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​Metodo Charmat e Metodo Classico

By Luca Stroppa 10 aprile 2019

Metodo Charmat e Metodo Classico

Le classiche bollicine che caratterizzano gli spumanti sono il prodotto di un’operazione di rifermentazione di un vino base all’interno di un recipiente ermetico. Tale operazione prende il nome di “spumantizzazione” o “presa di spuma”. Le tecniche che sono adottate per la “presa di spuma” e per la produzione di un vino spumante possono essere diverse, ma le più praticate sono due: il metodo Charmat e il metodo Classico. Ecco allora le loro principali caratteristiche e differenze.

Metodo Charmat

Il “Metodo Charmat” è un metodo per la produzione di spumante mediante rifermentazione in un particolare recipiente chiamato autoclave. L’autoclave è un robusto e capiente serbatoio in acciaio inox, completamente ermetico, dotato di vari dispositivi volti a tenere sotto controllo la temperatura e la pressione del vino.

Questo metodo fu inventato dall’enologo piemontese Federico Martinotti nel 1895, poi adottato, brevettato e introdotto a livello industriale dal francese Eugene Charmat nel 1910. E proprio dai due inventori prende il nome questa tecnica: si parla infatti di metodo Charmat o metodo Martinotti-Charmat.

Nel metodo Martinotti-Charmat la rifermentazione in autoclave avviene con l’aggiunta di zuccheri e lieviti, la cui attività provoca la produzione di anidride carbonica. Il vino viene poi trasferito in un’altra autoclave dove subisce una filtrazione iperbarica, cioè in sovrapressione, per evitare di disperdere l’anidride carbonica e poi refrigerato per bloccare la fermentazione. A questo punto, lo spumante è pronto per essere chiarificato, filtrato e imbottigliato.

Il metodo Charmat è quello utilizzato per la produzione di spumanti aromatici e fruttati come il Prosecco.

Metodo Classico

“Metodo Classico” è l’espressione italiana del “Metodo Champenois” che, secondo una normativa europea, può essere utilizzato soltanto in riferimento allo Champagne. Si tratta di una complessa tecnica di spumantizzazione, basata sulla rifermentazione in bottiglia e non in autoclave, che si snoda attraverso diverse fasi.

Da una selezione di diversi vini di varie annate viene creata una miscela, definita cuvée, che costituisce la base dello spumante. Questa prima fase è chiamata “coupage”. Si passa poi al “Tiraggio”, ovvero l’imbottigliamento della miscela con l’aggiunta di lieviti e zuccheri selezionati. Grazie all’azione di questi agenti, all’interno della bottiglia, si verifica la presa di spuma; notoriamente il tratto distintivo di questo metodo rispetto a quello Charmat. Sotto il tappo, viene inserito il cosiddeto “bidule”, un cilindro di plastica dove andranno a depositarsi i residui dei lieviti.

Il vino viene fatto riposare per 24-36 mesi in posizione orizzontale e poi, per altri 30-60 giorni, sottoposto quotidianamente a scossoni, rotazioni e inclinazioni fino a raggiungere una posizione verticale. Questa delicata operazione è svolta da figure specializzate, i “remueurs”, impegnati, ogni giorno, a ruotare migliaia di bottiglie. Tutto ciò permette di raccogliere attorno al collo della bottiglia, nel “bidule”, i residui costituiti dalle cellule morte dei lieviti.

Alla fine del processo, le bottiglie vengono “sboccate”: il collo viene congelato, le bottiglie aperte e la feccia eliminata. Per compensare la parte di vino espulsa viene aggiunto uno “sciroppo di dosaggio” formato da vino e zucchero, in quantità e qualità differenti a seconda dei produttori. A questo punto, il vino è pronto per essere nuovamente tappato ed entrare in commercio.

Il Metodo Classico produce vini più corposi e complessi, dai percepibili sentori di lieviti. Champagne e Franciacorta sono tradizionalmente prodotti in questo modo.

Metodo Charmat e Metodo Classico: più di una semplice differenza

Come si è potuto notare dalla nostra breve e rapida descrizione, le differenze tra il Metodo Charmat e il Metodo Classico sono piuttosto numerose e non riducibili unicamente alla rifermentazione in autoclave e in bottiglia. Certo, questa è la differenza più chiara e più utile per distinguere queste due tecniche, ma il processo di produzione dello spumante prevede fasi molto diverse, non necessariamente accostabili.

In linea generale, possiamo dire che il Metodo Classico è senza dubbio più dispendioso, più costoso e decisamente più lungo del Metodo Charmat. Ecco allora perché le bottiglie di Champagne non sono proprio a buon prezzo…

Posted in: Cultura del vino
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