Castelli e colline sulla via del Chianti

logo_discoveritalia Il territorio del Chianti si estende tra le province di Firenze e Siena, a ovest della val di Pesa e della Val d'Elsa. Caratteristico di questa parte di Toscana è l'affascinante susseguirsi di borghi, vigneti e colline, in una suggestiva atmosfera medievale. Qui sorgono i centri storici della produzione del più famoso tra i vini italiani e ogni strada conduce a una cantina, un castello e una fattoria il cui nome figura su un'etichetta di vino insieme al celebre marchio del Gallo Nero che indica il Chianti d'eccellenza.

Impruneta, una strada fra i vigneti

Il percorso alla scoperta del Chianti Classico prende le mosse dal casello autostradale di Firenze Sud e procede lungo la via Chiantigiana. A pochissimi chilometri da Firenze si è già nel cuore dei vigneti in un paesaggio che si ripeterà uguale fino a Siena, con regolare alternanza di viti, ulivi e cipressi. La porta d'ingresso nel mondo del Chianti Classico è Impruneta. Sono due le occasioni nell'anno che spingono all'Impruneta: la gran Festa dell'uva che si celebra a settembre con sfilata di carri allegorici e la grande Fiera di San Luca della metà d'ottobre. Quella dell'uva è stata la prima celebrazione della vendemmia organizzata in Italia, a cominciare dal 1926, mentre la Fiera di San Luca ha tradizione molto antica con grande partecipazione di popolo e ha ispirato artisti in varie epoche. Da non perdere, durante la visita, la basilica di Santa Maria dell'Impruneta e la vicina, elegante torre campanaria merlata. All'interno della chiesa la pala d'altare della cappella della Croce è una splendida ceramica invetriata di Luca della Robbia.

Impruneta

Grande centro agricolo a sud di Firenze, tra gli olivi che dolcemente invadono i colli compresi tra la valle del Greve e quella del torrente Ema. La sua pieve, originalmente romanica, si trova su piazza Buondelmonti, spazio loggiato al centro del paese. Costruita attorno all'anno 1000, sull'antico sito di un santuario etrusco, S. Maria all'Impruneta mostra i segni delle ristrutturazioni a cui è stata sottoposta nel corso dei secoli. Ammiriamo così la facciata preceduta da un portico, la duecentesca torre campanaria e l'interno rinascimentale a singola navata, ricco di preziose opere, tra le quali spiccano due splendide edicole attribuite a Michelozzo.

Greve in Chianti

Percorrendo la statale 222 Chiantigiana da Firenze a Siena, Greve in Chianti è il primo borgo che si incontra. La sua antica piazza triangolare è fiancheggiata da palazzi, portici e loggiati che convergono verso la facciata neoclassica della parrocchiale di Santa Croce. La piazza di Greve era ed è luogo di mercato che raduna la gente dei dintorni tutti i sabati, ma si ravviva il lunedì di Pasqua con un mercatino d'antiquariato, a maggio con una mostra mercato di fiori e piante e a settembre con la grande mostra del vino Chianti, la più importante di tutto il territorio. Su un lato della piazza si trova il monumento dedicato al navigatore Giovanni da Verrazano, il cui castello di famiglia, oggi famosa azienda vinicola, è su un poggio a breve distanza dall'abitato. Attorno a Greve si trova il primo nucleo di grandi cantine che producono Chianti Classico DOCG, ma anche interessanti vini da tavola o a Indicazione Geografica Tipica (IGT) ottenuti con uvaggi diversi e con uve di recente impianto. Non si può lasciare Greve in Chianti senza salire al castello di Montefioralle. È uno dei borghi più antichi della zona, un tempo detto 'Monteficalle' perché circondato da moltissime piante di fichi. In origine borgo fortificato, conserva oggi intatta la straordinaria atmosfera di un tempo lontano.

Panzano, il borgo e il castello

Poca cosa rimane oggi del castello di Panzano, saccheggiato dopo la battaglia di Montaperti tra fiorentini e senesi (1260) e distrutto in seguito dai Visconti, Signori di Milano, alleati con la città di Siena. Conserva tuttavia la sua imponenza nell'ala sopravvissuta con la bella porta d'ingresso e una parte della cinta muraria. Il borgo ha invece un aspetto decisamente moderno con qualche costruzione settecentesca.

Volpaia

Da Greve in Chianti è opportuna una deviazione dalla Chiantigiana, per immettersi in una strada secondaria che arriva a Volpaia, un perfetto borgo medievale raccolto attorno al castello e all'azienda che produce un famoso Chianti Classico. L'ambiente è stato conservato in maniera encomiabile. L'azienda ha proseguito e migliorato la produzione vinicola della fattoria, trasformando anche il borgo in un importante centro culturale, in cui si organizzano mostre d'arte e convegni. Il castello è inoltre un raffinato agriturismo

Radda in Chianti

Proseguendo verso Sud si giunge a Radda in Chianti. Il paese è circondato dalla cinta muraria originaria che comprende l'intero borgo sorto attorno al castello. Al centro si trova il bel palazzo del Podestà. Due visite da non perdere, a soli 3 km dal borgo, sono a sud l'incantevole pieve di San Giusto in Salcio, isolata in una conca verdissima tra i vigneti e, a uguale distanza verso nord, la pieve di Santa Maria Novella, del Mille, con un'originale facciata romanica perfettamente squadrata e una singolare decorazione di capitelli con aquile e leoni. Radda è sede del Consorzio Chianti Classico fondato nel 1924 e di un Centro Studi Chiantigiani.

Gaiole in Chianti

Sulla strada che da Radda porta verso il valico dei monti del Chianti, è da vedere Gaiole in Chianti. Gaiole, da sempre importante centro di mercato, commerci e dogana sulla via di Siena, ospita oggi, tra giugno e settembre, numerose fiere e feste, culminanti nel Settembre Gaiolese, una celebrazione della vendemmia. Attorno a Gaiole si trova una delle maggiori concentrazioni di fattorie e castelli, almeno una quindicina, alcuni dei quali decisamente di grande rilievo storico e vinicolo. L'itinerario da Gaiole verso Siena passa attraverso lo storico borgo del castello di Brolio, residenza, fin dal Medioevo, della famiglia del barone Bettino Ricasoli, più volte presidente del Consiglio negli anni successivi all'unità d'Italia (1860). Il castello, del IX secolo, fu poi ricostruito nel XV secolo dai fiorentini.

Monteriggioni e Castellina, il cuore del Chianti Classico

Il percorso del Chianti Classico passa obbligatoriamente per Siena senza tuttavia toccarla e punta verso nord con la scelta di due percorsi: la via diretta attraversa un'importante area di vigneti con i castelli di San Leonino e Fonterutoli; utilizzando invece la prima parte della superstrada per Firenze, si arriva a Monteriggioni e si sale a Castellina in Chianti. È il cuore geografico delle colline del Chianti. L'itinerario lo attraversa tutto, e si conclude alle porte di Firenze. Il percorso lineare è di circa 150 km: oltre ai grandi vini, le cose da vedere sono molte ed è possibile interrompere il viaggio fermandosi in buoni alberghi o in belle aziende agrituristiche. Monteriggioni è stato costruito dai senesi sulla sommità di un dosso collinare con la cinta muraria sull'orlo degli scoscendimenti e si è conservato integro nella sua struttura duecentesca. Le case all'interno sono raccolte attorno alla bella parrocchiale del XIV secolo. Gli abitanti sono in tutto poco più di duecento. Nella piazza si trova un buon ristorante caratteristico; numerose le botteghe d'artigianato, soprattutto ferro battuto e merletti. Castellina in Chianti sorge attorno alla rocca che domina la piazza centrale ed è attraversata dalla medievale via delle Volte, suggestivo camminamento coperto che faceva parte della struttura difensiva. Da vedere, nei pressi di Castellina, una notevole tomba etrusca del VI secolo a.C. il cui ritrovamento avvenne casualmente nel 1507 nel corso dei lavori per la messa in dimora dei vigneti.

Monteriggioni

Ogni colle toscano è onorato da un piccolo borgo cinto da mura, ma nessuna eguaglia quelle di Monteriggioni, che si erige a nord di Siena lungo un itinerario turistico che tra boschi, vigne e ulivi, conduce fino a San Gimignano. Cerchia antica e circolare, splendidamente conservata, narra di fondatori senesi in lotta con fiorentini conquistatori. La compongono mura duecentesche e torri quadrilatere, a contenere un piccolo abitato dalla parrocchiale in stile romanico-gotico. Poco distante Abbadia Isola ha un bellissimo monastero cistercense risalente al sec. XI, dalla splendida chiesa romanica, mentre Staggia possiede un castello, fortificazioni e un'antica pieve. Nei locali attigui a essa si trova una Raccolta d'arte sacra, dove sono conservati splendidi dipinti tra cui la Comunione di S. Maria Maddalena, capolavoro di Antonio del Pollaiolo.

La val di Pesa

I centri della val di Pesa che fanno parte dell'area del Chianti Classico sono Tavarnelle Val di Pesa e San Casciano in Val di Pesa. Tavarnelle era l'antica Tabernulae, stazione romana sul percorso tra Firenze e Roma. Meritano una visita la chiesa di Santa Lucia al Borghetto risalente al Cinquecento, al cui interno si trova un'Annunciazione di Neri di Bicci e, fuori dal paese, la pieve di San Pietro in Bossolo. A San Casciano la chiesa della Misericordia conserva notevoli opere d'arte. Vale poi il breve tragitto di 3 km la borgata di Sant'Andrea in Percussine, dove si trovano una bella villa Antinori, settecentesca, e l'attuale villa Serristori. Notevole è anche il borgo di Badia a Passignano, sede di un'importante azienda agricola. L'insediamento risale all'884 ed è legato a una comunità religiosa cresciuta nel tempo in numero e potere grazie alle donazioni delle famiglie nobili della zona. La struttura attuale del villaggio risale al Trecento, quando intervennero sostanziali lavori di restauro. La chiesa dell'abbazia, dedicata a san Michele, conserva varie tele del pittore locale Domenico Cresti più noto come il Passignano, del Ghirlandaio e di altri artisti. Di qui a pochi km si è alle porte di Firenze, dove ha inizio e si conclude il viaggio nella terra che produce il più noto e amato dei vini italiani.

A TAVOLA
Pecorino toscano Pistum
Sotto l'unica denominazione di pecorino toscano, riconosciuta Doc nel 1986 e confermata come denominazione di origine protetta dall'Unione Europea nel 1996, è compresa tutta la variegata produzione della regione e di alcuni comuni umbri e laziali con essa confinanti. Due sono le tipologie di formaggi ovini toscani: fresco (o di media stagionatura) e stagionato. I pecorini freschi, dolci e fragranti, sono maggiormente apprezzati a Pontremoli e in Lunigiana, in provincia di Massa Carrara, e in Garfagnana, in provincia di Lucca. Nella Val d'Orcia, in provincia di Siena, sul monte Amiata e in Maremma, in provincia di Grosseto, si trovano facilmente pecorini che hanno subito un affinamento di 5-6 mesi o più. Oltre che in Maremma, produzioni importanti si hanno in provincia di Siena, con i "pecorini delle crete", e sulle colline del Chianti e di Montalcino. In un banchetto organizzato a Siena nel 1719 per festeggiare il Carnevale venne presentato per la prima volta l'accostamento tra cacio e confettura di frutta. Oggi è norma accompagnare il pecorino stagionato con miele o marmellata. Diffuso è anche l'uso come formaggio da grattugia, utilizzato per la ribollita, ma anche per paste asciutte. Una delle più recenti e coraggiose proposte viene dalla costa maremmana, dove sono nate le penne condite con acciughe fresche e pecorino grattugiato. È un salame piuttosto grosso, composto di carni magre e grasse di maiale tritate insieme. L'impasto viene aromatizzato con semi di finocchio selvatico e da qui ha origine il nome. La stagionatura può variare da 6-7 mesi a un anno. Oltre che alla finezza dell'impasto, la finocchiona deve alle sue dimensioni il fatto di poter mantenere pressoché intatta la morbidezza interna. È componente fondamentale del classico antipasto di affettati alla Toscana, insieme con prosciutto, salame e i classici crostini.
Farro
Ha ottenuto dall'Unione Europea il riconoscimento dell'indicazione geografica protetta. Il nome scientifico è Triticum dicoccum, una varietà di grano che cresce bene in ambiente montano. Alcune zone coltivate si trovano addirittura a 1200 m di quota. Viene utilizzato per minestre e in qualche caso sostituisce il riso in ricette di classici risotti. Bollito e servito freddo è anche protagonista di insalate estive molto appetitose.
IL VINO
La zona del Chianti dà alla luce il vino omonimo, forse il vino italiano più conosciuto nel mondo. Il nome Chianti viene citato per la prima volta verso la fine del XIV secolo, ma il vino così come lo conosciamo oggi, a base di Sangiovese arricchito con Canaiolo e Trebbiano, fu codificato nel XIX secolo dal Barone Ricasoli. Originalmente la zona del Chianti si estendeva tra Firenze e Siena, ma già nel 1726 un bando del Granducato di Toscana allargava la zona di produzione alle terre limitrofe, decisione ratificata nel 1932 da un decreto del re d'Italia che però al contempo definiva la zona del Chianti Classico come quella originaria. Oggigiorno esistono 7 sottodenominazioni che corrispondono ad altrettante zone geografiche: Chianti Classico, Chianti Colli Fiorentini, Chianti Rufina, Chianti Montalbano, Chianti Colline Pisane, Chianti Colli Senesi e Chianti Colli Aretini. Ogni Chianti, pur avendo la propria personalità, mantiene delle caratteristiche comuni che lo contraddistingue da altri vini: il bel colore rubino ed il caratteristico profumo vinoso con sentori di mammola. Vuoi imbandire un pranzo o una cena allo stile del Chianti? Acquista qui i vini del Chianti selezionati per te dai nostri esperti.

 

DOVE MANGIARE E DORMIRE
Per la buona tavola c'è l'imbarazzo della scelta in tutta la regione ed in particolare nella zona del Chianti.. A Greve vi consigliamo di fermarvi da Padellina (tel. 055 858388), uno di quei rari luoghi che conservano l'atmosfera dell'autentica trattoria, grazie alla buona cucina ed alla simpatia del patron che esercita con passione non solo il mestiere di oste, ma anche quello di letterato. A San Casciano in Val di Pesa si trova uno dei migliori ristoranti di tutta la regione, la Tenda Rossa (tel. 055 826132), un ambiente elegante e raffinato in mezzo alla campagna toscana, dove si possono gustare i piatti tipici della cucina locale. In questa zona numerosi sono gli agriturismi e le ville d'epoca dove poter alloggiare. A Monteriggioni vi consigliamo il Castelbigozzi (tel. 0577 300000), albergo realizzato in una struttura di origine medioevale. A Castellina in Chianti c'è una alternativa più economica, Salivolpi (tel. 0577 740484), una pensione ricavata in due vecchie case contadine, un luogo curatissimo dove regna una atmosfera calma e tranquilla.
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