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​Barolo: “il Vino del Re e il Re dei Vini”

By Luca Stroppa 12 giugno 2018 492 Views No comments

Barolo: "il Vino del Re e il Re dei Vini"

“Il Vino del Re e il Re dei Vini”: in questo semplice ma efficace gioco di parole è racchiusa la nascita, la storia, lo sviluppo e l’affermazione del Barolo, uno dei vini italiani più prestigiosi e apprezzati al mondo.

Inizia così la rubrica di Wineshop.it dedicata ai “Vini d’italia” in cui scopriremo tutto sui migliori rappresentati del mondo del vino della nostra Penisola.

Storia del Barolo

Il Barolo deve il suo nome al luogo di nascita e di massima produzione, il piccolissimo comune di Barolo, in provincia di Cuneo, nel cuore delle Langhe.

Il marchese di Barolo, Marco Tancredi Falletti e la moglie, la nobildonna francese Juliette Colbert, nei primi anni dell’Ottocento, intuirono le potenzialità dei vigneti coltivati nella zona trasformando radicalmente la produzione di un vino che, fino ad allora, era dolce, rosato e leggermente mosso. I due coniugi decisero di investire in questi vigneti e di introdurre una serie di novità nel processo di produzione. In particolar modo, fecero costruire una serie di cantine dove conservare il vino, permettendone l’invecchiamento ed evitando che la fermentazione avvenisse all’aria aperta. Nacque così un vino fermo e strutturato.

Carlo Alberto di Savoia, grande appassionato di vino, messo al corrente delle novità introdotte dai Marchesi, chiese ai due nobili di poterlo degustare. Secondo alcune testimonianze, la Marchesa decise di donare al Re 325 botti di Barolo !!! Il Re ne rimase entusiasta: da quel momento in poi il Barolo fu il vino del “Palazzo Reale”, “Il vino del Re”, bevuto nel corso dei pasti e offerto a Corte a tutti gli ospiti.

Qualche anno più tardi, anche Camillo Benso Conte di Cavour, contribuì alla diffusione e all’affermazione del vino, avviandone una produzione propria grazie alla collaborazione dell’enologo francese Oudar, e utilizzandolo come vino istituzionale, rappresentante prima di casa Savoia, poi del Regno di Sardegna e infine del Regno d’Italia. Si dice addirittura che nel corso dei festeggiamenti per l’Unità d’Italia non si fece altro che bere Barolo !!!

Da quel momento in poi, il Barolo fu identificato non solo come “il Vino del Re ma anche come il “Re dei Vini”, il “Vino d’Italia”.

Zona di produzione, Vitigno e Caratteristiche generali

Barolo, Castiglione Falletto, Diano d’Alba, Serralunga d’Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte d’Alba, Roddi, Verduno, Cherasco e Novello: sono questi 11 i comuni in cui si produce Barolo. Si tratta di zone molto vicine tra loro, nel territorio delle Langhe, riconosciuto nel 2014 Patrimonio dell’Unesco; zone particolarmente adatte alla coltivazione dell’uva Nebbiolo, l’unico vitigno con cui si può produrre il Barolo.

Nonostante i comuni di produzione del Barolo siano molto vicini tra loro, le diverse caratteristiche dei terreni, le diverse modalità di coltivazione della vite, di produzione e di conservazione del vino, danno vita a diverse varietà di Barolo, anche molto distanti tra loro.

In ogni caso, per potersi definire Barolo, il vino deve invecchiare per 38 mesi, almeno 18 in botti di legno, a partire dal 1 novembre dell’anno in cui sono prodotte le uve, mentre la denominazione “Riserva” è destinata soltanto a quelle varietà con invecchiamento pari o superiore ai 5 anni.

A partire dal 1980 il Barolo è classificato come DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita). Un riconoscimento che ha sicuramente contribuito ad una crescita costante della produzione, più di 12 milioni di bottiglie all’anno, delle vendite e del mercato, per un business di circa 68 milioni di euro.

Abbinamento: Barolo e…

Il Barolo è un vino dall’elevata gradazione alcolica, mediamente 14 – 14,5%, per cui si abbina alla perfezione con selvaggina e carni importanti, ma anche con formaggi in grado di resistere e non soccombere di fronte alla struttura e al tenore di questo vino.

Se poi senza Barolo non puoi stare allora abbinalo a qualunque cosa: ci sono appassionati che anche con il pesce non resistono al richiamo di questo.

Del resto stiamo parlando del “Vino del Re e del Re dei Vini”.


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Posted in: Vini d'Italia
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