Perché si usa il rovere per le botti di vino?
Quando sentiamo parlare del processo produttivo di un vino, capita spesso di sentir dire che “matura in botti di rovere”. Molti produttori ci tengono a sottolineare che le botti di legno utilizzate per l’affinamento siano proprio di rovere, come una sorta di marchio di qualità per il vino.
Ma perché proprio il rovere? Cosa rende il rovere così adatto alla produzione delle botti per il vino?
E allora ci siamo detti: perché non approfondire la questione e scoprire quali caratteristiche rendono il rovere una delle tipologie di legno più utilizzate per la produzione delle botti da vino?
Leggi il nostro articolo e ti sveliamo tutto.
Che cos’è il rovere?
Il rovere è un legno ottenuto da alcune specie di quercia diffuse principalmente in Europa e Nord America. È considerato un legno pregiato e viene impiegato per la realizzazione di numerosi prodotti in tanti settori, dalla produzione di mobili e pavimentazioni fino alla realizzazione di contenitori in legno, tra cui le botti destinate all’affinamento del vino.
Le principali caratteristiche che rendono il rovere un legno particolarmente apprezzato e utilizzato in diversi ambiti sono:
• robustezza
• resistenza
• durabilità nel tempo
• facilità di lavorazione
Il rovere utilizzato per la produzione delle botti proviene principalmente da tre specie di quercia:
• Quercus robur
• Quercus petraea
• Quercus alba
Le prime due sono specie che ritroviamo in numerose aree boschive d’Europa, mentre la terza è tipica del Nord America. Più precisamente, Quercus alba è conosciuta come "quercia bianca americana" e, in senso strettamente tecnico, non corrisponde al rovere europeo. Tuttavia, da un punto di vista commerciale viene comunemente ricompresa nella categoria dei legni di quercia/rovere utilizzati per la produzione delle botti.
Naturalmente, ogni specie produce un legno con caratteristiche specifiche, che possono variare ulteriormente in funzione della provenienza e dalla lavorazione a cui è sottposto. Esistono quindi differenze tra un tipo di rovere e l’altro.
Pur presentando delle differenze, le diverse specie condividono alcune proprietà universali e comuni che rendono il loro legno particolarmente adatto alla produzione delle botti.
Che cosa rende il rovere particolarmente adatto alla produzione delle botti da vino?
Il rovere è considerato uno dei legni più pregiati e apprezzati per la produzione delle botti destinate all’affinamento del vino, grazie a una combinazione di proprietà particolarmente favorevoli. Più che una singola caratteristica, infatti, è l’insieme delle sue qualità a renderlo uno dei legni più utilizzati per questo scopo.
Vediamo quali sono.
1. Resistenza e durabilità
Queste sono due delle qualità che abbiamo già citato in precedenza.
Il rovere è un legno caratterizzato da ottima robustezza e resistenza nel tempo: è in grado di sopportare sollecitazioni e pressioni senza rompersi o deformarsi facilmente e di mantenere nel tempo le proprie caratteristiche, resistendo al deterioramento, all’umidità, agli agenti biologici e alle condizioni ambientali. Si tratta di qualità fondamentali per la realizzazione di vari prodotti o manufatti, non solo per la produzione delle botti per il vino.
2. Flessibilità e facilità nella lavorazione
Pur essendo un legno duro e resistente, il rovere presenta un’ottima lavorabilità e può essere modellato con relativa facilità. Nello specifico, questa caratteristica permette di curvare le doghe attraverso l’azione del calore, senza comprometterne la solidità e la resistenza. È proprio grazie a questo processo che le singole doghe possono assumere la caratteristica forma curva della botte.
È quindi la combinazione tra resistenza e lavorabilità a rappresentare un vantaggio fondamentale per la produzione delle botti da vino: il rovere è sufficientemente robusto da garantire una struttura solida e durevole, ma allo stesso tempo abbastanza lavorabile da poter essere modellato e trasformato nella forma necessaria.
3. Porosità controllata
Passiamo ora a una qualità del rovere che si adatta particolarmente bene alla produzione delle botti da vino.
Il rovere presenta una porosità controllata, cioè un livello di permeabilità che non è né eccessivo né completamente assente. Una caratteristica ideale per l’affinamento del vino, che necessita di una limitata quantità di ossigeno per evolvere correttamente.
La struttura del legno, infatti, è caratterizzata da una rete di pori che permette un graduale e limitato scambio di ossigeno tra il vino e l’ambiente esterno, senza compromettere la capacità della botte di contenere il liquido.
4. Trasferimento di composti aromatici
Questa è un’altra proprietà che rende il rovere particolarmente adatto alla produzione delle botti da vino.
Durante la tostatura delle doghe, il calore modifica anche la composizione chimica del legno, favorendo la formazione di numerosi composti aromatici, parte dei quali vengono poi trasferiti al vino durante il periodo di affinamento, contribuendo ad arricchirne il profilo aromatico e il bouquet.
Tra i principali sentori che possono derivare dall’interazione tra vino e legno troviamo note di: vaniglia, cocco, spezie, caffè, cioccolato/cacao ...
5. Cessione di tannini “speciali”
Il contributo del rovere al vino non si limita alla componente aromatica. Durante l’affinamento, il rovere rilascia anche i cosiddetti ellagitannini, una particolare famiglia di tannini naturalmente presenti nella quercia.
Gli ellagitannini sono tra i protagonisti di tantissimi processi evolutivi del vino. Tra i principali citiamo:
• contribuiscono alla struttura e alla sensazione di corpo del vino;
• partecipano alle gestione dei processi innescati dal contatto ossigeno e vino, favorendo l’evoluzione dei composti fenolici;
• contribuiscono alla stabilità del colore, soprattutto nei vini rossi, attraverso le interazioni con tannini e antociani;
• influenzano l’evoluzione della componente tannica, favorendo nel tempo una maggiore integrazione e contribuendo a rendere più equilibrate le sensazioni astringenti.
Questo rappresenta un aspetto fondamentale nella scelta del rovere perché il suo contributo non si limita al trasferimento di aromi, ma riguarda anche una serie di interazioni e processi che accompagnano l’evoluzione strutturale e chimica del vino.
Se il nostro articolo ti è piaciuto o ti è stato utile e se vuoi continuare ad avere notizie, aggiornamenti e curiosità sul mondo del vino, iscriviti alla newsletter del vino di Wineshop.it. Tanti contenuti e offerte ti aspettano!










Loading...