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​10 Cose Che Devi Sapere sul Verdicchio dei Castelli di Jesi

By Luca Stroppa 10 maggio 2019

10 Cose Che Devi Sapere sul Verdicchio dei Castelli di Jesi

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è il simbolo vinicolo delle Marche: un vino che ha saputo superare un momento di crisi, nella seconda metà del XX secolo, per poi tornare ad imporsi quale bianco di fama mondiale… Ecco dunque 10 cose che non puoi non sapere su questo eccellente vino.

1. Verdicchio + Castelli di Jesi

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è un vino bianco che, come suggerisce il nome, è ricavato da uve Verdicchio e, originariamente, prodotto e diffuso nei “Castelli” di Jesi, un insieme di comuni della Vallesina, riuniti in questa denominazione perché si snodano attorno alla città di Jesi e al fiume Esino, il corso d’acqua più importante della regione.

2. Verde? Verdicchio…

Il Verdicchio è un vitigno a bacca bianca chiamato così per il colore dei suoi acini, dal caratteristico colore verdognolo. Pare che un viticoltore marchigiano che, per primo, si trovò di fronte queste uve esclamò: “Queste non sono uve verdi? Sono uve verdicchio…” dando, inconsapevolmente, nome al vitigno e al vino che si ricava.

Sull’origine delle uve Verdicchio esiste una diatriba non ancora risolta. Secondo alcuni si tratterebbe di un vitigno autoctono delle Marche, secondo altri invece, la sua origine sarebbe veneta. Per questi ultimi il Verdicchio sarebbe giunto nelle Marche grazie a dei coloni veneti che, sul finire del Quattrocento, decisero di rinvigorire le campagne marchigiane, provate da una epidemia di peste. Lo dimostrerebbe una recente analisi genetica che ha messo in luce notevoli somiglianze tra il Verdicchio e il Trebbiano di Soave.

3. Un successo internazionale: anni 40-50

Attorno agli anni 50 del XX secolo il Verdicchio dei Castelli di Jesi era, senza dubbio, il vino bianco più famoso in Italia e il vino bianco italiano più esportato all’estero, dove godeva di una grandissima fama e reputazione. Ciò era dovuto non solo alla bontà della bevanda ma anche all’originale iniziativa di una delle aziende leader nella produzione di questo vino. Nel 1954 fu infatti bandito un concorso per la realizzazione della bottiglia di Verdicchio dei Castelli di Jesi più originale e funzionale. Il concorso fu vinto dal famoso architetto milanese Antonio Maiocchi, con una bottiglia a forma di anfora, che ricordava quelle di terracotta diffuse tra gli Etruschi. Quella bottiglia ottenne un successo notevole, inaspettato, soprattutto all’estero, tanto da venir identificata con il vino in essa contenuta. Se, ancora oggi, chiedete ad un turista straniero, esperto di vino, informazioni sulla bottiglia del Verdicchio dei Castelli di Jesi farà, quasi certamente, riferimento alla sua particolare forma.

4. La crisi e la rinascita: anni 60-90

La notevole richiesta di Verdicchio dei Castelli di Jesi comportò una produzione su scala di massa che diminuì notevolmente il livello qualitativo del vino che, di conseguenza, vide notevolmente ridotte le sue esportazioni. Siamo attorno agli 60 del XX secolo e il declino del Verdicchio dei Castelli di Jesi sembrava inevitabile. Fino a quando… un gruppo di produttori locali decise di puntare nuovamente sulla qualità e non tanto sulla quantità del prodotto; vinificando in purezza e selezionando solo e soltanto le uve migliori, contrastando la tendenza di questo vitigno a produrre numerosi quantitativi di uva. Un vero e proprio Rinascimento che ha riportato questo vino ai fasti di un tempo.

5. La DOC

Nonostante un periodo non proprio favorevole, il Verdicchio dei Castelli di Jesi, ottenne, nel 1968, il marchio DOC (Denominazione di Origine Controllata) che poi ha subito successive e importanti modifiche con il decreto ministeriale del 2003.

6. Verdicchio & Co.

Secondo il disciplinare di produzione la denominazione Verdicchio dei Castelli di Jesi deve essere ottenuta da uve Verdicchio, per almeno l’85%, e da altri vitigni idonei alla coltivazione nelle Marche per un massimo del 15%.

7. Zona di Produzione

La zona di produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi ricade in una serie di comuni della provincia di Ancona e Macerata. Nello specifico 22 comuni della provincia di Ancona: Arcevia, Barbara, Belvedere Ostrense, Castelbellino, Castelplanio, Corinaldo, Cupramontana, Maiolati Spontini, Mergo, Montecarotto, Monte Roberto, Morro d'Alba, Ostra, Poggio San Marcello, Rosora, San Marcello, San Paolo di Jesi, Senigallia, Serra de' Conti, Serra San Quirico e Staffolo; e 3 di quella di Macerata: Apiro, Cingoli e Poggio San Vicino.

8. 5 Tiplogie

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC può essere prodotto in cinque differenti tipologie:

- Verdicchio dei Castelli di Jesi
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Spumante
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore

9. Caratteristiche

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi si presenta come un vino dal colore giallo paglierino con sfumature verdi, fresco, sapido, dal bouquet fruttato in cui si riconoscono aromi di pesca, mela e marmellata di agrumi, oltre a quelli di mandorle amare.

10. Abbinamenti

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è un vino a tutto pasto, molto ma molto versatile, in grado di abbinarsi sia con il pesce, sia con le carni bianche e ovviamente con la cucina regionale marchigiana.

Posted in: Cultura del vino
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