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​10 Cose Che Devi Sapere Sul Prosecco

By Luca Stroppa 25 marzo 2019

10 Cose Che Devi Sapere Sul Prosecco

È il vino italiano più conosciuto, più ricercato e più apprezzato al mondo. Sicuramente, almeno una volta nella vita, tutti l’hanno gustato perché il suo prestigio non conosce confini. Stiamo parlando, ovviamente, del Prosecco.

Tu che lo bevi in maniera assidua o lo hai appena bevuto sai tutto, ma proprio tutto, su questo vino? Ecco 10 cose che devi sapere sul nostro amato Prosecco.

1. Veneto Sì, ma in principio Trieste

Il Veneto e, nello specifico, la provincia di Treviso sono considerati e riconosciuti come i “territori del Prosecco”, dove viene prodotto gran parte di questo vino (circa l’80%). Non tutti però sanno che le origini del Prosecco vanno ricercate nella zona di Trieste dove, già dal XIV secolo, veniva coltivato il vitigno da cui si ricava il vino. Col tempo, la coltivazione si spostò verso il Veneto e la Dalmazia.

2. Dal Castello al vino…

Il nome “Prosecco” si riferisce all’omonimo castello, situato in provincia di Trieste, dove si cominciò a produrre il vino. Questo nome fu utilizzato per distinguere il vino prodotto in questa zona dagli altri, di più bassa qualità, prodotti nelle aree limitrofe.

3. Il Prosecco è un vino, non un vitigno

Il nome Prosecco, a differenza di tanti altri vini, non identifica il vitigno da cui poi si ricava la bevanda, anche se per molto tempo, e ancora oggi, si è utilizzata tale denominazione per identificare sia il vino che il vitigno. In realtà, sarebbe più corretto dire che la principale tipologia di uva impiegata nella produzione del Prosecco si chiama, invece, Glera. È dunque il Glera il vitigno del Prosecco.

4. Il Prosecco è uno spumante, ma non solo…

Nonostante il Prosecco sia conosciuto prevalentemente nella sua variante con le bollicine, è necessario precisare che questo vino viene commercializzato in tre diverse tipologie: Spumante, Frizzante e Fermo o Tranquillo.

I primi due hanno le bollicine ma prevedono una seconda fermentazione differente: il prosecco spumante in autoclave, ovvero in una vasca in acciaio (metodo Martinotti-Charmat), il frizzante in bottiglia. Il Prosecco fermo, invece, non ha le bollicine perché non viene sottoposto ad una seconda fermentazione.

5. Prosecco DOC e DOCG

Tra il 2009 e il 2010 sono state riconosciute rispettivamente la DOC Prosecco e due aree DOCG: Conegliano Valdobbiadene e Asolo. Il Prosecco DOC comprende quasi tutte le province del Veneto (Belluno, Padova, Treviso, Venezia e Vicenza) e del Friuli-Venezia Giulia (Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine). Le DOCG Conegliano Valdobbiadene e Asolo, invece, fanno riferimento al vino prodotto in 15 comuni della provincia di Treviso.

6. Cartizze

Nel comune di Valdobbiadene esiste una piccola area di 107 ettari, ai piedi del monte Cesen, in cui si produce una tipologia “Superiore” di Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG denominata "Cartizze", considerata la massima espressione di questo vino in termini di qualità. Del resto, le uve vengono coltivate in un microclima unico e impossibile da riprodurre in altre zone, con una continua esposizione solare, una brezza costante, un terreno argilloso e ricco di minerali e forti escursioni termiche.

7. Diamo un po’ di numeri

Quello del Prosecco è un vero e proprio fenomeno, un business da 3 miliardi di euro all’anno, con oltre 10 mila lavoratori impegnati nella sua produzione e 300 cantine certificate, circa 450 milioni di bottiglie prodotte, oltre 30 milioni di casse da 9 litri consumate ogni anno e dal 2014 il sorpasso allo Champagne, i cui consumi si attestano sulle 27 milioni di casse.

8. Il Vino dell’Happy Hour…

Non esiste aperitivo senza Prosecco. Del resto, la sua freschezza, la sua leggerezza e la sua ricchezza di aromi lo rendono particolarmente adatto a questa occasione. Pensate che 2 aperitivi su 3 coinvolgono questo vino, sia come elemento principale sia come base di un cocktail più complesso. Spritz solo per fare un nome.

9. e quello del Presidente.

Sembra che durante le cene o i pranzi istituzionali il Prosecco rappresenti il vino scelto dai cuochi del Presidente della Repubblica per accogliere ospiti ed invitati. Bè, se siete arrivati a questo punto della lettura, non è nulla di sorprendente.

10. Consigli per il Servizio

Per poter apprezzare al meglio questo grande vino la bottiglia va immersa per circa 30 minuti in un secchiello con acqua e ghiaccio. La temperatura ideale di consumo è di circa 6-8 gradi centigradi. Il bicchiere da utilizzare è il classico flûte, di cristallo trasparente, liscio e incolore.

Posted in: Cultura del vino
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