In viaggio tra i vigneti della tradizione friulana

logo_discoveritalia La terra dei grandi vini friulani forma una specie di arco che, a distanza di una decina di chilometri, abbraccia la città di Udine. L’itinerario può partire proprio da Udine, rivolgersi a sud lungo la direttrice per San Giovanni al Natisone e, dopo aver toccato le importanti borgate di Búttrio e Manzano, deviare a sinistra fino a Corno di Rosazzo, quindi salire superando Spessa e continuando verso Cividale del Friuli, Faedis, Nimis e, infine, Tarcento. Lungo il percorso si possono fare delle puntate brevi verso est fino a Prepotto e alla vicina zona di Cialla.

Udine

Nel cuore della pianura friulana fra il Tagliamento e l'Isonzo, la città sorse intorno a un castello. Il trasferimento della sede patriarcale da Cividale a Udine, nel ‘200, ne fece il centro culturale e artistico della regione. Importante mercato di prodotti agricoli e zootecnici in età tardomedievale, è ora un vivace centro industriale. Del periodo medievale restano solo alcune torri della scomparsa cinta muraria e le chiese di Santa Maria di Castello e di San Francesco, ed elementi del duomo. Ma della città è noto l’aspetto architettonico legato all’esordio del dominio veneziano (secc. XV-XVI) che improntò del suo garbo palazzi gotici e rinascimentali.

Castello

La massiccia e imponente fortificazione cinquecentesca, che nella sua veste attuale appartiene al progetto di Giovanni Fontana, rielaborato da Giovanni da Udine, sorge sulle rovine di un precedente castello dei patriarchi di Aquileia. Lo si raggiunge varcando l'Arco Bollani, disegnato nel 1556 dal Palladio, e percorrendo la salita al castello, fiancheggiata da un grazioso portico gotico-veneziano della fine del sec. XVI. Dopo lunghi restauri dovuti al sisma del 1976 hanno riaperto la Galleria di Arte Antica e il Museo Archeologico. La prima ha sede al piano nobile, il cui salone del Parlamento ospita affreschi di Pomponio Amalteo e il Trionfo dei Cristiani sui Turchi del Tiepolo. Qui sono conservati dipinti dal periodo tardomedievale alla fine dell’‘800, da Tiepolo a Caravaggio e Carpaccio. Il Museo archeologico conserva invece testimonianze dell’antico passato friulano, dal Neolitico ai Longobardi.

Porticato di S.Giovanni

Edificato nel 1533 da Bernardino da Morcote, è una costruzione rinascimentale di grande eleganza e suggestione. È sormontata dalla torre dell'Orologio del 1527 che riporta il leone di San Marco e due mori che battono le ore. Al centro un ampio arco permette l'accesso alla chiesa di San Giovanni, oggi mausoleo dedicato ai caduti. Nello spazio antistante il porticato si trovano alcune statue, tra cui la secentesca Giustizia, il leone marciano del sec. XVI e una bella fontana, opera di Giovanni da Carrara (1542).

Duomo

Conserva dell'originario edificio gotico trecentesco, rimaneggiato nel '700, l’imponente mole, il portale centrale, a forte strombatura e coronato da una cuspide, e quello del campanile incompiuto, la cui struttura è stata innalzata sull'ottagono del Battistero del sec. XIV. All'interno, a tre navate, decorazioni a stucco, statue e dipinti barocchi. Notevoli sono i dipinti del Tiepolo che impreziosiscono gli altari delle cappelle di destra con raffigurazioni della Trinità, Ss. Ermagora e Fortunato e della Ressurrezione. Di pregevole fattura è l'altare maggiore marmoreo con statue (1717).

Cividale del Friuli

Questa cittadina, che sorge nella valle del fiume Natisone, fu uno dei maggiori centri del Friuli medievale. Nel 568 Alboino fece della città la capitale del primo ducato longobardo ed è proprio di questo periodo che conserva testimonianze di grande valore. Nel cinquecentesco Palazzo dei Provveditori Veneti ha infatti sede il Museo Archeologico Nazionale, in cui si può ammirare una delle più importanti e complete esposizioni sui Longobardi in Italia. Il duomo, iniziato nel 1453, venne compiuto alla metà del sec. XVI da Pietro Lombardo. All’interno è conservata la preziosa pala d'argento dorato con Madonna, santi e il patriarca Pellegrino II (1193-1204). Vicino al fiume Natisone si trova il Tempietto Longobardo (sec. VIII), con splendide decorazioni a fresco (sec. XI) e a stucco (secc. VIII-XI) tra cui le sei celebri figure femminili a tutto tondo.

Tarcento

Località di villeggiatura adagiata nell’anfiteatro morenico del Tagliamento, tra orti e vigneti irrigati dalle acque del torrente Torre. La cittadina, quasi completamente distrutta dal terremoto 1976, ha restaurato le testimonianze del suo passato tra cui il settecentesco Palazzo Frangipane e la parrocchiale di S. Pietro, edificata originariamente nel sec. XII, ma rimaneggiata in epoca barocca. Nelle vicinanze sono sicuramente interessanti gli itinerari speleologici nelle grotte di Villanova.

A TAVOLA
Muset con broade Prosciutto San Daniele
È uno dei piatti classici della gastronomia friulana. Con il nome di musetto si intende il cotechino tradizionale, ottenuto con parti grasse e magre del maiale, comprese cotenne e testa, macinate finemente, mescolate a spezie e aromi e insaccate nel budello naturale. Bollito, è servito tradizionalmente con la broade, stufato di cavoli acidi. Famoso in tutta Italia, dopo la lavorazione prevede una stagionatura tra i 15 e i 18 mesi. La quarta domenica d’agosto il paese di San Daniele del Friuli festeggia il suo prodotto più famoso, con assaggi di prosciutto e proposte di salami, salsicce e cotechini accompagnati da ottimi vini friulani. Oltre che abbinato a melone e fichi in un menu estivo, è ottimo nel classico portafogli San Daniele: una fetta di carne piegata a metà che racchiude una fetta di prosciutto, una di formaggio montasio e una di peperone arrostito.
Gubana di Cividale Montasio
È un dolce di pasta sfoglia con ripieno di noci pestate, zibibbo, uva sultanina ammorbidita nel rhum, pinoli, cioccolata a pezzetti, fichi e prugne secchi sminuzzati, cedrini canditi, il tutto amalgamato con tuorlo d’uovo. La sfoglia, avvolta a rotolo, è cotta in forno. Si tratta del più tipico formaggio friulano, che prende il nome dall’altopiano di Montasio, zona al confine nordorientale della regione fra le vette alpine.

 

IL VINO
Il Friuli è caratterizzato da una moderna viticoltura di qualità sviluppatasi già intorno alla metà del secolo scorso. E’ una regione apprezzata soprattutto per la produzione di vini bianchi di qualità. Accanto ai vigneti tradizionali autoctoni tra cui il Tocai Friulano, il Verduzzo Friulano, il Refosco dal Peduncolo Rosso ed il raro Picolit, sono presenti varietà pregiate di importazione francese e tedesca come il Merlot, il Cabernet, lo Chardonnay, il Sauvignon, il Traminer Aromatico ed il Riesling Renano. Vuoi imbandire un pranzo o una cena nello stile della regione? Acquista qui i vini del Friuli-Venezia Giulia selezionati per te dai nostri esperti.

 

DOVE MANGIARE E DORMIRE
A Udine merita una sosta la trattoria Al Lepre (tel. 0432295798), una delle osterie storiche della città: buona cucina ed ottimi vini, anche sfusi, a prezzi moderati. A Cividale del Friuli vi consigliamo l'enoteca Il Cantiniere Romano (tel. 0432732033) dove potrete usufruire di un'ampia scelta di vini della regione e gustare i piatti caldi preparati dalla signora Marisa: gnocchi di ricotta e spinaci, il risotto alla zucca gialla, la trippa alla parmigiana ed altri ancora. Per dormire vi consigliamo la Locanda al Castello a Cividale del Friuli (tel. 0432733242), poche camere molto curate e tranquille ricavate all'interno di un castello dell'inizio dell'ottocento. A Udine un buon indirizzo è l'albergo Clocchiatti (tel. 0432505047), camere confortevoli in una villa stile liberty della fine dell'ottocento.
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