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​Spiridon Louis, la Maratona e il Vino

By Luca Stroppa 16 luglio 2019

Spiridon Louis, la Maratona e il Vino

10 aprile 1896, I Olimpiade dell’era moderna, in quella data, un giovane militare dell’esercito greco entrò nella storia dello sport mondiale. Spiridon Louis fu, infatti, il primo vincitore della maratona, la gara più attesa dei giochi Olimpici, diventando un vero e proprio eroe nazionale. La sua storia è incredibile, la gara davvero epica, la vittoria non pronosticata ma, anche grazie al vino, Spiridon portò a termine una vera e propria impresa.

Spiridon Louis

Spiridon Louis nacque il 12 gennaio del 1872 a Maroussi, una piccola cittadina nei dintorni di Atene. Fu l’ultimo dei cinque figli di una famiglia contadina piuttosto povera. Spiridon fu un soldato dell’esercito greco agli ordini del colonnello Papadiamantopoulos, figura chiave di questa storia e che ritroveremo più avanti nel nostro racconto. Una volta conclusi gli impegni militari il nostro eroe tornò nel paese d’origine per aiutare la famiglia e, in particolare, si occupò del trasporto dell’acqua, percorrendo a piedi, ogni giorno, per diversi anni, un tragitto di circa 30 km dalla campagna alla città.

Il padre, che aveva intuito le incredibili capacità fisiche e atletiche del figlio, gli assegnò questo compito come allenamento in vista della gara di qualificazione alle Olimpiadi, a cui aveva invitato il figlio a partecipare.

Per i Greci la maratona era e continua ad essere l’appuntamento principale dei Giochi Olimpici perché rievoca un episodio epico della loro storia: la corsa di Filippide da Maratona ad Atene per comunicare la vittoria sui Persiani. Per questo decisero di organizzare una corsa eliminatoria dove selezionare i loro migliori atleti. Il 25 marzo del 1896 la gara di qualificazione fu vinta e dominata da Kharilaos Vasilakos, la stella della nazionale greca e uno dei favoriti della corsa olimpica. Spiridon concluse la gara al diciassettesimo posto, molto distante dal vincitore. Una vera e propria beffa perché gli organizzatori avevano deciso di iscrivere ai Giochi soltanto i primi 16 classificati …

È qui che rientra in gioco il colonnello Papadiamantopoulos che nel frattempo era diventato sindaco di Atene. Proprio Papadiamantopoulos fece notevoli pressioni affinché il suo ex soldato venisse ammesso alla gara, consapevole del valore dell’atleta, che nella corsa di qualificazione non era riuscito ad esprimersi al meglio.

Fu così che il 10 aprile del 1896, Spiridon si presentò ai nastri di partenza della maratona olimpica.

La Maratona e il Vino

La cronaca di quella corsa è leggendaria, quasi paradossale, in un susseguirsi di episodi incredibili e davvero curiosi.

Due grandi favoriti: Kharilaos Vasilakos e l’australiano, di origine inglese, Edwin Flack, già vincitore degli 800 metri e dei 1500 metri. Fin dall’inizio la gara fu dominata dall’atleta australiano che, al trentesimo chilometro, aveva accumulato un notevole vantaggio su tutti gli inseguitori. Pare che il nostro Spiridon, incurante del ritmo incessante imposto da Flack, si fermò in una locanda per rifocillarsi con la sua bevanda preferita. Dopo aver bevuto una quantità non ben precisata di vino e aver riempito la borraccia con la soluzione di Bacco, l’atleta greco dichiarò, tra l’incredulità dei presenti, che avrebbe vinto quella gara recuperando Flack.

La profezia di Spiridon si avverò perché al trentatreesimo chilometro ci fu il sorpasso. Flack, abituato a distanze inferiori, accusò la stanchezza e in preda ai crampi fu costretto a fermarsi. L’ambasciatore inglese che aveva seguito l’atleta in bicicletta tentò di farlo riprendere somministrandogli dei bicchieri di brandy …

Intanto l’altro grande favorito, Vasilakos, incontrò durante il percorso notevoli difficoltà, dovute soprattutto all’intralcio della folla che voleva a tutti i costi salutare e congratularsi con il suo beniamino, rimanendo così attardato.

Ormai al comando della gara, Spiridon fece il suo ingresso allo stadio “Panathinaikos” di Atene dove tagliò il traguardo acclamato da una nutrita folla festante ed entrando nell’Olimpo dello sport mondiale.

Per il popolo greco diventò un eroe nazionale, tanto che gli abitanti di Maroussi, la piccola cittadina dove era nato, gli offrirono qualsiasi tipo di doni e regali, tra i quali anche la possibilità di mangiare gratuitamente per tutto il resto della sua vita nella trattoria locale. Spiridon accettò soltanto due dei regali dei suoi concittadini: un piccolo carretto e un cavallo che gli avrebbero permesso di continuare il lavoro di portatore d’acqua che aveva da sempre svolto.

Ma in questa storia così incredibile vanno segnalate altre due curiosità davvero uniche: il podio di quella gara fu interamente greco o quasi. Già perché Kharilaos Vasilakos si classificò al secondo posto mentre Spirydon Veokas arrivò terzo, ma poi venne squalificato. Il pubblicò presente sul tragitto, infatti, denunciò il suo imbroglio: Veokas aveva percorso parte del tragitto a bordo di un carretto.

Il titolare della locanda dove Spiridon Louis si era rifocillato, una volta appresa la notizia della vittoria del suo cliente, decise di chiamare il vino che aveva servito “Spiridon Louis”, ricercatissimo dagli aspiranti maratoneti ….

Posted in: Curiosità sul vino
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