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​Il Vinsanto

By Luca Stroppa 18 febbraio 2019

Il Vinsanto

“Cantucci e Vinsanto” o “Fave dei morti e Vinsanto”: in Toscana e in Umbria il vinsanto è il vino della tradizione, spesso associato ai dolci della tradizione. Circondato da un’aura misteriosa, mistica e spirituale, o meglio santa, questo vino ha una storia e un’origine affascinante che vale la pena di essere ricordata.

Storia del Vinsanto

Il Vinsanto è un vino da dessert o da meditazione ottenuto principalmente da due tipologie di uva, ovvero Trebbiano e Malvasia e prodotto prevalentemente in Toscana.

L’origine del suo nome è ancora oggi oggetto di dibattito e discussione. Cinque sono le storie e le leggende che vengono utilizzate per spiegarne la provenienza.

La prima versione risale all’epidemia di peste che colpì la città di Siena nel 1348. Pare che in questa circostanza alcuni frati francescani erano soliti somministrare ai malati questo vino, in grado di alleviarne, solo momentaneamente, i dolori e le sofferenze. L’epiteto “santo” fu quindi associato ad esso per sottolinearne i misteriosi effetti benefici, quasi miracolosi.

Molto più probabile, invece, che il “vinsanto” fu chiamato così perché utilizzato, fin dall’epoca bizantina, per la celebrazione della messa.

Meno probabili, ma comunque assai diffuse sono altre tre possibili spiegazioni: secondo alcuni studiosi il termine “santo” deriva dal greco “Xantos”, ovvero giallo, che rimanderebbe al colore del vino; secondo altri l’origine del nome va rintracciata in quella dell’isola greca di Santorini, dove si produce un vino dolce dalle caratteristiche simili chiamato “vino di Xanto”, il cui nome fu utilizzato dai commercianti veneziani per identificare anche quello prodotto nel nostro Paese storpiando il nome dell’isola greca, da “Santorini” a “Santo”; infine, c’è chi sostiene che il termine Vinsanto fu coniato dai viticoltori toscani che, in passato, facevano appassire le uve con le quali produrre il vino fino alla settimana santa.

Zona di Produzione e Caratteristiche

Il Vinsanto viene prodotto prevalentemente in Toscana, tra le province di Siena, Arezzo, Firenze, Pisa e Pistoia ma anche in Emila-Romagna, in Umbria, in alcune zone del Veneto e del Trentino Alto Adige.

Quello toscano è senza dubbio il più conosciuto e diffuso tanto da guadagnarsi il riconoscimento di DOC in ben quattro differenti versioni: Vinsanto di Montepulciano, Vinsanto di Carmignano, Vinsanto del Chianti e Vinsanto del Chianti Classico. Il Vinsanto Toscano, sicuramente il più noto e diffuso, è prodotto principalmente con due tipi di uva, Trebbiano e Malvasia per un minimo del 70%, mentre il resto, per un massimo del 30%, da altri uvaggi.

Il vinsanto viene prodotto attraverso la cosiddetta “vendemmia per scelta” e cioè attraverso grappoli attentamente selezionati e poi lasciati appassire secondo tempistiche diverse a seconda delle diverse tipologie di vinsanto.

Un tempo la vinificazione e l’invecchiamento del vinsanto avvenivano in particolari contenitori di legno chiamati “caratelli” che, di volta in volta, venivano svuotati del contenuto dell’annata precedente per fare posto al vino della nuova annata. Durante questa operazione, il fondo di sedimentazione veniva conservato per preservare i lieviti, chiamati “Madre del Vinsanto”, responsabili della fermentazione del mosto e considerati fondamentali per ottenere un prodotto di qualità.

Oggi si tende invece ad utilizzare contenitori completamente nuovi anche per far fronte alle norme igienico-sanitarie, ciò comunque non vieta ai produttori maggiormente legati alla tradizione di aggiungere ai nuovi "caratelli" una minima quantità di "madre" per cercare di riprodurre i profumi e i sentori tradizionali.

Il vino così prodotto si caratterizza per profumi e sapori intensi, persistenti, grande corposità ed elevato grado alcolico. Pensate che, in alcuni casi, si raggiunge il 19%.

Vinsanto e Abbinamenti

Il Vinsanto è un vino da dessert ideale con paste secche e con biscotti secchi come i cantucci, ma anche con frutta secca o formaggi stagionati.

Noi di Wineshop.it lo adoriamo alla fine dei pasti come vino da meditazione, importante conclusione di una cena, per rilassarsi e gustarsi al meglio il suo eccezionale bouquet di profumi.

Posted in: Cultura del vino
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