salmorium” a base di aglio, olio, sale e pezzetti di pane raffermo, che poi si è successivamente diffuso in Spagna con la conquista della Penisola Iberica da parte dei Romani; secondo altri si tratta, invece, di un piatto arabo, risalente all’arrivo degli Arabi in territorio spagnolo, i quali avrebbero arricchito con i “loro” prodotti e le “loro” spezie una zuppa a base di acqua e vino già diffusa tra i lavoratori della zona.

Quel che è certo è che si trattava di un piatto umile, diffuso tra i contadini andalusi e utilizzato per nutrirsi durante la calde giornate lavorative passate nei campi.

Ancora più controversa è l’origine del nome. In questo caso sono due le ipotesi più accreditate: la prima fa derivare gazpacho da “caspa”, una parola mozarabica, il dialetto parlato in Andalusia con l’arrivo degli Arabi, che significa “frammento”; la seconda rimanda ad un’altra parola di origine orientale: “Kasapu”, cioè frantumare e dividere in pezzi.

Entrambe le versioni rimandano comunque ad una caratteristica peculiare del gazpacho e cioè la presenza di pane frammentato e ammorbidito in acqua in modo tale da rendere cremosa la zuppa.

Quale Gazpacho e quando?

Esistono numerose varianti del gazpacho, almeno una per ogni regione spagnola, senza tener conto delle rivisitazioni proposte dalle tradizioni culinarie straniere. Si consideri inoltre che, in Spagna, il termine gazpacho viene utilizzato per riferirsi a qualunque zuppa per cui è necessario precisare che noi ci rifacciamo alla tipica zuppa andalusa.

La ricetta classica di questo piatto prevede un mix di pomodori, peperoni, cetrioli, cipolle, frullati con olio, sale, aceto e pepe, oltre al pane.

Qualcuno lo serve con del ghiaccio in un bicchiere, altri nella classica ciotola da zuppa come primo piatto, altri ancora come antipasto oppure come secondo piatto insieme alle verdure che lo compongono. Un piatto totale e universale, gustoso in ogni situazione.

Gazpacho e quale vino?

A questo mix di verdure abbiniamo un bianco fresco e non eccessivamente corposo, in grado di accompagnare il piatto senza imporre i propri profumi. Scegliamo un Roero Arneis, dalle delicate e piacevoli note fruttate e floreali, un vino a tutto pasto capace di raggiungere un perfetto equilibrio con la nostra zuppa fredda.

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