Le Langhe, Alba e il Barolo

logo_discoveritalia Le colline delle Langhe a sud di Alba disegnano un capriccioso percorso di salite, discese e piccole curve che racchiude i vigneti più preziosi del Piemonte: è il regno del Barolo, re dei vini e vino dei re, ma non mancano altri vini importanti come il Nebbiolo, il Dolcetto e la Barbera. In pochi chilometri s’incontrano tutte le borgate più famose della zona, dalla stessa Barolo a La Morra, da Monforte a Serralunga d’Alba, in un succedersi di antichi manieri e di torri medievali immersi nelle infinite distese di vigneti e coltivi.

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Alba

La città dei tartufi, del vino, del torrone e di altre delizie culinarie, è adagiata in una piccola conca ai piedi delle colline delle Basse Langhe. Alba, fondata dalle antiche popolazioni Liguri, fu abitata dai Galli e dai Romani, diventando nel Medioevo un feudo importante e conteso. Il centro storico è circondato dalle mura romane, e tra le strade strette si innalzano ancora le torri delle case-forti costruite nel Medioevo a difesa delle famiglie più ricche. Il duomo gotico, dedicato a S. Lorenzo, fu eretto nel ‘400 su una primitiva chiesa di epoca romana, e rimaneggiato più volte (la facciata, salvo gli antichi portali, è del 1878). Il passato medievale della città viene rievocato ogni anno con le sfilate in costume del “Palio degli asini” e la “Giostra delle cento torri”, a ottobre. Nello stesso periodo si tiene la “Fiera Nazionale del Tartufo”.

Barolo

Il paese che incarna l’essenza di uno dei più nobili vini piemontesi è immerso nel mutevole paesaggio collinare delle Langhe. Feudo dei conti Falletti fin dal 1480, poi passato ai Gonzaga e ai Savoia, questo piccolo paese dalle case vecchiotte e dalle vie strette è il cuore della produzione vinicola del Barolo, un vino prodotto con uve nebbiolo, rosso e intenso, destinato all’invecchiamento. Il borgo è dominato dal castello Falletti, rimaneggiato ai primi dell’‘800, in cui ha sede l’enoteca comunale che presenta tutti i produttori vinicoli della zona. Nello stesso palazzo si può visitare il Museo della Civiltà Contadina, che raccoglie oggetti e attrezzi antichi.

Grinzane Cavour

In questo borgo delle Langhe ha trascorso la giovinezza Camillo Benso, conte di Cavour. Il castello di Grinzane, uno dei più antichi della zona, è un maestoso edificio in cotto, costruito nel sec. XIII, che venne sontuosamente rielaborato nel ‘600, e arricchito di torrette laterali e mastio a pianta quadrilatera. Nel corso dell’‘800 il castello divenne una delle residenze preferite del conte di Cavour; oggi le sue sale ospitano l’Enoteca regionale e un Museo enologico, specializzato nella storia della produzione vinicola delle Langhe. Ogni anno a Grinzane si attribuisce il premio letterario “Grinzane Cavour”.

A TAVOLA
Tartufo d'Alba Robiola di Roccaverano
Più che un prodotto tipico, il tartufo albese, il famoso Tuber magnatum pico, è un meraviglioso dono che la natura ha fatto al Piemonte, insolito, raro e straordinario simbolo della sua ricca cucina. In gastronomia il tartufo bianco d’Alba esige rispetto. Non lo si può servire su cibi troppo saporiti perché inevitabilmente ne farebbero scomparire il sapore e le caratteristiche migliori. Nelle Langhe il tartufo appare in tavola all’antipasto, semplicemente affettato su tartine di pane integrale imburrate, oppure su piatti di tajarin o di agnolotti, conditi soltanto con burro e parmigiano. Apprezzatissimo inoltre se tagliato a lamelle sottili su un paio di uova fritte. Della numerosa famiglia di robiole piemontesi, quella di Roccaverano è la più famosa e l’unica protetta dalla denominazione d’origine. Prende il nome dal comune di Roccaverano, nell’Astigiano, ed è prodotta anche in alcuni altri comuni delle provincie sia di Asti sia di Alessandria.LavorazioneUn tempo era ottenuta solo con latte di pecora, oggi è prevalentemente a latte vaccino parzialmente scremato per affioramento con aggiunte di latte di pecora e capra. Le forme, cilindriche, del peso di circa 300 g, rimangono a stagionare pochi giorni e sono pronte per il consumo. Esclusivo formaggio da tavola, la robiola viene anche conservata in vasi di vetro sott’olio. 
Tajarin Torta di nocciole
È l’unico esempio di pasta fresca di sicura origine piemontese e appartiene alla tradizione della zona delle Langhe albesi. Si tratta di tagliatelle sottilissime di pasta all'uovo che si possono acquistare già pronte, preparate quotidianamente nei laboratori artigianali.  Specialità classica dei pasticcieri delle Langhe e del Roero, è ottenuta da un impasto di nocciole tritate, farina bianca, zucchero, uova, un poco d’olio d’oliva e lievito. Dessert immancabile in tutti i ristoranti della zona.
Murazzano  
Formaggio dell’alta Langa cuneese, a denominazione d’origine, deriva il nome dal comune di Murazzano, nei pressi di Dogliani, dove è nato e viene prodotto. L’area riconosciuta dalla Doc comprende però oltre 40 comuni del circondario, tutti nella zona langarola a ridosso dello spartiacque verso la Liguria. Classico formaggio da tavola, il murazzano può essere consumato naturale oppure condito con olio extravergine d’oliva e pepe macinato.

 

IL VINO
E’ questa una zona particolarmente adatta alla coltivazione della vite: un terreno prevalentemente collinare ed un clima secco favoriscono una produzione di qualità. Il vitigno più diffuso è il Nebbiolo, il cui nome si pensa derivi dalla parola “nebbia”: infatti è un vitigno che produce un uva che matura tardivamente quando le prime nebbie fanno capolino sulle colline. Questo vitigno da origine in questa zona ad uno dei vini più conosciuti di Italia, il Barolo, gloria dell’enologia piemontese che prende il nome dal paese omonimo. Nato nelle tenute dei Marchesi Faletti, questo nobile e robusto vino è particolarmente adatto all’invecchiamento: può essere bevuto anche dopo 20 o più anni senza che la sua qualità ne risenta. E’ un rosso con una personalità unica, che va servito a temperature superiori ai 18° e, particolare curioso, si conserva in bottiglia anche se già stappata. Vuoi imbandire un pranzo o una cena nello stile della regione? Acquista qui i vini del Piemonte selezionati per te dai nostri esperti.

 

DOVE MANGIARE E DORMIRE
Se il vino è senza dubbio l’emblema delle Langhe, anche la cucina non è da meno. Questa, infatti, è una delle zone d’Italia dove si mangia meglio, e dove c’è un ottimo rapporto qualità-prezzo. Ogni paese ha la sua trattoria caratteristica dove potrete assaggiare una buona selezione di piatti abbinati a vini eccellenti e ad una proverbiale cortesia. Una cucina che segue la stagionalità, dove la carne è l’elemento principale che ritroviamo nei sughi, negli agnolotti del plin e naturalmente nei secondi, dove trionfano i bolliti, lo stracotto ed il tipico tabarin, il brasato al barolo. Le salse hanno la loro migliore espressione nella la mitica bagna cauda. Ma il re incontrastato è il tartufo che esalta ogni piatto, dall’antipasto al secondo. Ad Alba vi consigliamo l’Osteria dell’Arco (tel. 0173363974), un locale carino, in un cortile di piazza Savona, dove regnano l’ospitalità, la qualità dei prodotti e la tradizione contadina. Vi consigliamo di assaggiare il risotto con fonduta e tartufi e l’uovo tartufato in cocotte, naturalmente accompagnati da uno dei migliori vini delle Langhe. A Barolo non potete assolutamente perdervi un locale bellissimo, tranquillo, appartato, nel cuore della città: è la Locanda nel Borgo Antico (tel. 017356355), dove potrete gustare piatti fatti con l’amore per la tradizione e per la storia. Per quanto riguarda il dormire a La Morra, nella frazione Annunziata vi consigliamo un agriturismo, La Cascina del Monastero (tel. 0173509245), una bella casa d’epoca con stanze arredate con mobili antichi, particolarmente adatta per chi ama la natura e la vita all’aria aperta. Se preferite invece un luogo più raffinato ed elegante, vi consigliamo Villa Beccaris (tel. 017378158) a Manforte d’Alba: un albergo affascinante ricavato in una villa settecentesca.
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