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​Vino in Poesia: Neruda e “Ode al Vino”

By Luca Stroppa 07 luglio 2018 258 Views No comments

Vino in Poesia: Neruda e "Ode al Vino"

Madrid, Instituto Cervantes, “Caja de las Letras”, uno spazio in cui sono custoditi i documenti di maggior valore che vengono donati al famoso ente promotore della cultura ispanica in tutto il mondo. Qui, tra i tanti manoscritti, è conservato anche l’originale di una delle poesie più apprezzate di Pablo Neruda. Una poesia che ci riguarda da vicino perché è un canto d’amore nei confronti della nostra bevanda preferita: “Ode al Vino”.

Pablo Neruda

Scrittore, poeta, premio Nobel per la letteratura nel 1971, ma anche politico e diplomatico, Pablo Neruda è sicuramente uno dei personaggi di spicco del Novecento.

Nato a Parral, in Cile, nel 1904, fin da giovanissimo coltiva la passione per la scrittura, tanto che già a tredici anni pubblica storie e articoli su un giornale locale: "La Mañana".

Pablo Neruda è in realtà lo pseudonimo di Ricardo Eliécer Reyes Basoalto; pseudonimo adottato a partire dal 1920 per aggirare il divieto di continuare a scrivere imposto dal padre, che considerava questa attività poco dignitosa. Nonostante l’opposizione paterna, la poesia e l’impegno politico diventeranno il filo conduttore della sua intera esistenza. Due ambiti, apparentemente distanti, ma che spesso si incroceranno, influenzandosi reciprocamente.

Nelle sue opere troveranno posto tematiche sociali e politiche come la rivoluzione, la dittatura e l’esilio che il poeta sperimenta in prima persona. A questi grandi temi si affianca quello dell’amore per le piccole cose, per le cose semplici e scontate che la vita ci regala e che per il poeta rappresentano una felice consolazione alla superficialità del mondo moderno.

In questa chiave, va letta “Ode al Vino” contenuta nella raccolta “Odi Elementari” del 1954, e che tra le altre contiene “Ode alla castagna”, al pomodoro, alla minestra, all’aria, al pane, al carciofo… Una dichiarazione di amore nei confronti del cibo, della natura e ovviamente del vino.


ODE AL VINO

Vino color del giorno,
vino color della notte,
vino con piedi di porpora
o sangue di topazio,
vino, stellato figlio
della terra, vino, liscio
come una spada d’oro,
morbido come
un disordinato velluto,
vino inchiocciolato
e sospeso,
amoroso, marino,
non sei mai presente in una sola coppa,
in un canto, in un uomo,
sei corale, gregario,
e, quanto meno, scambievole.
A volte ti nutri di ricordi
mortali, sulla tua onda
andiamo di tomba in tomba,
tagliapietre del sepolcro gelato,
e piangiamo
lacrime passeggere,
ma il tuo bel
vestito di primavera
è diverso,
il cuore monta ai rami,
il vento muove il giorno,
nulla rimane
nella tua anima immobile.
Il vino muove la primavera,
cresce come una pianta di allegria,
cadono muri, rocce,
si chiudono gli abissi,
nasce il canto.
Oh, tu, caraffa di vino, nel deserto
con la bella che amo,
disse il vecchio poeta.
Che la brocca di vino
al bacio dell’amore aggiunga il suo bacio
Amor mio, d’improvviso
il tuo fianco
è la curva colma
della coppa
il tuo petto è il grappolo,
la luce dell’alcol la tua chioma,
le uve i tuoi capezzoli,
il tuo ombelico sigillo puro
impresso sul tuo ventre di anfora,
e il tuo amore la cascata
di vino inestinguibile,
la chiarità che cade sui miei sensi,
lo splendore terrestre della vita.
Ma non soltanto amore,
bacio bruciante
e cuore bruciato,
tu sei, vino di vita,
ma amicizia degli esseri,
trasparenza,
coro di disciplina,
abbondanza di fiori.
Amo sulla tavola,
quando si conversa,
la luce di una bottiglia
di intelligente vino.
Lo bevano;
ricordino in ogni
goccia d’oro
o coppa di topazio
o cucchiaio di porpora
che l’autunno lavorò
fino a riempire di vino le anfore,
e impari l’uomo oscuro,
nel cerimoniale del suo lavoro,
e ricordare la terra e i suoi doveri,
a diffondere il cantico del frutto.

Ode al Vino

Vino come bevanda conviviale e corale, vino come momento di condivisione; vino come allegria; vino come amore, come donna da amare; vino come amicizia e infine vino come prodotto della terra, dell’autunno e dell’uomo; come prodotto da apprezzare ed esaltare: quello di Pablo Neruda è un vero e proprio inno, una celebrazione del nettare di Bacco.


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Posted in: Cultura del vino
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