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​Abbinamento Vino e Cannoli Siciliani

By Luca Stroppa 26 febbraio 2019

Abbinamento Vino e Cannoli Siciliani

Siamo nel bel mezzo di un carnevale cinquecentesco tra sfilate di carri, balli, danze e una folla mascherata; qualcuno si cimenta nell’interpretazione di una delle filastrocche più recitate in quell’occasione: “Beddi cannola di Carnalivari”, “Quanto sono buoni i Cannoli di Carnevale”. Per questa ricorrenza, noi di Wineshop.it ci trasformiamo in pasticceri siciliani e prepariamo il dolce più rappresentativo dell’isola e più divorato nel corso del Carnevale: ecco a voi i cannoli siciliani.

Storia e Curiosità sui Cannoli Siciliani

Il “cannolu”, in dialetto siciliano, è un dolce costituito dalla cosiddetta “scorza”, ovvero una cialda di pasta fritta, con un ripieno a base di ricotta a cui possono essere aggiunti altri ingredienti come il cioccolato o la frutta candita.

L’origine di questo dolce sembra essere legata alla città di Caltanissetta e alla festività del Carnevale, anche se le interpretazioni sono molteplici e tutt’altro che univoche.

Si narra, infatti, che il cannolo siciliano nasca all’interno di un convento, non ben definito, proprio in provincia di Caltanissetta per celebrare il Carnevale e che venisse consumato in quantità spropositate nel corso dei festeggiamenti. “Beddi cannola di Carnalivari, megghiu vuccuni a lu munnu un ci nné…”, “Quanto sono buoni i Cannoli di Carnevale, non c’è dolce migliore al mondo”, sono due strofe di una filastrocca popolare che, ancora oggi, potreste sentire pronunciare nel corso delle parate e delle sfilate carnevalesche isolane.

Non è comunque da escludere l’ipotesi di chi sostiene l’origine saracena del dolce. Sembra, infatti, che il nome della città di Caltanissetta derivi dall’arabo “Kalt el Nissa”, ovvero “castello delle donne”, in riferimento alla presenza di un ricchissimo harem appartenente ad un sultano saraceno al comando della città. Furono proprio le donne ospitate in questo harem, impegnate nel difficile tentativo di ingolosire e soddisfare l’appetito del sultano, ad inventare la ricetta dei cannoli, rielaborandone una già conosciuta ai tempi dei romani e molto simile a quella attuale.

Il termine “cannolo” deriva da “canna” e da una particolare usanza diffusa in passato per la sua preparazione. Pare, infatti, che, per ottenere una forma cilindrica, i primi pasticceri arrotolassero l’impasto dentro le “canne” dei fiumi, per poi riempirlo con ricotta e altri ingredienti. Oggi esistono appositi stampi metallici ma quell’espediente rimane indissolubilmente nella storia e nel nome di questo dolce.

Come e Quando i Cannoli Siciliani

Pur essendo in qualche modo legati al Carnevale, i cannoli oggi vengono gustati durante tutto l’anno e in ogni occasione.

Noi di Wineshop.it abbiamo deciso di prepararli nella versione con gocce di cioccolato fondente ad impreziosire il ripieno di ricotta di pecora. In realtà, come ogni ricetta estremamente popolare e diffusa in tutto lo Stivale, anche i cannoli sono oggetto di rivisitazioni e reinterpretazioni locali e regionali. C’è chi, ad esempio, decide di arricchire il ripieno con canditi di arancia, chi con canditi di ciliegia, gocce di pistacchio o cannella in polvere.

Il risultato è delizioso e decisamente calorico. Del resto, per un dolce del genere, la dieta può anche aspettare.

Vino e Cannoli Siciliani

I cannoli siciliani sono un dolce ricco, cremoso, robusto e dai profumi intensi soprattutto nella loro versione con la frutta candita. Vanno dunque accompagnati da un vino altrettanto imponente nella struttura che sappia convivere con i sapori del dolce.

La soluzione la troviamo nella terra d’origine dei cannoli. Già perché la Sicilia è ricca di vini adatti alla sua pasticceria. Noi di Wineshop.it puntiamo su un Passito di Pantelleria dai profumi intensi e persistenti, dalla struttura e dal grado alcolico importante. Un vino vigoroso così come il dolce che deve accompagnare.

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