Asti e il Monferrato

logo_discoveritalia La regione del Monferrato, che si estende a est di Torino, è una delle zone vinicole più importanti d’Italia per condizioni geologiche e climatiche. I vini principali che vengono qui prodotti sono la Barbera d’Asti, la Barbera del Monferrato e il Freisa d’Asti. L’itinerario attraversa l’area collinare a sud del fiume Tanaro e conduce in città rinomate per il turismo e la produzione vinicola come Asti, Nizza Monferrato e San Martino Alfieri.

Asti, città d'arte e patria del tartufo

La strada della Barbera d’Asti parte proprio dalla città dalla quale prende il nome. Asti si trova in Piemonte ed è un importante centro per il commercio, l’industria e la produzione vinicola. Il nucleo storico della città rispecchia l’assetto urbano dell’età medievale; lungo le strette vie si trovano ancora oggi i resti di numerose torri e di edifici risalenti a quel periodo. Dopo aver visitato la cattedrale, che fu costruita nel XIV secolo in stile gotico e che custodisce al suo interno molte opere d’arte, si può fare una passeggiata sul corso Alfieri, la strada principale che taglia la città da est a ovest, e nelle vie adiacenti. Qui si trovano il palazzo dove è nato e vissuto il poeta Vittorio Alfieri, sede oggi della Biblioteca Civica e dell’Istituto di Studi Alfieriani, la torre Romana, resto della città romana risalente all’epoca augustea, la torre Troyana, alta 38 m, e il battistero di San Pietro, noto anche come la Rotonda, uno degli esempi più belli dell’arte romanica in Italia settentrionale. Nella stagione del tartufo, in autunno, nella via Cavour si svolge il mercato: ogni giorno, all’alba, i “trifulai”, i cercatori di tartufi, portano in città il raccolto della nottata (il tartufo si cerca con l’oscurità perché i cani sentono meglio il profumo e per non svelare ai concorrenti le preziose zone di ricerca). È un mercato ristretto e specializzato, da cui i visitatori sono in genere esclusi. Chi volesse acquistare i tartufi di Asti può comunque farlo presso i punti vendita che sono allestiti nelle vicinanze. Tra le altre manifestazioni di Asti occorre ricordare la Fiera Carolingia, il primo mercoledì di maggio; la “Douja d’Or”, salone nazionale di vini selezionati, che si tiene la seconda settimana di settembre; il Festival delle Sagre, la seconda domenica di settembre, durante la quale oltre quaranta comuni del Monferrato e delle Langhe espongono e offrono nelle loro piazze vini e prodotti gastronomici locali. La terza domenica di settembre si svolge invece la Corsa del Palio, con il corteo storico.

Asti

L’antico centro del Palio, dei tartufi e del vino giace nel cuore delle colline del Monferrato, sulla sponda del Tanaro. La città fondata dai Liguri e passata ai Romani con il nome di Hasta, conobbe durante il Medioevo una straordinaria potenza e ricchezza, che sono ancora riflesse negli edifici e nei palazzi del centro. Asti è una delle città d’arte più belle della regione: nel nucleo medievale le antiche case-forti si alternano ai palazzi nobiliari del ‘700 e dell’‘800, tra cui il Palazzo Alfieri, in cui nacque nel 1749 il nobile trageda; la gotica chiesa di S. Secondo rivaleggia per la maestosità dell’impianto con la Cattedrale e con il solenne romanico della Rotonda di S. Pietro. Ogni anno nel centro si disputa, la terza domenica di settembre, il “Palio di Asti”, mentre l’autunno è scandito da una continua celebrazione, tra sagre e fiere, delle meraviglie gastronomiche astigiane.

Lungo il fiume Tanaro: da Castello di Annone a Rocchetta Tanaro

Lasciata Asti, si percorre la Statale per Alessandria per qualche chilometro. Poco oltre il raccordo con il casello autostradale si arriva a Castello di Annone, piccolo paese agricolo sulla sponda sinistra del Tanaro, sede di diverse cantine. Si prende dunque a destra e, superato il ponte sul fiume, si giunge a Rocchetta Tanaro, cittadina non molto grande ma ricca di vigneti e cantine. Appena fuori dell’abitato di Rocchetta Tanaro c’è un parco naturale che si estende su una superficie di 120 ettari: qui i boschi di castagni, robinie, faggi e querce si alternano a radure con cespugli di biancospino e di caprifoglio. Particolarmente ricca è la fauna: tra i mammiferi vi sono il tasso, simbolo del parco, lo scoiattolo, la donnola e la volpe; gli uccelli comprendono una quarantina di specie locali, fra le quali spiccano il rampichino, il picchio muratore e il picchio rosso minore.

Vini, grappe e asparagi a Mombercelli

Da Rocchetta Tanaro si arriva a Mombercelli, uno dei centri classici per gli appassionati di Barbera. Il borgo si trova in cima a una collina e conserva i resti di un antico castello. Mombercelli è nota anche per le sue distillerie, dove vengono prodotte grappe e distillati di vino della zona. Da qui ci si può spingere nella vicina Vinchio. Il paese è piacevole, circondato da colline coperte di vigneti, ed è famoso anche per la produzione di cardi e di asparagi pregiati.

Incisa Scapaccino, un paese ai piedi delle colline

Da Mombercelli si percorre un tratto di strada verso Rocchetta Tanaro ma, giunti a un bivio, si svolta a destra in direzione di Incisa Scapaccino. Si tratta di un piacevole paese, distribuito in più frazioni sparse nella campagna ai piedi delle colline. Un tempo si chiamava soltanto Incisa, e insieme alla vicina Rocchetta fu feudo dei marchesi Incisa della Rocchetta. A Incisa Scapaccino è possibile visitare il centro storico, detto “borgo villa”, con il castello, la chiesa del Carmine, del XV secolo, i resti della città romana e un bel convento risalente al XVIII secolo.

Mombaruzzo e i suoi amaretti

Da Incisa Scapaccino l’itinerario continua verso un gruppo di paesi nei quali la produzione vinicola è notevole: Bruno, antico feudo dei Faà con un grande castello, Castelnuovo Belbo e Mombaruzzo. È una località molto bella, vi si arriva in salita e si estende su due colli vicini. Vi si trovano una chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate, costruita nel XVI secolo in stile gotico, e, nel centro storico, alcuni esempi di architetture medievali. Mombaruzzo è rinomata anche per la produzione di amaretti e in paese si trovano tre laboratori artigianali specializzati in questo settore. Tra le manifestazioni locali vi sono la Festa del vino, che si svolge a fine giugno nella Cantina Sociale della frazione di Stazione, e la Cinque Giorni Enogastronomica, che si tiene invece a fine agosto nella frazione di Bazzana.

Quaranti: duecento abitanti, ottanta cantine

Da Mombaruzzo si può compiere una breve escursione a Quaranti, minuscolo borgo affacciato sulle colline e importante centro di produzione vinicola. La vita dei suoi duecento abitanti è legata a quella delle numerose cantine (almeno ottanta) presenti sul posto. Dalla primavera all’autunno a Quaranti si svolgono numerose sagre e manifestazioni gastronomiche ed enologiche. Si comincia la terza domenica di marzo con la Sagra dei ceci e della Barbera e si finisce la terza domenica di ottobre con quella dedicata alle caldarroste e al vin brulé.

Nizza Monferrato

Mombaruzzo fa parte della cosiddetta “area Nizza”, cioè di un vasto territorio collinare nel quale sorgono numerose borgate, tutte famose per la presenza di vigneti e cantine. La più importante è Nizza Monferrato, che si incontra dopo una decina di chilometri. È una fiorente cittadina e un grande mercato del vino e il suo nome si identifica più di altri con la Barbera di qualità. Nizza Monferrato è interessante anche per i suoi monumenti: nel borgo storico si trovano resti di edifici medievali, tra cui la torre merlata del palazzo comunale, e alcuni palazzi patrizi. Nata verso l’anno Mille, la città nel ‘500 era già nota come uno dei più vivaci e affollati mercati del Monferrato, specializzato nel trattare tessuti di seta e di cotone. Ora, estinto il commercio della seta, è un ricco borgo agricolo al centro di un anfiteatro di colline, in una zona nota per i suoi vini, e ha mantenuto l’aspetto raccolto di una tipica contrada piemontese, con le vie affiancate dai portici coperti e un bel palazzo comunale del sec. XV. Ogni aprile, nel centro viene disputata la Corsa delle botti, e in autunno, in tempo di tartufi, si organizza una rassegna dedicata alle migliori trifole della stagione.

I dintorni di Nizza Monferrato: Agliano Terme

Attorno a Nizza Monferrato sorgono numerosi piccoli centri legati alla produzione del vino. Tra questi, il più interessante è Agliano Terme, dove sorge un nuovo modernissimo complesso termale. La borgata è un piacevole centro di villeggiatura con alberghi e altre strutture turistiche. Nel mese di aprile si tengono la Festa della Barbera e la Festa dell’ospitalità.

Isola d’Asti e San Martino Alfieri

La strada della Barbera scende tra le colline fino a Isola d’Asti per poi risalire a San Martino Alfieri, le ultime due tappe dell’itinerario. A Isola d’Asti si può sostare per visitare i pochi resti del castello e la fonte Imperia, sorgente di acqua solforosa. Da Isola, superata la Statale Asti-Alba, ci si porta sul versante opposto delle colline e dopo 4 km si arriva a San Martino Alfieri. Le case sorgono attorno al castello Alfieri, edificio del XVIII secolo circondato da un grande parco e caratterizzato da ampie sale stupendamente affrescate e arredate. All’interno si può visitare lo studio in cui lavorò Vittorio Alfieri e nel quale sono conservati i libri e le carte lasciate dal poeta piemontese. Oggi il castello è sede di un’Azienda Agricola che organizza visite e degustazioni all’interno di alcune sale dell’edificio.

A TAVOLA
Agnolotti del plin Fritto misto
Preparazione tipica della zona di Asti, derivano il nome (plin) dal pizzico che viene dato alla pasta per racchiudere il ripieno. Sono minuscole tasche di sfoglia all’uovo, farcite con carne, uova, parmigiano e aromi. Gli agnolotti del plin vengono solitamente bolliti per pochi minuti e conditi con burro, parmigiano e salvia oppure con sugo d’arrosto. Differisce dagli altri fritti misti italiani per la pastella, fatta con farina, uovo sbattuto e pane grattugiato.Si prepara utilizzando costolette d’agnello, fettine di vitello, cervella, fegato e funghi. È da considerarsi piatto unico.La ricetta del fritto misto può variare di località in località con l’aggiunta di ingredienti e aromi particolari.
Cardi  
Il cardo è un ortaggio coltivato soprattutto nella zona collinare attorno a Nizza Monferrato e Costigliole d’Asti. Il cardo viene bollito e poi gratinato in forno con del formaggio: un piatto saporito e leggero, tipico di una cucina povera di ingredienti ma ricca di fantasia. Il cardo, poi, è sempre presente nella “bagna caôda”: insieme ad altre verdure crude viene intinto in un composto di olio, acciughe e aglio e viene servito caldissimo in un tegame posto al centro della tavola.  

 

IL VINO
Il Monferrato è una zona caratterizzata da distese di colline, che lega la propria fama a quattro vitigni che qui danno il meglio di se: Barbera, Grignolino, Dolcetto e Moscato. Barbera è il vitigno piemontese per antonomasia, che da origine ad un rosso vinoso dal profumo caratteristico. Il Grignolino invece genera un rosso più delicato ed asciutto. Il Dolcetto dal sapore gradevolmente amarognolo vanta in questa zona risultati unici. Infine il Moscato che qui da origine ad un vino dolce conosciuto in tutto il mondo: l’Asti Spumante, prodotto in grande quantità tanto da costituire da solo circa un terzo di tutta la produzione spumantistica italiana. Vuoi imbandire un pranzo o una cena allo stile del Monferrato? Acquista qui i vini del Piemonte selezionati per te dai nostri esperti.

 

DOVE MANGIARE E DORMIRE
Ad Asti non potete mancare di fare un tappa al ristorante Gener Neuv (tel. 0141 557270), grande cucina ad un prezzo onesto, condotto dalla famiglia Fassi è uno dei pilastri della gastronomia italiana. Se invece volete fare solo uno spuntino vi consigliamo, a Costigliole d'Asti, il Caffè Roma (tel. 0141 966544), accogliente locale con una buona carta dei vini. Per dormire la scelta è ampia, ad Asti provate l'Antica Dogana (tel. 0141 293755), piacevole albergo situato in un vecchio edificio con giardino, a Montegrosso d'Asti, La Locanda del Bosco Grande (tel. 0141 956390) immersa nel verde, con poche deliziose camere.
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