10 cose che devi sapere sul Taurasi
Se vuoi conoscere tutto sul Taurasi, sei nel posto giusto!
In questo articolo rispondiamo alle domande più ricercate sul Taurasi, guidandoti alla scoperta di questo grande vino rosso attraverso 10 punti chiari, semplici e veloci da leggere.
Taurasi: guida completa
Scoprirai le informazioni fondamentali sul Taurasi, utili a appassionati, sommelier e amanti del vino, dai segreti del vitigno, agli abbinamenti ideali, fino alla storia millenaria e alle caratteristiche organolettiche che lo rendono unico.
1. Che cos’è il Taurasi
Il Taurasi è un celebre vino rosso della Campania. Prima DOC nel 1970 e, successivamente, DOCG a partire dal 1993. Fu il primo vino della Regione ad ottenere la DOCG, a cui poi si aggiunsero il Fiano di Avellino, il Greco di Tufo e l’Aglianico del Taburno. Questo riconoscimento ne ha certificato il valore, l’eccellenza qualitativa e il profondo legame con il territorio di origine. Oggi, il Taurasi rientra tra i più importanti vini rossi d’Italia.
2. Qual è il vitigno del Taurasi
Il vitigno del Taurasi è l’Aglianico, una delle più importanti varietà a bacca rossa del Sud Italia. Con ogni probabilità, si tratta di un vitigno proveniente dalla Grecia, giunto nell’Italia meridionale già tra il VII-VI secolo a.C. Il disciplinare di produzione della DOCG Taurasi consente l’utilizzo, solo per un massimo del 15%, anche di altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, tra quelli coltivabili nella provincia di Avellino.
3. Dove si produce il Taurasi
Il Taurasi si produce in Campania, nell’area dell’Irpinia, in provincia di Avellino. Nello specifico, la zona di produzione è definita dal disciplinare e comprende 17 comuni: Taurasi, Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemileto, Paternopoli, Pietradefusi, Sant’Angelo all’Esca, San Mango sul Calore, Torre le Nocelle e Venticano. Si tratta di un territorio collinare/montano, con vigneti situati tra i 400 e i 700 metri di altitudine, caratterizzato da forti escursioni termiche e suoli variegati, tutti elementi che contribuiscono alla complessità e alla longevità del vino.
4. Quante tipologie di vino Taurasi esistono
Da disciplinare, il Taurasi si produce principalmente in due tipologie:
• Taurasi Rosso
• Taurasi Rosso Riserva
La differenza principale nella produzione delle due tipologie riguarda il periodo di invecchiamento, più lungo per la versione Riserva. Nello specifico, il Taurasi Rosso deve maturare almeno tre anni, di cui almeno uno in botti di legno, mentre il Taurasi Rosso Riserva richiede un invecchiamento minimo di quattro anni, con almeno diciotto mesi in legno.
5. Perché il vino si chiama Taurasi
Il vino Taurasi deve il suo nome all’arx Taurasia, una delle ventuno città-campagna istituite dagli Irpini, popolazione italica che abitava queste terre in epoca preromana. Oggi, Taurasi identifica anche un comune in provincia di Avellino, nato nell’area dell’antico insediamento e diventato nel corso dei secoli un centro di riferimento per l’agricoltura e la viticoltura del territorio.
Dal punto di vista etimologico, il nome Taurasi sembra derivare dalla parola “toro” (o da termini affini), animale simbolo delle popolazioni locali, emblema di forza, fertilità e vigore.
6. Qual è la storia e l’origine del vino Taurasi
L’area attorno a Taurasi vanta una tradizione agricola e vitivinicola millenaria, iniziata con i primi insediamenti greci e sviluppatasi significativamente sotto i Romani in epoca augustea. Il primo documento conosciuto in cui la vite coltivata a Taurasi viene chiamata dagli Spagnoli “Aglianica” risale al 1167 d.C.
È però tra il XIX e il XX secolo che prende forma la produzione moderna del Taurasi. Il 1928 segna un anno cruciale: la fillossera, che aveva distrutto i vigneti francesi e del Nord Italia, non aveva ancora colpito l’Irpinia, grazie alla tipologia sabbiosa del suolo, che ne contrastava la diffusione. In quell’anno, il Taurasi viene esportato in Toscana, Piemonte e Francia per far fronte alla crisi vinicola europea, facendosi conoscere oltre l’area originaria. La fillossera raggiunse la zona del Taurasi solo dopo alcuni anni, non toccando quei vigneti che si sviluppavano sui terreni sabbiosi e vulcanici. I viticoltori locali, dopo alcuni anni, riuscirono a riprendere una produzione vinicola di qualità.
Negli anni ’60 la produzione locale compie un primo salto di qualità, che porta al riconoscimento della DOC nel 1970, seguito da una serie di annate straordinarie tra gli anni ’80 e i primi anni ’90, culminando con la DOCG nel 1993.
7. Che tipo di vino è il Taurasi: caratteristiche organolettiche
Il Taurasi si presenta con un colore rosso rubino intenso, che con l’evoluzione vira elegantemente verso il granato. Il suo profilo aromatico è ampio e complesso, frutto del vitigno Aglianico e del lungo affinamento, capace di offrire sensazioni sempre più articolate nel tempo.
All’olfatto si distinguono:
• note di amarena e prugna matura
• sentori di spezie
• sfumature di tabacco, cuoio e liquirizia
• accenni evoluti di cacao, caffè e sottobosco
Al palato il Taurasi si esprime con grande carattere:
• struttura importante e avvolgente
• gusto intenso, profondo e persistente
• tannini decisi e fitti
• acidità spiccata
• finale lungo, armonico e in continua evoluzione
Grazie a questo equilibrio tra potenza e finezza, il Taurasi è un vino di straordinaria longevità.
8. Perché il Taurasi è chiamato Barolo del Sud
Il Taurasi è chiamato “Barolo del Sud” perché condivide con il celebre rosso piemontese alcune caratteristiche fondamentali che lo collocano tra i grandi vini rossi italiani da invecchiamento.
In particolare, entrambi presentano:
• un vitigno di forte personalità, capace di esprimere grande carattere e identità territoriale: Aglianico per il Taurasi, uno dei vitigni a bacca rossa più importanti e rappresentativi del Sud Italia, Nebbiolo per il Barolo, una delle varietà a bacca rossa più importanti del Nord Italia;
• lunghi periodi di affinamento, necessari per ammorbidire la struttura e sviluppare complessità aromatica;
• struttura importante, con tannini decisi;
• grande complessità aromatica, che evolve nel tempo verso note speziate, balsamiche ed eteree;
• notevole longevità, con una capacità di migliorare per decenni in bottiglia.
9. Cosa abbinare al Taurasi
Il Taurasi, vino rosso strutturato e di grande intensità, richiede abbinamenti con piatti ricchi e saporiti, capaci di sostenerne la complessità e i tannini importanti.
CARNI
• Carni rosse alla brace o arrosto
• Brasati
• Agnello e capretto
• Selvaggina (cinghiale, lepre, cervo)
PRIMI PIATTI STRUTTURATI
• Pasta al ragù di carne
• Lasagne
• Gnocchi con ragù o funghi porcini
FORMAGGI
• Formaggi stagionati e a lunga maturazione
• Formaggi erborinati intensi
10. Dove acquistare il vino Taurasi
Ti consigliamo di acquistare il Taurasi sui migliori siti di vendita di vini italiani online. Noi di Wineshop.it ti suggeriamo in particolare il Taurasi Bosco Faiano I Capitani, che riteniamo una delle interpretazioni più eleganti e raffinate della DOCG, capace di esprimere al meglio struttura, complessità e longevità di questo grande rosso campano.
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