Swipe to the right

​Vino in Poesia: Ibsen e “Il canto dell’ebbrezza”

By Luca Stroppa 08 gennaio 2019

Vino in Poesia: Ibsen e "Il canto dell'ebbrezza"

Forza, coraggio e buon umore: per il padre della drammaturgia moderna, Henrik Ibsen, il vino è una bevanda consolatrice, un conforto e un sostegno di fronte alle sofferenze della vita, fonte di felicità e di serenità. Per questo, proprio al vino viene dedicato un sentito canto d’amore, “Il canto dell’ebbrezza”.

Henrik Ibsen

Henrik Ibsen è stato un poeta e un regista teatrale di grande spessore e innovazione, tanto da essere considerato uno dei precursori della drammaturgia moderna. La sua intera attività poetica e teatrale è profondamente condizionata dalla sua esperienza di vita: Ibsen fu costretto ad abbandonare gli studi fin da piccolo e a lasciare la casa di famiglia per trovarsi un lavoro e mantenersi, a causa del fallimento dell’attività del padre. La rabbia e la delusione derivanti da questo episodio lo portarono a sviluppare capacità uniche di critica e di tagliente osservazione sociale e culturale, al punto da essere mal visto nella sua terra d’origine, la Norvegia. Tutta la sua produzione è quindi ricca di elementi di denuncia nei confronti di una società falsa ed ipocrita.

Talento letterario indiscutibile, Ibsen compose il suo primo dramma, “Catilina”, a soli vent’anni: l’episodio della congiura del nobile romano viene utilizzata per affrontare questioni filosofiche, morali e sociali tanto care al letterato norvegese. E proprio in questo dramma troviamo un componimento poetico dedicato al vino, la bevanda preferita da Ibsen, sorseggiata dopo le lunghe ore lavorative e felice compagna delle notti passate in solitudine a leggere e scrivere le sue opere. Ecco “Il canto dell’ebbrezza”:

Evviva Bacco!
Allegri empiamo
sino all’orlo le tazze,
beviamo in suo onor!
La rossa bevanda
brilli deliziosa!
Noi tutti amiamo
del dio il licor!
Cordiale sorride
Il padre Libero;
l’ebbrezza c’invita;
chiaro è della vita il succo.
Suvvia godiamo!
Il vino dà gioia,
intono al piacere
cuore e pensier.
Tu più di tutti
sfavillando spumeggi,
o limpido Falerno,
sovrano licor!
Ravvivi il coraggio,
la forza ci dai;
il buon umor fai scendere
nei nostri cor.

Ibsen e “Il canto dell’ebbrezza”

“Evviva Bacco”. L’esordio di questo canto è sicuramente indicativo: al vino è dedicato un grido e un plauso di gioia, di esultanza e di giubilo, perché questa bevanda deliziosa ci dona gioia, riempie di felicità il nostro cuore e il nostro pensiero, “fa scendere il buon umore”, rinforza il nostro spirito, ci dona o ci restituisce coraggio e forza, è fonte di benessere, spensieratezza ed euforia che poi altro non sono che “il succo di una vita felice”, tutta da godere.

Posted in: Cultura del vino
  Loading...